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Meloni è disgustata per i siti sessisti: "Punizioni severe". Parlamento si prepara a nuove norme
Oggi 29-08-25, 21:21
La tempesta è scoppiata in rete, ma l'onda d'urto è arrivata dritta in Parlamento. La pubblicazione di immagini rubate dai social, manipolate e corredate da insulti sessisti ha rimesso al centro dell'agenda politica la questione della sicurezza digitale. A contribuire alla causa soprattutto il fatto che tra le vittime vi fossero molte parlamentari di ogni schieramento politico. Tra loro anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che si dice "disgustata" dalla vicenda e chiede che i responsabili vengano puniti "senza sconti". Così, ancora prima della ripresa ufficiale dei lavori parlamentari, a Montecitorio e Palazzo Madama si è acceso il motore delle iniziative: dal Pd ad Avs, da Forza Italia a Iv, il fronte è ampio. Sul tavolo pene più severe per chi diffonde immagini senza consenso, obbligo di identità digitale per navigare sul web, stop immediato ai siti che ospitano contenuti illeciti, procedure d'urgenza per oscurare siti sessisti. Forza Italia a maggio ha presentato un ddl - a firma dei senatori Maurizio Gasparri e Pierantonio Zanettin - per affrontare il problema della mancanza di una normativa efficace che individui le responsabilità oggettive delle piattaforme, spesso con sede all'estero. "Alla ripresa dei lavori insisteremo per una sua rapida calendarizzazione in Aula", confermano i senatori azzurri. La senatrice Raffaella Paita, capogruppo al Senato di Italia viva, ha proposto di avviare sul tema una discussione in parlamento, magari "nell'ambito della Commissione Segre per il contrasto all'odio". Non mancano le proposte per rafforzare i diritti individuali: Mara Carfagna (Noi Moderati) propone che voce, immagine e fisionomia di ciascun cittadino diventino beni giuridicamente protetti. "Personalmente sto lavorando a una proposta di legge che sanzionerà chiunque utilizza senza consenso le immagini di personaggi pubblici ma soprattutto di comuni cittadine che non hanno strumenti per difendersi", spiega. La proposta riconosce a ogni cittadino la titolarità legale della propria immagine, voce e fisionomia. "Chi le utilizza senza consenso, magari modificandole con programmi di AI come già sta succedendo - sottolinea Carfagna - sarà perseguito, sanzionato e dovrà risarcire il danno". Da Alleanza Verdi e Sinistra arriva invece l'idea di una legge "che stabilisca che il nostro corpo, i nostri tratti somatici, la nostra voce e le nostre foto siano protetti da una sorta di diritto d'autore personale e inalienabile", spiega Fiorella Zabatta. In questo modo la pubblicazione non consensuale diventerebbe una violazione diretta di questo diritto, "con conseguenze penali ed economiche gravissime". La senatrice Lavinia Mennuni (FdI) e la deputata Marianna Madia (Pd) hanno già presentato un testo per promuovere un uso sicuro e consapevole del web e regolare l'accesso dei minori alle piattaforme. Sul tavolo ci sono anche interventi relativi all'identità digitale. Per la senatrice M5S Alessandra Maiorino servono "educazione affettiva e sessuale nelle scuole, e divieti veri di accesso a qualunque piattaforma pornografica senza certificazione autentica di identità". Il deputato dem Piero De Luca, capogruppo in Commissione Affari europei, chiede di calendarizzare quanto prima la pdl a sua prima firma che precede l'obbligo di identità digitale per gli utenti. "La proposta di legge mira a prevedere specifiche procedure per responsabilizzare le piattaforme e i siti internet, prevenendo e bloccando in tempo reale la diffusione di contenuti degradanti illegali con strumenti di controllo e tracciabilità. Stop all'anonimato online, ma anche educazione digitale in particolare nelle scuole per un uso rispettoso, dignitoso, consapevole e corretto della rete", spiega De Luca che chiede "il sostegno di tutte le forze politiche per una rapida calendarizzazione e discussione in Parlamento. È una battaglia culturale e giuridica che ci riguarda tutti. Non possiamo più voltarci dall'altra parte di fronte a questa barbarie".
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