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Milano e Torino "gemellate" sui centri sociali: il debole della sinistra per le okkupazioni
Ieri 30-08-25, 15:58
Milano e Torino, gemellate nella musica e nella tolleranza per i centri sociali, tutelati dai sindaci Sala e Lo Russo e dall'intellighenzia di sinistra. Giorgio Battistelli, direttore artistico di MiTo - Settembre Musica, la storica kermesse musicale che vede unite nei concerti i capoluoghi Lombardo e piemontese lancia la sua personale rivoluzione. Più che di ottobre rivoluzione di settembre stando, appunto, al nome della rassegna, che inaugurerà la sua diciannovesima edizione con un concerto della Filarmonica della Scala diretta da Myung-Whun Chung al Lingotto di Torino il 3 settembre e il giorno dopo con l'esibizione della London Symphony Orchestra diretta da Antonio Pappano alla Scala. Del resto proprio ‘Rivoluzioni' è il titolo dell'edizione di quest'anno, la seconda sotto la direzione artistica del compositore Battistelli, Leone alla carriera alla Biennale musica di Venezia, autore dell'opera Julius Caesar che tre anni fa ha aperto la stagione dell'Opera di Roma. «Oggi l'intellettuale ha il bavaglio. Non parla perché è terrorizzato», così ha detto Battistelli all'agenzia Ansa, sconfinando sul Leoncavallo, lo storico Centro sociale di Milano sfrattato: «Ho trovato lo sgombero una violenza, ho sentito uno strappo dentro. Faccio un appello alla Scala, che potrebbe fare un concerto fuori dal Leoncavallo». E aggiunge: «Oggi c'è una omologazione dei festival e dell'ascolto, quello a cui non siamo abituati è visto come un nemico, nessuno accetta le dissonanze» e questo è vero nella musica «come nella società». «La dissonanza è qualcosa che dà fastidio, che arriva da un'altra cultura e ha bisogno di integrazione. È inaccettabile che tutto sia ‘nemicizzato' o reso pop. A non poter invitare un direttore russo solo perché è russo o israeliano io non ci sto». E qui come dargli torto. Ma è la difesa del Leoncavallo che non va giù a Marco Fontana, segretario di Forza Italia a Torino, città segnata dalla presenza del centro sociale Askatasuna, che commenta: «Vorrei vedere se al maestro Battistelli i suoi cari amici dei Centri sociali devastassero oppure occupassero la sua casa se parlerebbe ancora così. Trovo paradossale la narrazione di questi personaggi vicini alle Sinistre che parlano di una dittatura che non esiste nella realtà. Il problema che solleviamo come rappresentanti di Centrodestra è semmai se esiste ancora un principio di legalità in Italia. Si può ancora difendere lo Stato dall'eversione? In questo Paese si può ancora essere fieri del lavoro che fanno i nostri ragazzi delle Forze dell'ordine senza alzarsi ogni mattina e assistere alla caccia alle streghe per ogni azione e blitz che compiono a difesa della collettività? Pare che nella Sinistra alberghi ancora una voglia di rivoluzione profonda e radicata e che nulla ha a che vedere con la cultura, ma che semmai stupra la cultura e la utilizza da copertura per i suoi scopi ultimi. Ecco a questo gioco non ci stiamo: gli immobili occupati, sia pubblici che privati, vanno sgomberati e restituiti alla collettività sì, quella che ogni giorno si alza e paga le tasse anche per chi tenta di vivere a scrocco degli altri».
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