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Modello 730, chi deve presentarlo e la guida alle detrazioni
24-03-2025, 18:14
Con l'arrivo della stagione fiscale, milioni di italiani si trovano di fronte a un appuntamento fondamentale: la dichiarazione dei redditi. Tra i modelli a disposizione, il Modello 730 è quello più utilizzato da lavoratori dipendenti e pensionati. Ma a cosa serve esattamente e chi è tenuto a presentarlo? Ecco una guida generale con le domande e le risposte utile per orientarsi. Ricordiamo tuttavia per ogni dubbio di rivolgersi a un commercialista o a un Caf. Cos'è il Modello 730? Il 730 è un documento fiscale che permette di dichiarare i propri redditi all'Agenzia delle Entrate e di ottenere eventuali rimborsi direttamente nella busta paga o nella pensione. Rispetto ad altri modelli dichiarativi, il 730 è più semplice e veloce, perché non richiede calcoli complessi e le imposte vengono trattenute o rimborsate in automatico. Chi deve presentarlo? Il 730 è obbligatorio o consigliato per chi ha percepito nel corso dell'anno: Redditi da lavoro dipendente (anche a tempo determinato); Pensione; Redditi assimilati al lavoro dipendente, come collaborazioni coordinate e continuative (Co.co.co.); Indennità di disoccupazione (NASpI), cassa integrazione o altre prestazioni sostitutive del lavoro dipendente. Chi non può utilizzare il 730? Non tutti possono avvalersi di questo modello. Sono esclusi: I titolari di partita IVA che esercitano attività autonoma o d'impresa; Chi percepisce redditi da impresa o da lavoro autonomo con obbligo di dichiarazione IVA; Chi deve presentare la dichiarazione per conto di una persona deceduta. I vantaggi del 730 Oltre alla semplicità di compilazione, il Modello 730 presenta un importante beneficio: il rimborso delle imposte versate in eccesso arriva direttamente in busta paga o sul cedolino della pensione, senza dover attendere tempi lunghi. Inoltre, chi deve versare ulteriori imposte può farlo tramite il proprio datore di lavoro o l'INPS, evitando il pagamento diretto tramite F24. Come si presenta il 730? I contribuenti possono trasmettere il modello in diversi modi: Online, attraverso il sito dell'Agenzia delle Entrate, che mette a disposizione il 730 precompilato con i dati già inseriti; Tramite CAF o commercialisti, che offrono assistenza e verificano eventuali detrazioni fiscali applicabili; Con il proprio sostituto d'imposta, se offre il servizio di assistenza fiscale. Scadenze e novità Ogni anno, l'Agenzia delle Entrate stabilisce la scadenza per la presentazione del Modello 730. Per il 2024, il termine ultimo è fissato al 30 settembre. È quindi fondamentale non ridursi all'ultimo minuto per raccogliere i documenti necessari, come la Certificazione Unica, le spese detraibili (sanitarie, scolastiche, mutuo, ecc.) e altri redditi percepiti. Detrazioni fiscali nel Modello 730: quali spese si possono scaricare? Quando si compila la dichiarazione dei redditi, una delle principali opportunità per i contribuenti è quella di scaricare le spese detraibili o deducibili, riducendo così l'imposta da pagare o aumentando l'eventuale rimborso fiscale. Ma quali sono le voci che si possono portare in detrazione nel Modello 730? 1. Spese sanitarie Detrazione: 19% (sulla parte eccedente i 129,11€) Si possono detrarre: Visite mediche e specialistiche (oculista, cardiologo, ecc.) Acquisto di farmaci e parafarmaci (solo se indicati come “medicinali” in fattura) Analisi, esami diagnostici e terapie Interventi chirurgici Dispositivi medici certificati (occhiali da vista, lenti a contatto, apparecchi acustici, ecc.) Spese per assistenza a persone con disabilità Importante: Per ottenere la detrazione, i pagamenti devono essere tracciabili (bancomat, bonifico, carta di credito), tranne per i farmaci e i dispositivi medici. 2. Interessi sul mutuo prima casa Detrazione: 19% fino a un massimo di 4.000€ Si possono detrarre gli interessi passivi pagati sul mutuo per l'acquisto dell'abitazione principale. 3. Spese per l'istruzione Detrazione: 19% Si possono scaricare: Asilo nido (fino a 632€ per figlio) Scuola primaria e secondaria (rette scolastiche, contributi volontari, gite) Università e master (anche private, entro certi limiti definiti dal MIUR) Mensa scolastica 4. Spese per lo sport dei figli Detrazione: 19% fino a un massimo di 210€ per figlio (dai 5 ai 18 anni) Include abbonamenti a palestre, piscine e attività sportive. 5. Affitto per studenti universitari fuori sede Detrazione: 19% su un massimo di 2.633€ Vale per chi studia in un'università situata ad almeno 100 km di distanza dalla propria residenza. 6. Bonus ristrutturazione e risparmio energetico ️ Bonus ristrutturazioni: Detrazione del 50% per spese fino a 96.000€ (es. rifacimento bagni, infissi, impianti elettrici). Ecobonus: Detrazione dal 50% al 65% per interventi di efficienza energetica (es. caldaie, pannelli solari, pompe di calore). Bonus mobili ed elettrodomestici: Detrazione del 50% per acquisti fino a 8.000€ legati a una ristrutturazione. 7. Assicurazioni vita, infortuni e previdenza complementare ️ Detrazione: 19% Si possono scaricare i premi pagati per polizze sulla vita, invalidità permanente o rischio morte. Inoltre, è possibile dedurre fino a 5.164,57€ per i contributi versati ai fondi pensione. 8. Spese funebri Detrazione: 19% su un massimo di 1.550€ Vale per le spese sostenute per funerali di familiari. 9. Donazioni a ONLUS, APS e partiti politici Donazioni a ONLUS ed enti di volontariato: Detrazione del 35% o deduzione fino al 10% del reddito. Contributi ai partiti politici: Detrazione del 26% su donazioni tra 30€ e 30.000€. Cosa significa essere a credito o a debito Quando si presenta il Modello 730, il risultato della dichiarazione dei redditi può essere di due tipi: a credito o a debito. Essere a credito Se il contribuente risulta a credito, significa che ha versato più tasse del dovuto durante l'anno (ad esempio, tramite le trattenute sulla busta paga o sulla pensione). In questo caso, l'Agenzia delle Entrate riconosce un rimborso fiscale, che viene accreditato direttamente: In busta paga (per i lavoratori dipendenti) Sul cedolino della pensione (per i pensionati) Esempio: Se hai pagato 1.500€ di IRPEF durante l'anno, ma dopo aver calcolato detrazioni e deduzioni risulta che dovevi pagare solo 1.200€, lo Stato ti restituisce 300€ di rimborso. Essere a debito Se invece il contribuente risulta a debito, significa che ha versato meno tasse del dovuto e deve quindi pagare la differenza all'Agenzia delle Entrate. Il pagamento viene trattenuto automaticamente: Dalla busta paga o dalla pensione Oppure può essere effettuato tramite il modello F24 Esempio: Se hai pagato 1.200€ di IRPEF, ma in realtà dovevi versarne 1.500€, dovrai pagare 300€ di differenza. Come evitare brutte sorprese? Controlla le detrazioni e deduzioni disponibili per abbassare l'importo delle tasse. Verifica la Certificazione Unica (CU) per assicurarti che il datore di lavoro o l'INPS abbiano trattenuto correttamente le imposte. Prevedi il pagamento rateizzato (se sei a debito, puoi suddividere l'importo in più rate).
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