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Nuova Zona 30 in Ztl già in bilico: "A Roma cadrà come a Bologna"
Oggi 15-03-26, 09:00
Il limite a 30 chilometri orari imposto dal Comune di Roma su tutta la Ztl Centro storico potrebbe avere i mesi contati. Un ricorso straordinario al presidente del Consiglio di Stato è stato infatti presentato contro la delibera di giunta capitolina che, a novembre scorso, ha istituito la nuova «zona 30» a partire dal 15 gennaio. Promotori del ricorso sono l'associazione «Le Partite Iva», rappresentata da Angelo Distefano, il comitato «Tutela parcheggi e mobilità nel Lazio», presieduto da Alessandra Casino, insieme a tassisti e cittadini che puntano a far annullare il provvedimento, prendendo spunto da quanto successo a gennaio scorso a Bologna. Due mesi fa, infatti, il Tar dell'Emilia-Romagna ha annullato gli atti istitutivi della «Città 30», il piano con cui il Comune di Bologna ha imposto i 30 chilometri orari su circa il 70% della viabilità cittadina. Secondo i giudici, il provvedimento comunale era stato illegittimo perché aveva previsto i 30 all'ora in maniera generalizzata, mentre la normativa prevede, in sostanza, che debbano esserci motivazioni puntuali, strada per strada, per abbassare il limite. Anche a Bologna, a presentare il ricorso poi accolto dal Tar c'erano un gruppo di tassisti che lamentavano ripercussioni sul proprio lavoro, ovvero l'aumento dei tempi di percorrenza e, di conseguenza, la riduzione del numero di corse che diventava possibile accettare. La zona 30 di Bologna, quindi, avrebbe rischiato di far perdere guadagni alla categoria e sembra che anche a Roma le argomentazioni poste di fronte al presidente del Consiglio di Stato siano simili. «Non permetteremo che Roma diventi il laboratorio di un ambientalismo punitivo - dichiarano i firmatari del ricorso - Quanto accaduto a Bologna, dove il progetto Zona 30 è stato annullato dai giudici amministrativi, è il precedente legale che intendiamo utilizzare anche per la Capitale». Se da un lato il Campidoglio annuncia l'inizio dei controlli, anche con gli autovelox mobili, a partire da domani e giustifica la misura con la sicurezza dei pedoni, dall'altro i ricorrenti sostengono che mancano gli accertamenti tecnici necessari a provare che la zona 30 in tutto il Centro sia una misura idonea per questo fine. Non solo: a loro parere costringere gli automobilisti ad andare «a passo d'uomo» anche su strade più veloci (comunque entro i 50 all'ora) aumenterebbe il traffico, rendendolo meno scorrevole, e pure lo smog. Ricorsi a parte, due settimane fa Il Tempo ha sottolineato che uno studio di Roma Servizi per la Mobilità (allegato alla delibera con cui il Comune ha stabilito di far pagare la Ztl anche ai veicoli elettrici) ha rivelato che, tra il 2022 e il 2025, la velocità media nella Ztl Centro storico è scesa del 24% a causa del traffico, con punte del 37% in meno se si considerano invece gli autobus. Non solo: tra le 6 e le 19, nei giorni feriali, le vetture risultano già andare a una velocità media al di sotto dei 20 chilometri orari. Risultati che rendono la maxi zona 30 del Centro ancora più difficile da digerire.
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