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Olimpico vuoto, Lotito resta solo
Oggi 06-02-26, 18:29
Stadio vuoto anche a Lazio-Atalanta. La protesta dei tifosi contro la gestione di Lotito che «regna» ormai dal 19 luglio del 2004, non si ferma. La scelta è la stessa vista nella sfida contro il Genoa: Olimpico deserto, giocatori disorientati, le immagini che fanno il giro del mondo per la gioia di chi ritiene che questa sia la strada giusta per spingere il presidente a passare la mano. Tutti fuori o meglio tutti a Ponte Milvio e stadio in mano ai tifosi bergamaschi, una decisione che comporta l'abbandono al proprio destino della squadra comunque protagonista di una stagione anonima almeno finora. Ma è solo un danno collaterale inevitabile, è una guerra senza esclusioni di colpi con tifosi che sul web confessano di essere disposti a vedere la Lazio in B o fallire piuttosto che dare ancora soldi a Lotito. Sembra quasi un'eutanasia controllata se il presidente non si piegherà (i segnali non sono incoraggianti per i contestatori). Tant'è, il dado è tratto, questi alcuni passi del lungo comunicato di ieri mattina dei gruppi organizzati guidati dalla Curva Nord: «Vi chiediamo di accogliere liberamente e spontaneamente il nostro invito, lasciando nuovamente solo questo personaggio davanti agli occhi di tutto il mondo del calcio. In 21 anni di motivi per contestare questa presidenza ce ne sono stati tanti, sicuramente quello che ha messo tutti veramente d'accordo è la persistente mancanza di rispetto nei confronti di un intero popolo. Il suo atteggiamento dispotico, l'arroganza, la superbia, la presunzione, i suoi toni minacciosi e livorosi hanno accompagnato ogni momento vissuto. Questa persona ha mancato e manca di rispetto a te, a chi ti ha donato la lazialità, ai nostri giovani figli e nipoti. Dopo una riunione è stato stabilito che la protesta andrà avanti a oltranza ma ogni decisione sulla metodologia da adottare verrà presa di volta in volta in base all'evoluzione degli eventi e verrà comunicata preventivamene e quindi in occasione di Lazio-Atalanta non entreremo e resteremo nuovamente a Ponte Milvio a tifare la Lazio. Mai come ora dobbiamo continuare a essere compatti e uniti per il bene comune, anche se è faticoso e doloroso rinunciare a ciò che amiamo vivere da sempre a casa nostra. In occasione della festa degli innamorati invitiamo tutti i laziali a un estremo atto d'amore». È uno dei momenti peggiori della storia della Lazio, non tanto per i risultati sportivi quanto per l'atmosfera che si respira intorno al club più antico della Capitale. Ci sono stati anni di B, momenti di possibile fallimento o addirittura di sparizione della Lazio ma sempre con una tifoseria passionale e innamorata della squadra anche se scarsa. Ora che i giocatori e Sarri, per quanto apprezzati per l'impegno mostrato finora, non abbiano sostegno è un elemento marginale, i risultati non contano più, solo «abbattere il tiranno» come appare nella maggior parte dei messaggi sul web dei laziali. Così la «sparuta minoranza» di dieci anni fa (secondo Lotito) è diventata sicuramente «rumorosa maggioranza» ma in pochi se ne sono accorti a Formello. Nessuno fa un passo indietro tanto più il presidente che dovrebbe essere il primo custode della Lazio che così, a lungo andare, si deprezza fino a una lenta ma inesorabile scomparsa. Intanto parallela alla contestazione con l'assenza dallo stadio di quasi tutti i trentamila abbonati che ci stanno rimettendo anche i soldi spesi in estate, prosegue con successo anche la raccolta di firme on-line dopo una lettera pubblicata sulla piattaforma change.org: raggiunta quasi quota 38.000 e il numero adesioni è destinato a crescere nei prossimi giorni.
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