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Salvini fulmina le toghe rosse: “Difficile il contrasto ai clandestini se rilasciano i fermati”
Oggi 16-04-26, 14:40
Il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini è intervenuto in collegamento telefonico alla trasmissione “Aria Pulita” su 7Gold, toccando diversi temi, dall'immigrazione alla politica energetica, fino agli scenari internazionali. Sul tema dei migranti, Salvini ha respinto le accuse di razzismo: “Perché razzista? Il problema non è il colore della pelle o dove sei nato”, però “anche chi ha il permesso di soggiorno e commette dei crimini deve tornare al suo Paese. Se i minori commettono reati, smettono di essere accolti e mantenuti. Dov'è il razzismo? Ci sono alcuni Paesi che ostacolano e allungano i tempi, ci vuole un lavoro diplomatico. Poi se tanti giudici rilasciano i fermati o li giustificano o concedono tramite terzi il permesso di rimanere in Italia, è chiaro che è difficile. Però volere è potere”. Il vicepremier ha poi aggiunto: “Difendere i confini - ha aggiunto - non è un reato, è un dovere per un pubblico amministratore. Anche per questo saremo in piazza sabato” a Milano per la manifestazione dei Patrioti, dal titolo 'Senza paura - In Europa padroni a casa nostra'. Ampio spazio anche all'energia, con un'apertura netta al ritorno del nucleare: “Noi come Lega stiamo lavorando per tornare subito nel contesto del nucleare. Sono assolutamente a favore, è la forma di energia più moderna, più sicura e meno costosa. Quasi in tutti i Paesi europei ci sono centrali nucleari”. In attesa di questo obiettivo, Salvini ha indicato alcune priorità: “Intanto, non chiudere alcune centrali a carbone, investire in rinnovabili senza fare danni all'agricoltura e in prospettiva tornare ad acquistare gas dalla Russia, perché ci è stato chiuso quel rubinetto. Non possiamo sostenere troppe guerre perché poi i costi li pagano i cittadini, non li pagano a Bruxelles”. Sul piano internazionale, il leader della Lega ha affrontato i principali conflitti in corso: “Alla guida del regime iraniano non ci sono dei pacifici signori. L'Italia non è in guerra, né contro l'Iran, né contro la Russia, né contro nessun Paese al mondo. Tra Russia e Ucraina la voce delle armi e la pressione delle sanzioni non mi sembra che abbiano portato grandi risultati. È il momento di portare Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin attorno a un tavolo”. Il vicepremier ha poi parlato anche di misure economiche e del caro carburanti: “Se fra 15 giorni, con la guerra che va avanti, con le petroliere bloccate e con i prezzi che salgono, ci dicessero” dall'Ue “aspettate”, “allora provvederemo e interverremo da soli e voglio vedere se qualcuno a Bruxelles ci fermerà se blocchiamo l'aumento dei prezzi. Se aspettano due mesi, è tardi”. E ancora: “Io da domani mattina vorrei bloccare il costo dei carburanti per gli autotrasportatori, al momento le regole europee limitano la mia possibilità di intervenire”. Infine, Salvini ha commentato il rapporto con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump: “Non ci siamo mai visti. Non faccio né il presidente del Consiglio né il ministro degli Esteri, non l'ho mai incontrato”. Pur condividendo alcuni temi come “la difesa dei confini e il contrasto alle teorie woke”, ha criticato duramente alcune recenti posizioni: “i toni di questi giorni” di Trump, “gli attacchi ai governi, la guerra all'Iran e soprattutto gli attacchi al Papa non aiutano e non possono essere né condivisi né accettabili”. E ha aggiunto: “Le ultimi dichiarazioni del presidente Usa Donald Trump non aiutano. Attaccare il Papa non aiuta ad abbassare i torni e ad arrivare alla fine dei conflitti. Tirare in ballo il Papa mi sembra veramente inutile, irrispettoso e grave. Gli attacchi al governo italiano mi sembrano non giustificati e non giustificabili, ma la grande assente è l'Europa”. In conclusione, Salvini ha ribadito la sua critica all'Unione europea e rilanciato l'appuntamento politico del fine settimana: “I cinesi e gli americani guardano al loro interesse, l'Europa ci sta bloccando e, quindi, sabato pomeriggio saremo in piazza del Duomo” a Milano “e ci saranno migliaia di persone pacifiche, con i passeggini. A Bruxelles capiscono solo la forza, non muscolare ma democratica. Speriamo che Trump la smetta di esercitare questi toni e continui a esercitare il potere di disarmo di chi è pericoloso. Nessuno rimpiange i tagliagole islamici, ma poi bisogna arrivare alla fine dei conflitti”.
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