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San Siro, inchiesta Ultras. L'appello conferma ma riduce le condanne
Oggi 25-06-26, 21:31
Quelle che la Procura di Milano ha definito come "milizie private", che si erano impossessate dello stadio San Siro, reggono al primo banco di prova in Corte d'appello. I giudici di secondo grado hanno confermato giovedì l'esistenza di un'organizzazione criminale dentro la curva del Milan, pur riducendo di qualche mese le condanne inflitte il 19 luglio 2025 ai primi tre ultras che avevano scelto il rito abbreviato. Il collegio, guidato dalla presidente Antonella Lai, ha ridotto a 5 anni (da 5 anni e mezzo) la condanna per Francesco Lucci - fratello dell'ex capo della Sud, Luca Lucci, che si trova detenuto in carcere per diversi processi di droga - a 3 anni e 8 mesi per l'ex bodyguard di Fedez - Christian Rosiello (da 4 anni e 20 giorni) - e a 3 anni e 6 mesi per Riccardo Bonissi (da 3 anni e 8 mesi). Tutti appartenenti al tifo organizzato milanista e assistiti dall'avvocato Jacopo Cappetta. Le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni, ma dal dispositivo è già chiaro che la Corte ha riconosciuto per tutti e tre i tifosi di 46, 43 e 36 anni la partecipazione all'associazione a delinquere contestata dal pubblico ministero Paolo Storari (che ha chiesto essere applicato in appello) con 16 episodi di lesioni, percosse, attentati a locali pubblici, aggressioni agli steward dello stadio San Siro, addetti al controllo dei biglietti di ingresso al Meazza, fra 2018 e 2024. Fra queste, quella nei confronti dell'ex leader della curva Giancarlo Lombardi, detto 'Sandokan', nel gennaio 2024 e del personal trainer Cristiano Iovino del 21-22 aprile nello stesso anno. Nodo su cui, dopo la lettura della sentenza, sbotta in aula proprio Lucci. "Questa è una farsa" e un processo che è "già scritto", ha urlato in faccia ai giudici sostenendo di essere stato condannato per "quattro reati che non ho commesso". E poi: "Come si può fare un processo così? È già deciso". Il suo difensore non giustifica la reazione, ma afferma che "né lui, né il fratello" Luca Lucci hanno mai preso parte agli "episodi violenti" che sono stati elencati dall'accusa in aula come le finalità dell'associazione a delinquere. Valuterà se presentare ricorso per Cassazione dopo le motivazioni. La sentenza conferma i risarcimenti al club di via Aldo Rossi e alla Lega Calcio già stabiliti in primo grado dalle giudici Simi-Managò-Ferrari che avevano condannato i tre ultras al pagamento di una provvisionale da 40mila euro per il Milan, parte civile nel processo con l'avvocato Enrico De Castiglione, e 20mila euro all'associazione privata composta dalle squadre di Serie A affiliate alla FIGC, con i legali Salvatore Pino e Matias Manco. I tre tifosi dovranno anche farsi carico delle spese sostenute dalla parti civili nel secondo grado di giudizio. La decisione è un precedente importante soprattutto alla luce di quanto atteso nelle prossime settimane: in appello arriva anche il filone principale dell'inchiesta sulle curve del Meazza, quello in cui la gup Rossana Mongiardo, un anno fa, ha inflitto pene complessive superiori a 90 anni a 16 capi ultras e componenti dei direttivi della Sud e della Nord, fra cui Luca Lucci, Andrea Beretta, Daniele Cataldo e Marco Ferdico (10 anni ciascuno e 8 per Ferdico) anche per i fatti che hanno insanguinato Milano fra 2018 e 2024. Come l'omicidio dell'ndranghetista Antonio Bellocco a opera di Beretta e il tentato assassinio di Enzo Anghinelli di cui l'ex capo della curva rossonera è ritenuto il mandante.
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