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Sentenza pronta: oggi si decide sul rientro dei migranti dal Cpr in Albania
11-11-2024, 07:39
Promette di trascinarsi ancora a lungo la questione giudiziaria relativa al trattenimento dei migranti nei centri italiani in Albania. «C'è stato un pronunciamento unanime di tutte le comunità di giuristi, dall'Unione delle camere penali all'associazione dei professori di diritto dell'Unione europea per dire che sulla supremazia del diritto europeo non ci si può fare nulla». Affermazioni pronunciate ieri da Silvia Albano, presidente di Magistratura democratica (corrente delle toghe rosse) e una tra le toghe del Tribunale di Roma che lo scorso 18 ottobre non ha convalidato il trattenimento di alcuni richiedenti asilo portati nelle strutture albanesi. È lei stessa a precisare durante l'apertura della seconda giornata dell'evento «Md fa sessanta» che questa è «la prima apparizione in pubblico dopo la tempesta dei provvedimenti del Tribunale di Roma». Intanto già oggi l'ufficio giudiziario capitolino tornerà a pronunciarsi sulla materia del contendere: sei giudici della sezione immigrazione del Tribunale monocratico decideranno se altri sette migranti dovranno rimanere nei due centri di Shëngjin e Gjadër. A proposito del provvedimento odierno Albano afferma: «La sezione immigrazione del Tribunale di Roma si è già riunita e c'è un verbale, ci sono delle questioni giuridiche importanti da affrontare e non sono posizioni dei singoli magistrati». A chi domanda al presidente diMd cosa pensi della definizione toghe rosse risponde: «Ilfatto che chi cerca di applicare la Costituzione venga appellato come giudice comunista mi preoccupa molto per lo stato della nostra democrazia e per il suo futuro. In tasca non abbiamo il Libretto rosso di Mao né il Capitale di Marx». Ma non è finita qui: «Credo che tutto quello che è successo finora sia molto grave e molto problematico. Sono stata scelta io come parafulmine perché eramolto comodo, senza pensare che non ci sono ventuno giudici della sezione immigrazione del Tribunale di Roma». Poi prima di cedere la parola agli altri partecipanti Albano chiosa: «Noi non siamo qui a difendere nessun privilegio. L'indipendenza della magistratura è garanzia per tutelare i diritti di tutti i cittadini. Oggi tocca aimigranti, domani chissà, potrebbe accadere a ciascuno di noi». Al sessantesimo compleanno di Md ha partecipato anche il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Santalucia. Durante il suo intervento non ha potuto fare un passaggio sul provvedimento del Tribunale di Roma atteso per oggi: «Temo che possa reinnescarsi una polemica che non giova a nessuno. Confido che ciò che è stato scritto nei provvedimenti già emessi possa essere letto e compreso». E ancora: «Poi il merito delle decisioni è sempre criticabile, ma una cosa è la critica, un'altra è la rappresentazione di un potere come un potere che esonda, che invade e che quindi diventa un potere arbitrario, un potere in qualche modo eversivo. Tutto questo è inaccettabile». Poi Santalucia confronta la stagione berlusconiana con il clima attuale: «Direi che è addirittura peggiorato: prima erano i pubblici ministeri le “toghe rosse” e ora le “toghe rosse” ci sono invece dappertutto, anche nei Tribunali civili che si occupano di immigrazione». Toni forse ancora più duri di quelli di Albano sono stati utilizzati dal segretario generale di Md, Stefano Musolino il quale ha replicato a un post pubblicato su X dal vicepremier, Matteo Salvini, che ha chiesto ai giudici che «boicottano le leggi» di «cambiare mestiere». «Spero che il ministro Salvini si incontri con Nordio e il Guardasigilli lo persuada a cambiare atteggiamento, per uscire da questa grettezza istituzionale, che non serve, a recuperare invece un dialogo costruttivo con le istituzioni di cui Nordio oggi si è fatto garante». Le premesse per giungere a un punto di incontro sembrano ancora lontane.
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