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Si rafforza l'ipotesi di complici: Carlomagno, il movente e la premeditazione
Oggi 12-02-26, 20:07
Claudio Agostino Carlomagno ha avuto un complice? E ancora: l'omicidio è stato premeditato? Sono le domande attorno alle quali ruota l'inchiesta sul delitto di Anguillara Sabazia (Roma) a circa un mese dal ritrovamento del corpo senza vita di Federica Torzullo, ingegnere gestionale di 41 anni, uccisa dal marito e poi sotterrata in un canneto alla periferia della piccola città sul lago di Bracciano nella notte tra l'8 e il 9 gennaio. L'uomo, accusato del nuovo reato di femminicidio, ha ammesso le proprie responsabilità, ma la sua versione non ha convinto gli inquirenti. “Ipotesi terze persone” In una nota diffusa nel tardo pomeriggio di oggi, il procuratore capo di Civitavecchia, Alberto Liguori, fa il punto sulle indagini. A tal proposito, risulta particolarmente significativo il passaggio in cui si fa riferimento all'ipotesi di “terze persone nella fase antecedente, coeva o successiva alla consumazione del reato”. In buona sostanza, gli investigatori non escludono che Carlomagno possa aver avuto un complice, definendo “inverosimile” la ricostruzione fornita dall'indagato: “Quaranta minuti per consumare il reato ed eliminare le tracce in perfetta solitudine”, si legge nella nota. Ma non è tutto. I dubbi sulla premeditazione Restano molti dubbi anche sull'eventuale premeditazione del delitto. Il procuratore di Civitavecchia parla di “una decisione già maturata” da parte dell'indagato e risalente (in ipotesi) al periodo natalizio, ovvero "quando Federica, stanca e provata dall'ostruzionismo di Agostino, gli dà l'ultimatum: dopo le feste di Natale ognuno si sarebbe dovuto trasferire in domicili diversi da quello familiare. Il minore sarebbe rimasto nella villa familiare e, a turno, ognuno dei genitori si sarebbe alternato nel ruolo di educatore". Infatti, dopo aver trascorso insieme le festività, Federica preannuncia che al ritorno da un viaggio in Basilicata, previsto per l'11 gennaio 2026, sarebbe andata via di casa. Ed è proprio alla vigilia della partenza per la Basilicata, che Federica ritorna sull'argomento in maniera decisa "incontrando la reazione violenta” del marito. A quel punto l'uomo “recupera il coltello che aveva occultato alla bisogna e infierisce sulla moglie”. Il movente Quanto al movente dell'omicidio, per la procura sarebbe riconducibile alla fine della relazione coniugale. “Prove documentali e dichiarative riferiscono dell'iter seguito alla ricerca di una soluzione condivisa, convintamente da Federica e, solo apparentemente, da Agostino, - scrive nella nota il procuratore Liguori - il quale era più interessato a tirarla per le lunghe nel tentativo di difendere la comfort zone raggiunta: permanenza nella villa di proprietà di Federica e fruizione dell'appoggio logistico offerto dai suoceri per la gestione del figlio nei momenti di assenza dei genitori”. Solo “Federica, passando dall'idea all'azione di separarsi, avrebbe potuto mandare all'aria i piani” di Carlomagno.
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