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Svolta al Csm sui test delle toghe: fissati i requisiti. Ma è scontro con l'Anm: condizionamento
Oggi 16-09-26, 19:48
Via libera del Csm alla delibera con cui si individuano le "condizioni di inidoneità alla funzione giudiziaria", in relazione ai test psico-attitudinali per i magistrati, previsti dalla riforma del 2024. Il plenum - con 6 astensioni - ha approvato stamane il documento proposto dalla Sesta Commissione all'unanimità. "Punto di partenza, per la futura elaborazione dei test, è proprio l'individuazione di quelle condizioni di inidoneità a cui il legislatore fa riferimento e all'accertamento delle quali i test dovranno essere finalizzati", si legge nella delibera. La Sesta Commissione di Palazzo Bachelet, supportata da 4 esperti in materia, ha dunque, con la delibera approvata oggi, individuato le condizioni di inidoneità per "ciascuna delle aree a cui si ritiene debbano ricondursi i requisiti psicoattitudinali degli aspiranti magistrati". Una "grave carenza" relativa alle "specifiche aree psico-attitudinali" e alle "capacità e caratteristiche a esse riconducibili", rileva il Csm, "può tradursi in comportamenti non funzionali a un adeguato esercizio della funzione giudiziaria e costituisce, pertanto, un elemento rilevante ai fini della valutazione dell'inidoneità, da approfondire e verificare nell'ambito del colloquio". In particolare, i "requisiti psicoattitudinali essenziali" sono stati organizzati in 5 aree: cognitiva, emotiva, relazionale, etico-valoriale e organizzativa. Per quanto riguarda l'area cognitiva, i requisiti indicati sono quelli inerenti il "ragionamento analitico", il "pensiero critico-inferenziale", la "presa di decisione" e il "problem solving", mentre sul fronte di quella emotiva, il Csm pone in rilievo l'"equilibrio emotivo", la "gestione dello stress" e l'"autocontrollo". E ancora: nel documento approvato si parla anche di "area relazionale", con i requisiti della "comprensione empatica", della "capacità di ascolto e comunicazione efficace" e della "collaborazione e lavoro di squadra". All'area etico-valoriale vengono invece ricondotti i requisiti psicoattitudinali dell'"equità" e dell'"autonomia di giudizio". Infine, l'area organizzativa, per la quale viene individuata come "condizione di inidoneità" la "grave carenza nella capacità di organizzazione del lavoro e di gestione del tempo". "Indipendenza, imparzialità ed equilibrio sono principi cardine per un magistrato. Lo sono e devono continuare ad esserlo. L'introduzione dei test psico-attitudinali rischia invece di essere uno strumento di condizionamento nei confronti della magistratura, a partire dallo stesso momento del reclutamento. I magistrati sono già controllati: dalla prova di accesso all'entrata in ruolo. E ancora nel loro percorso. Per questo l'Associazione Nazionale Magistrati aveva già espresso la sua contrarietà allo strumento che era stato pensato e costruito come strumento da usare nel dibattito pubblico per attaccare la magistratura". Così la Giunta esecutiva centrale dell'Associazione nazionale magistrati in una nota.
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