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Tari a Roma, dopo il caos cartelle pazze il Comune rinvia la prima rata 2025
06-02-2025, 12:09
Slitta di un mese a Roma la scadenza per il pagamento della prima rata della Tari, dal 30 aprile al 31 maggio. Venerdì scorso la giunta di Roma Capitale ha approvato il rinvio in quanto, si legge nella delibera, non è ancora pronto l'atto che andrà in Assemblea capitolina per il via libera alle tariffe di quest'anno. Le quali, come annunciato proprio venerdì scorso dal sindaco Roberto Gualtieri e dall'assessore al Bilancio, Silvia Scozzese, vedranno una riduzione media dell'1% per le utenze domestiche e di circa il due per quelle non domestiche. Mancando ancora il voto dell'Aula, infatti, «i tempi tecnici necessari per elaborare gli avvisi di pagamento (...) non consentono di rispettare la scadenza fissata al 30 aprile». Bollettini rinviati, quindi, e con un piccolo sconto. Magra consolazione peri tanti romani che, nelle scorse settimane, sono stati raggiunti dagli avvisi di accertamento inviati da Ama, a caccia di evasori del tributo. Peccato che il 69% delle circa 28 mila «cartelle» contestate immediatamente dai cittadini (su un totale di 145 mila per presunta evasione) siano state di fatto cassate: annullate del tutto o in parte perché sbagliate, e che in appena due mesi la Corte di giustizia tributaria sia stata travolta da 2.600 ricorsi. Un caos denunciato dai cittadini (Il Tempo ha pubblicato diverse segnalazioni) e ammesso infine da Ama in una seduta congiunta delle commissioni Bilancio e Ambiente, che si è svolta - curiosamente - sempre venerdì scorso. Poche ore dopo il Campidoglio ha annunciato la lieve riduzione della Tari per il 2025 e negli stessi minuti la giunta ha firmato il differimento della prima rata, mantenendo inalterate le altre (31 agosto e 30 novembre). La causa dell'invio di queste «cartelle pazze» - che secondo Ama riguardano comunque non più del 5% del totale dei bollettini inviati - è dovuta alle operazioni di bonifica delle banche dati da cui l'azienda attinge per redigerele bollette Tari. E chissà se lo spostamento della prima rata potrà essere utile anche per verificare una volta di più i dati dei contribuenti, onde evitare altri errori. Del resto quello ammesso da Ama non è l'unico «disguido» in cui, di questi tempi, si sono imbattuti i romani. Circa un migliaio di automobilisti, nei giorni scorsi, hanno ricevuto un avviso di accertamento da circa 30 mila euro per aver parcheggiato sulle strisce blu senza pagare. Peccato che la loro auto fosse ibrida e quindi la sosta consentita gratuitamente. Errore ammesso da Roma Mobilità e attribuito alla società manutentrice dei software di riconoscimento delle targhe. Le multe saranno annullate.
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