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Trump, i negoziatori tornano in Pakistan. Ma l'Iran respinge il secondo round
Ieri 19-04-26, 21:10
"I miei rappresentanti si recheranno a Islamabad, in Pakistan, domani sera per i negoziati". Ad annunciarlo è Donald Trump in un post sul social Truth. L'obiettivo del presidente degli Stati Uniti è arrivare rapidamente a un accordo con l'Iran, "con le buone o con le cattive", ha precisato ai giornalisti. Da qui la minaccia in un altro post su Truth: "Stiamo offrendo un accordo molto equo e ragionevole, e spero che lo accettino perché, se non lo faranno, gli Stati Uniti distruggeranno ogni singola centrale elettrica e ogni singolo ponte in Iran". La delegazione Usa sarà composta ancora una volta dall'inviato speciale Steve Witkoff, dal genero del presidente Jared Kushner e dal vicepresidente Jd Vance, nonostante Trump avesse escluso la sua presenza per "motivi di sicurezza". Dalla Casa Bianca è poi arrivata invece la conferma. I tre dovrebbero arrivare a Islamabad, già sede dei colloqui che hanno portato al primo cessate il fuoco in vigore fino a martedì sera. Dopo ore di indiscrezioni, da Teheran è arrivato un secco no a un secondo round di negoziati. L'agenzia statale Irna ha fatto sapere che l'Iran ha respinto la proposta di tornare al tavolo delle trattative a causa delle "richieste eccessive di Washington, delle aspettative irrealistiche, dei continui cambiamenti di posizione, delle ripetute contraddizioni e del blocco navale in corso, che considera una violazione del cessate il fuoco". "In queste condizioni, non si intravedono prospettive concrete per colloqui produttivi", ha concluso l'agenzia. Anche il presidente iraniano Masoud Pezeshkian è tornato a parlare, ribadendo i punti fermi di Teheran e criticando Trump che "non ha il diritto di negare i diritti a un popolo e di affermare che l'Iran non può beneficiare del suo programma nucleare". Intanto lo Stretto di Hormuz continua a rimanere chiuso al passaggio delle navi, fatta eccezione per due navi da crociera della compagnia Tui Cruises che ha fatto sapere di "aver ricevuto i permessi necessari dalle autorità competenti". Le imbarcazioni, i cui passeggeri erano già stati rimpatriati, si dirigeranno ora verso il Mar Mediterraneo con a bordo equipaggi ridotti. Respinte invece due petroliere battenti bandiera del Botswana e dell'Angola, che hanno tentato di forzare lo Stretto ma sono state poi costrette a invertire la rotta. L'esercito del Regno Unito ha definito la situazione "critica" per "l'elevato livello di attività da parte delle forze navali nella regione".
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