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Università e carcere, al CNEL la prima giornata nazionale sulla ricerca per l'articolo 27 della Costituzione
Oggi 05-03-26, 21:46
La ricerca universitaria si è riunita al CNEL nel segno dell'articolo 27 della Costituzione. Qui si è svolta la prima Giornata nazionale della ricerca scientifica dedicata al principio costituzionale della funzione rieducativa della pena, che ha visto la partecipazione di studiosi provenienti da numerosi atenei italiani insieme a rappresentanti delle istituzioni impegnate nel sistema dell'esecuzione penale e nei percorsi di reinserimento. L'iniziativa si inserisce nel quadro del progetto “Recidiva Zero”, promosso dal CNEL con l'obiettivo di favorire l'inclusione sociale e lavorativa delle persone private della libertà personale attraverso studio, formazione e lavoro. Ad aprire i lavori è stato il segretario generale del CNEL Massimiliano Monnanni, che ha moderato il primo ciclo di interventi istituzionali. Tra i relatori sono intervenuti il rettore dell'Università di Roma Tor Vergata Nathan Levialdi Ghiron, presidente del Comitato regionale di coordinamento delle università del Lazio (CRUL), e il rettore dell'Università LUMSA Francesco Bonini, vicepresidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI). È intervenuto inoltre Giancarlo Monina, presidente della Conferenza nazionale dei delegati dei rettori per i poli universitari penitenziari (CNUPP), che ha richiamato il ruolo crescente dei poli universitari penitenziari nella diffusione dei percorsi di studio all'interno degli istituti di detenzione. Per il CNEL hanno preso parte ai lavori anche i vicepresidenti Floriano Botta e Claudio Risso, il consigliere Fiovo Bitti e il consigliere Emilio Minunzio, presidente del Segretariato permanente per l'inclusione economica, sociale e lavorativa delle persone private della libertà personale. Tra i presenti anche il Garante delle persone private della libertà personale Stefano Anastasia, da anni impegnato nel sostenere le iniziative che coinvolgono le università del Lazio nei percorsi di studio in carcere. Monina ha ricordato come oggi 54 università siano coinvolte in circa 120 istituti penitenziari italiani, nell'ambito della rete dei Poli universitari penitenziari attiva nel Paese, con circa duemila persone detenute iscritte a percorsi universitari. La giornata è quindi entrata nel vivo con i panel della sessione mattutina. Il primo confronto, “Oltre la pena: l'esecuzione penale tra evoluzione normativa e ricerca giuridica”, moderato da Paola Spagnolo (Università LUMSA), ha visto intervenire Pasquale Bronzo (Sapienza Università di Roma), Giuseppe Caputo (Università di Firenze), Angela Della Bella (Università degli Studi di Milano) e Franca Gareffa (Università della Calabria). Il dibattito è proseguito con il panel “Marginalità e devianza”, coordinato da Gianmarco Cifaldi (Università di Chieti-Pescara), con gli interventi di Andrea Borghini (Università di Pisa), Maurizio Esposito (Università di Cassino), Vincenza Pellegrino (Università di Parma) ed Emilio Santoro (Università di Firenze). Il rapporto tra cultura e reinserimento sociale è stato al centro del terzo panel, “Storia, cultura e reinserimento sociale”, moderato dalla storica Marina Formica (Università di Roma Tor Vergata), con gli interventi di Roberta Paltrinieri (Università di Bologna), Martina Storani (Università Roma Tre) e Chiara Lucrezio Monticelli (Università di Roma Tor Vergata). Durante questa sessione è intervenuto anche il presidente del CNEL Renato Brunetta, che ha richiamato il principio costituzionale della funzione rieducativa della pena e la necessità di superare la contrapposizione tra sicurezza e rieducazione, indicando l'obiettivo della “recidiva zero” come una missione per il sistema penitenziario. A chiudere la sessione della mattina è stato il panel dedicato al ruolo della ricerca per il sistema penitenziario, moderato da Filippo Giordano (Università LUMSA), con l'intervento di Antonio Fullone, direttore della Scuola Superiore dell'Esecuzione Penale “Piersanti Mattarella”, e di Francesca Gioieni del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria. Nel pomeriggio i lavori sono proseguiti con una seconda sessione articolata in diversi panel tematici. Un primo momento di confronto è stato dedicato alla progettazione degli spazi per l'inclusione negli istituti penitenziari. Il panel, moderato da Giancarlo Monina (Università Roma Tre), ha visto gli interventi di Andrea Di Franco (Politecnico di Milano), Camilla Perrone (Università di Firenze), Pisana Posocco (Sapienza Università di Roma) e Marella Santangelo (Università Federico II di Napoli). Un secondo panel ha affrontato il tema del benessere e della salute in carcere, moderato da Letizia Caso (Università LUMSA). Sono intervenuti Massimo Andreoni (Università di Roma Tor Vergata), Sandro Libianchi, Elena Maria Magrin (Università di Milano-Bicocca) e Patrizia Patrizi (Università di Sassari). L'ultima sessione pomeridiana è stata dedicata all'analisi dei dati nel sistema della giustizia, con particolare attenzione allo studio dei fenomeni di recidiva. Il panel, moderato da Luca Mariantoni (Sapienza Università di Roma), ha visto gli interventi di Giuseppe Attanasi (Sapienza Università di Roma), Filippo Giordano (Università LUMSA), Mauro Palma (Università Roma Tre) e Giovanni Torrente (Università di Torino). La giornata si inserisce nel lavoro del Segretariato permanente del CNEL per l'inclusione economica, sociale e lavorativa delle persone private della libertà personale, presieduto dal consigliere Emilio Minunzio. L'iniziativa è stata promossa nell'ambito delle attività del Segretariato, di cui Filippo Giordano è coordinatore scientifico e Marina Formica componente esperta. In conclusione è intervenuto il presidente del CNEL Renato Brunetta, che ha richiamato il principio costituzionale della funzione rieducativa della pena e la necessità di superare la contrapposizione tra sicurezza e rieducazione. Brunetta ha sottolineato come istruzione, formazione e lavoro rappresentino strumenti decisivi per favorire il reinserimento delle persone detenute e ridurre concretamente la recidiva: nei contesti in cui questi percorsi sono attivi, ha ricordato, i tassi possono scendere dal 70% a meno del 10%. A seguire è stato ascoltato il videomessaggio della ministra dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, che ha ribadito il valore della ricerca universitaria e dell'accesso allo studio nei percorsi di reintegrazione delle persone detenute, sottolineando l'importanza della collaborazione tra università, istituzioni e sistema penitenziario. La giornata si è quindi conclusa con l'intervento e i saluti di Filippo Giordano, coordinatore scientifico del Segretariato permanente del CNEL per l'inclusione economica, sociale e lavorativa delle persone private della libertà personale.
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