s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
Zelensky a Davos striglia i leader europei ma non chiude con Trump
Ieri 22-01-26, 21:48
Dopo una sortita al World Economic Forum di Davos, il presidente Volodymyr Zelensky si trova in mano un bicchiere pieno a metà. Il bilaterale di un'ora con il Capo della Casa Bianca Donald Trump, è stato "positivo", ha spiegato il leader di Kiev. La partita sulle sospirate garanzie di sicurezza statunitensi per scongiurare in futuro una nuova aggressione russa è stata conclusa e manca solo la firma sulle carte. La questione che resta da risolvere è sempre la stessa, quella dei territori pretesi da Mosca, in particolare la ricca regione mineraria del Donbass. Il presidente russo Vladimir Putin la vuole. E vuole anche Donetsk e Lugansk, conquistate sul campo dopo quattro anni di guerra. Bastioni come Slovyansk e Kramatorsk, snodi cruciali della munitissima linea di fortificazioni eretta dopo la perdita della Crimea nel 2014, sono tra le zone contese. Questi argomenti sono stati però appena toccati nel precedente intervento dal palco del Forum, una ramanzina di inattesa durezza nei confronti di un'Europa entrata, parole sue, in "modalità Groenlandia". Nei giorni scorsi i missili hanno russi hanno inferto colpi pesantissimi alle infrastrutture energetiche ucraine, lasciando milioni di persone senza luce e riscaldamento con temperature che la notte toccano i quindici gradi sotto zero. Ma l'attenzione dei leader europei (con qualche significativa eccezione, come il presidente polacco Karol Nawrocki) è apparsa tutta concentrata sul caso Groenlandia, facendo finire in secondo piano un conflitto che ha mietuto piu di un milione di vittime su entrambi i fronti. A dire il vero, stamane la guerra in Ucraina era tornata di colpo in cima all'agenda di Davos dopo l'annuncio di un compromesso sulla grande isola artica dai termini ancora poco chiari (Trump ha assicurato che gli garantirà "accesso totale"). Una colazione di lavoro sull'Ucraina ha riunito al tavolo, tra gli altri, l'inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff; il segretario generale della Nato, Mark Rutte; il presidente finlandese, Alexander Stubb, e i primi ministri di Belgio e Paesi Bassi, Bart De Wever e Dick Schoof. Rutte ha sottolineato che "il sostegno militare all'Ucraina deve continuare" e che, se Kiev resisterà fino alla primavera, "si troverà in una situazione più forte". Stubb si è detto addirittura convinto che Mosca verrà sconfitta, alla luce del numero di uomini che starebbe perdendo in avanzate lentissime. Il presidente ucraino è apparso visibilmente irritato nei confronti di cancellerie che per ventiquattr'ore sembravano doversi dimenticare di lui per discutere di un'indipendenza strategica che, ha avvertito, al momento è solo una velleità. Perchè l'Ue, oggi, nelle parole di Zelensky, è "un caleidoscopio bello ma frammentato di piccole e medie potenze", invece che "un potere globale in grado di difendere la libertà". E a guidarla sono governi che hanno spesso "un problema di mentalità" e "sono europei ma non sempre per l'Europa". A dimostrare questi limiti, secondo Zelensky, è stata proprio la crisi groenlandese, dove l'Unione dei Ventisette è sembrata "persa" nella speranza che "Trump cambi". Ma è l'Europa che deve cambiare, ha avvertito Zelensky, non Trump che "la ama ma la vuole diversa", ovvero "capace di difendersi da sola". In sintesi: l'Europa deve diventare una grande potenza, con un esercito unico, ma allo scopo di collaborare con Washington da una posizione meno subordinata, non di allontanarsene. "Tutti hanno rivolto l'attenzione alla Groenlandia, ed è chiaro che la maggior parte dei leader non sa cosa fare al riguardo. E sembra che tutti stiano solo aspettando che l'America si calmi su questo argomento, sperando che passi inosservata. Ma se non succedesse, cosa accadrebbe?", ha chiesto Zelensky. "Abbiamo detto più volte ai nostri partner europei: agite ora. Ma l'Europa rimane ancora in 'modalita' Groenlandia': forse un giorno qualcuno farà qualcosa". "O dichiarate che le basi europee proteggeranno la regione da Russia e Cina e le installate, o rischiate di non essere presi sul serio", ha aggiunto il presidente ucraino, "perchè quaranta soldati non proteggeranno nulla". Le forze di Kiev invece sì che saprebbero difendere la Groenlandia, se solo fossero nella Nato, dice. "Tutte" le navi da guerra russe che "navigano liberamente" intorno al territorio danese potrebbero essere affondate dall'esercito ucraino "proprio come accade nelle acque della Crimea", ha aggiunto Zelensky. Sono parole perfettamente in linea con quelle di Trump. La famosa lite in diretta tv alla Casa Bianca sembra ormai risalire a un'altra epoca. E un'Europa debole sarà sempre vulnerabile ad attacchi esterni, ha ammonito Zelensky, ricordando che i missili russi sono in grado di colpire la maggior parte delle capitali del Vecchio Continente. E nessuno ha voglia di scoprire se è vero, come sostiene Putin, che i nuovi modelli sfuggono a ogni scudo antiaereo. Zelensky è irritato con l'Europa ma non si è mostrato affatto deluso da Trump, con cui ha parlato di "difesa aerea" e dei "documenti per porre fine alla guerra che sono "quasi pronti". A ogni modo, "la guerra deve finire", ha detto Trump al termine del colloquio con Zelensky, che ha rilevato "grandi progressi" nelle trattative con il Cremlino, dove Witkoff è atteso dal presidente russo Vladimir Putin. E domani, ad Abu Dhabi, cominciano i colloqui trilaterali tra Usa, Russia e Ucraina.
CONTINUA A LEGGERE
5
0
0
Guarda anche
Il Tempo
Ieri, 23:00
Pisilli lancia la Roma in Europa League, battuto 2-0 lo Stoccarda
Il Tempo
Ieri, 21:48
Zelensky a Davos striglia i leader europei ma non chiude con Trump
Il Tempo
Ieri, 21:21
Mattarella riceve atleti paralimpici, l'abbraccio al Quirinale
Il Tempo
Ieri, 21:19
