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Adriano Panatta durissimo: "Tutto dimenticato? Situazione gravissima"
Oggi 06-04-26, 08:11
"Mi sembra che Bosnia-Italia sia già stata dimenticata. Le attenzioni sono tutte per Inter-Roma, poi domani per Napoli-Milan e della Nazionale già non si parla più. E questo è un errore enorme". Con queste parole Adriano Panatta ha commentato senza peli sulla lingua il disastro della Nazionale, uscita per la terza volta consecutiva dal Mondiale. Intervistato da “La Nuova Ds”, l’ex campione è stato durissimo: "Scordarsi già tutto è un errore grave, secondo me bisogna darsi molto da fare e fare le cose molto seriamente perché la situazione è gravissima e bisogna trovare delle soluzioni nel più breve tempo possibile, altrimenti sono guai". Panatta ha poi spiegato perché secondo lui è difficile uscire dalla crisi: "Anche negli altri sport si guarda troppo al risultato, pure nel tennis. I ragazzini a 14 anni pensano solo a vincere, stimolati dagli allenatori. E a vincere sono solo i giocatori più forti e grossi perché quelli più bravi ma gracili restano ai margini. Secondo me oggi il nuovo presidente della Figc avrà un compito quasi impossibile davanti perché si intrecciano troppi interessi tra società di club che non si sa a quali aziende straniere appartengono e interessi di palazzo. Io so solo che non è possibile che non nascano più ragazzini che giochino bene a calcio. Questa cosa è impossibile per l’interesse che c’è nel calcio in Italia, quindi le cose sono due: o mancano gli osservatori buoni o manca il coraggio di far giocare questi ragazzi nelle squadre". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46844788]] Infine ha concluso: "Il mondo è cambiato, non si possono mettere i recinti ma dobbiamo aprire i recinti e lasciare che i ragazzi vengano a noi, e questo lo diceva una persona più importante di me. L’attività giovanile è ludica fino a un certo punto però nel divertimento gli devi insegnare a giocare al calcio, gli devi insegnare i fondamentali. I ragazzi oggi imitano quello che fanno i giocatori veri e non ne hanno le possibilità e questo è un problema. Ognuno deve giocare al proprio livello e non deve avere l’ossessione della vittoria. Servono degli allenatori che siano educatori e che insegnano ad un bambino a puntare e a superare un avversario. Nessuno insegna più la tecnica individuale, si parla solo di moduli ma poi non sanno stoppare un pallone". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46979330]]
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