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Askatasuna oltre il delirio: "Il governo istituzionalizza lo stupro"
Oggi 12-02-26, 00:45
È un delirio in piena regola quello delle transfemministe di “Non una di meno” spalleggiate dai picchiatori dell’Askatasuna. Ieri, nell’Aula Break gentilmente concessa dall’Università di Torino nell’aprile del 2023 al Cua (il Collettivo universitario autonomo costola del centro sociale), le quote rosa dell’antagonismo hanno lanciato la mobilitazione in vista dell’8 marzo (le piazzate andranno in scena il 9 perché la ricorrenza cade di domenica ed è molto meglio scioperare il lunedì...). «Blocchiamo il ddl Bongiorno che istituzionalizza la violenza sessuale», è il grido di battaglia. Un testo che si fonda sul “dissenso” a un rapporto e non sul “consenso”, formula quest’ultima che avrebbe aperto un ginepraio di ipotesi molto pericolose. E non basta nemmeno il doppio innalzamento delle pene per chi si macchia di abusi sessuali per placare la furia cieca delle femministe. «Questo ddl costituisce un attacco senza precedenti alle donne, alle persone trans e non binarie e a tutte coloro che vivono sulla propria pelle la violenza patriarcale», si legge nel loro comunicato. Sentite la tesi: «Dissenso significa, di fatto, assumere che i corpi siano disponibili fino a prova contraria, fino a quando non riescono a dire “no” con abbastanza forza, urlare in maniera sufficientemente udibile, mostrare lesioni sufficientemente profonde». Una bugia colossale, ovviamente. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46257114]] Ma “Non una di meno” riesce pure ad andare oltre. «Non è un semplice tecnicismo giuridico, ma una scelta politica precisa. Significa aprire le porte a una normalizzazione sempre più ampia della violenza sessuale in un contesto culturale e politico che colpevolizza le donne e le soggettività dissidenti per quello che subiscono, esercita una violenza istituzionale sempre maggiore nei confronti delle persone trans e non binarie, sdogana gli abusi maschili e di potere ad ogni livello della società». Le transfemministe, che il 31 gennaio hanno sfilato contro lo sgombero dell’Askatasuna, promettono battaglia nelle piazze di mezza Italia. Oltre alla follia dello “stupro istituzionalizzato”, i cortei dell’8 marzo saranno contro governo, Israele, Ice, razzismo e polizia. Un assist perfetto ai soliti professionisti del disordine reduci dalle battaglie di Torino e Milano. Se gli anni scorsi, al degli imbratta menti, tutto è filato liscio, stavolta tira un’aria diversa. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46268768]]
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