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Cronaca Milano
Centrodestra, "tentazione primarie": partono le manovre
Oggi 18-01-26, 05:06
Tentazione primarie. Ché se da una parte (politica, quella a sinistra) adesso ci si attacca all’esegesi di una sola parola - «discontinuità» - per non sconfessare Beppe Sala rimarcando però, in un certo senso, lo stesso concetto (il caso è quello delle dichiarazioni rilasciate dal segretario meneghino del Pd, Alessandro Capelli, al Corsera circa la Milano del 2027: «Discontinuità è una parola che non ho usato nell’intervista, era in una domanda. Siamo molto orgogliosi di quello che abbiamo fatto e non ci sono contraddizioni a dire che bisognerà ragionale di una stagione nuova»), sull’altro lato dell’emiciclo comunale, ossia in casa centrodestra, l’idea inizia a serpeggiare. Premesso: è tutto ancora in divenire, tutto da vedere e da decidere. Però se c’è una lezione che ha impartito alla politica la scorsa tornata elettorale a Palazzo Marino è che è il tempo è un fattore fondamentale, arrivare troppo prima “brucia” i candidati, arrivare troppo tardi non li fa entrare in corsa. Ma se anche Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi moderati optassero per la scelta “dal basso”? «Mai dire mai», scherza (mica poi tanto) il presidente del Senato Ignazio La Russa (Fdi): «Non le abbiamo mai fatte ma c’è sempre una prima volta. Chi lo sa, magari...». Puntini di sospensione e amo gettato nel fiume che qui, almeno sotto la Madonnina, la possibilità adesso resta aperta. Certo, serve unità e (soprattutto) occorre una comunanza di intenti: vale sui nomi, ma vale anche sulla modalità con cui presentarsi davanti ai cittadini. Però hai visto mai. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:45868469]] E infatti il primo a non smarcarsi è il vicepremier Matteo Salvini (Lega): «A me basta scegliere e scegliere in fretta», risponde a chi gli domanda della “provocazione” di La Russa, «poi scegliere con le primarie o senza le primarie è uguale, io non ho pregiudizi». Non che sia sempre stato un tabù, per il centrodestra, la mini-consultazione “anticipata”, anzi fatta con criterio e seriamente potrebbe pure essere uno strumento per sondare il terreno: in città qualcosa si muove. Per Salvini di certo c’è solo una cosa: «Sala sta litigando con il Pd sull’assessore di sicurezza? Non sono al corrente della cosa. Diciamo che se si dimettesse penso che molti milanesi voterebbero con entusiasmo il successore di Sala perché stanno bloccando e ingessando la città non solo su queste scelte, su questi litigi». «Il metodo con cui si sceglie il candidato deve essere discusso al tavolo della coalizione», puntualizza la senatrice di Noi moderati Maria Stella Gelmini, «tuttavia noi non siamo contrari a questa eventualità, la si può valutare. Coi nostri coordinatori Mariangela Padalino e Manfredi Palmeri abbiamo già avviato una campagna di ascolto a Milano, questo è il momento del dialogo e dell’ascolto della città. Abbiamo sempre detto di preferire un candidato politico a uno civico, ma questo non esclude la possibilità di arrivarci attraverso le primarie. L’importante è che si faccia presto». «Il nostro compito è quello di portare una sorta di “primarie delle idee e del programma”», aggiunge invece il capogruppo dei meloniani in consiglio comunale Riccardo Truppo e, dal suo punto di vista, non ha tutti i torni: bene la quadra sul nome, ma servono anche i progetti e le visioni. È la politica, dopotutto. «Nessuno si sottrarrà a eventuali intenzioni corali», chiarisce Truppo, «ma ci occorre qualcuno che sappia fare l’opposto di ciò che ha fatto la sinistra in questi quindici anni, e cioè qualcuno che sappia eseguire il programma che abbiamo in mente. I mesi che ci attendono dobbiamo sfruttarli per far maturare proposte e istanze che, in tante occasioni, sono già visibili. Tra l’altro non c’è bisogno di inventarsi nulla, i problemi di Milano li conosciamo purtroppo molto bene». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:45776353]] Infine anche gli azzurri con il consigliere Alessandro De Chirico si dicono pronti: «Le parole di La Russa sono molto positive. Lo contatterò immediatamente per consegnargli la bozza del regolamento che avevo preparato nel 2020 e che ho aggiornato. Sono a disposizione per parlane e anche per costituire un comitato promotore. Le primarie darebbero un bello slancio per iniziare il cammino di avvicinamento ai milanesi dopo questi anni di opposizione. Milano, in fondo, è sempre stata un laboratorio politico». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:45635839]]
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