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E la democrazia? Condanna-Le Pen, l'affondo della Meloni
01-04-2025, 10:58
"Non conosco il merito delle contestazioni mosse a Marine Le Pen, né le ragioni di una decisione così forte, ma penso che nessuno che abbia a cuore la democrazia possa gioire di una sentenza che colpisce il leader di un grande partito e toglie rappresentanza a milioni di cittadini". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni commenta con il quotidiano romano il Messaggero la sentenza del tribunale di Parigi che lunedì ha condannato la leader del Rassemblement National per appropriazione indebita di fondi pubblici. La leader della destra francese è stata ritenuta colpevole insieme ad altri 8 europarlamentari del suo partito di aver usato i fondi per finanziare l'allora Front national. A far discutere è soprattutto la durezza del provvedimento deciso dalla Corte in modo non automatico: alla condanna a 4 anni di carcere (di cui 2 con l'obbligo di braccialetto elettronico) si è aggiunta l'ineleggibilità di 5 anni che di fatto taglia fuori la Le Pen dalla corsa alle presidenziali del 2027, senza nemmeno possibilità di fare ricorso. Non sarà lei, dunque, a sfidare Emmanuel Macron. A correre per l'Eliseo sarà con ogni probabilità il presidente di RN e suo delfino, il 29enne Jordan Bardella. Sui social, Meloni ha ribadito il concetto espresso sul Messaggero: "Nessuno che creda davvero nella democrazia può gioire di una sentenza che colpisce il leader di un grande partito, privando milioni di cittadini della loro rappresentanza. Su Marine Le Pen ribadisco quanto già detto al Messaggero". Lunedì sera, intervistata da TF1, la Le Pen ha parlato di "un giorno funesto per la democrazia", annunciando l'intenzione di fare ricorso in "appello il più presto possibile" perché "siamo tutti innocenti". "Milioni di francesi sono indignati. In Francia, nel Paese dei diritti umani, i giudici hanno applicato di un regime autoritario", ha tuonato Le Pen. "È un giorno disastroso per la nostra democrazia, con milioni di francesi privati del loro candidato". "I giudici di primo grado - ha proseguito - possono sbagliarsi". E fin "dalle prime ore del nostro processo, sapevo che saremmo stati giudicati in modo parziale. Io sono stata eliminata, ma in realtà sono milioni di francesi che sono stati eliminati", ha aggiunto. "La suprema corte è il popolo".
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