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Forza Italia-Carlo Calenda, "patto possibile": cosa sta succedendo
Oggi 27-01-26, 02:00
Il luogo fa parte del mito fondativo del berlusconismo, quel teatro Manzoni dove Silvio strutturò la sua immagine di imprenditore per una Milano che guardava al mondo attraverso la televisione e la cultura. Le persone sono giunte in grande afflusso, circa 1.500. Forza Italia ha svolto così la tappa milanese del suo “road to Valori”, una tre giorni che ha accompagnato l’agenda politica alle soglie del 32esimo anniversario della discesa in campo del fondatore, che cade oggi. Ieri, il segretario Antonio Tajani ha rilanciato l’idea di un partito che vuole estendere il proprio bacino elettorale, anche andando ad insistere in quell’area di moderati di sinistra oggi in rotta di allontanamento dal campo largo. «Come Forza Italia abbiamo fatto tutto, ma potremmo fare ancora di più se saremo in grado di allargare i nostri confini, se saremo in grado di essere più forti all’interno della coalizione, ma andando anche ad occupare spazi che oggi sono lasciati liberi. Il centrosinistra è morto, c'è soltanto la sinistra», sottolinea il ministro degli Esteri. Ci sono tanti elettori ex democristiani, ex socialisti odi famiglie ex democristiane, ex socialiste che sono rimasti da soli. A esplicitare il senso di questo, alla convention di ieri c’era il leader di Azione Carlo Calenda. «Se son rose fioriranno», dice Tajani, ricordando l’accordo già stretto in Basilicata, a sostegno dell’azzurro Vito Bardi. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:45981972]] «Io credo che con un candidato civico di area moderata Azione possa sostenere un accordo e sostenere questo candidato», ragiona il ministro degli Esteri, guardando alla prossima sfida per il capoluogo lombardo. Calenda evidenzia: «Questo Paese ha un disperato bisogno di liberali, popolari e riformisti. Che non siano sottomessi a sovranisti né di destra né di sinistra. Se ci sarà spazio per lavorare insieme ne sarò felicissimo». Dunque, il filo del confronto è allacciato e, come sintetizza il vicesegretario Stefano Benigni, «la presenza oggi di Calenda dimostra che vogliamo aprirci anche a tutte quelle forze politiche che, pur essendo al di fuori del perimetro della maggioranza, condividono i nostri valori per dare più forza alle nostre idee. A partire da Milano». Il valore identitario della giornata di ieri è sottolineato anche dalle presenze. C’è Paolo Berlusconi, il quale parlando a margine con i giornalisti spiega: «Sono d’accordo con Tajani a cui dobbiamo sempre dire grazie perché ha ricevuto il testimone da Silvio in modo umile ed efficiente. Sono concorde con Marina e Pier Silvio sugli auspici di un partito con una spinta sempre più liberale». E aggiunge: l’arricchimento di persone in questo grande lavoro che Forza Italia deve fare all’interno di un governo per consolidare la sua posizione centrista credo sia utile». C’è Marta Fascina, ultima compagna del fondatore di Forza Italia che ne ricorda il grande impegno per la pace. Sull’Ucraina, osserva Fascina, «sicuramente spronerebbe la comunità internazionale, a cominciare dall’Ue, a promuovere una vera iniziativa diplomatica, invitando allo stesso tavolo le parti in conflitto fino al cessate il fuoco e alla firma dell’agognato accordo». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:45989315]] Accanto a lei, in prima fila, siede il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri. Il panel di ieri, poi, consolida la rotta politica di Forza Italia. Il movimento, dice l’eurodeputata e presidente della Consulta nazionale degli azzurri Letizia Moratti, «nasce anche come forza europeista, con l’obiettivo di migliorare e rafforzare l’Ue europea, baluardo di libertà, democrazia, Stato di diritto, centralità della persona ed economia sociale di mercato. E noi vogliamo un’Italia che conti sempre di più in Europa». E la giornata fissa anche il cardine dell’unità attorno a Tajani, alla luce delle prese di posizione del vice Roberto Occhiuto (che, come però lui stesso ha ribadito, non vuole proporre una candidatura alternativa al ministro degli Esteri nel prossimo congresso). Lo ricorda Alberto Cirio, anche lui nel team dei vice: «Tutti i contributi sono importanti», tuttavia «in Forza Italia non ci sono mai state correnti, ce n’è una sola, che si chiama Berlusconi». E aggiunge: «Abbiamo un coordinatore, un segretario nazionale che ci rappresenta bene, che ci rappresenta a pieno». Dunque, la tre giorni si chiude così. «Un successo», sottolinea il capogruppo al Senato Maurizio Gasparri: «Enorme partecipazione, anche di tanti giovani, abbiamo ricordato la grande sfida di Silvio Berlusconi, abbiamo ribadito le nostre proposte per il futuro e confermato il ruolo perenne e decisivo del centrodestra unito e coeso. 250mila iscritti, nuove adesioni qualificate, menti creative e braccia sempre operose».
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