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Genova, il manuale delle femministe contro gli Alpini: "Come difendersi dai molestatori"
Oggi 06-05-26, 01:54
Altre minacce agli alpini in vista del raduno di Genova. E spunta anche un manuale di difesa dalle molestie. Facendo uno sforzo mnemonico e andando a Genova, per l’adunata degli alpini che andrà in scena dall’8 al 10 maggio, sembra di assistere alla lettura dello sceneggiato La guerra dei mondi, sulle frequenze radiofoniche della Cbs, da parte di Orson Wells nel 1938. All’epoca molti radioascoltatori, nonostante le avvertenze, non si accorsero che si trattava di finzione, ma credettero che gli extraterrestri fossero, realmente, sbarcati negli States. Ecco gli antifascisti al pesto vivono più o meno la stessa allucinazione per via dell’arrivo delle penne nere in città. Sono da oltre due settimane in strada a gridare contro gli «occupanti». Il loro bellaciaoismo li porta come dei rabdomanti a cercare, senza fine pena mai, l’invasor. Allora li abbiamo visti esibirsi in scritte - andiamo da «attenzione alpini, molestatori in città» a «remigriamo gli alpini» - per arrivare ai moniti di “Non una di meno” contro la «mascolinità tossica» delle penne nere. Il tutto in un profluvio incessante. Le ultime in ordine di tempo? La Rete di Donne per la Politica Odv, sui propri canali social, ha lanciato un’iniziativa dal titolo “Adda passà ‘a adunata”, segnaliamo appropriazione culturale neomelodica. In pratica, per resistere al 97esimo raduno alpino, vengono dati tutta una serie di strumenti «alle donne e alle persone della comunità Lgbtqia+» in modo da «affrontare queste giornate di potenziali disagi, molestie e cat calling». Quindi, se non le avete, armatevi di carta e biro, non fate come il commissario Winchester dei Simpson con la sua macchina da scrivere invisibile. «Per reagire sul momento: automunitevi di fischietto. Può servire da deterrente e per attirare l’attenzione di chi vi sta intorno». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47381146]] Chissà se avranno pensato anche alla sala Var, per eventuali replay. Qualora «avete subito comportamenti inappropriati o molestie/violenze e sentite la necessità di un supporto: potete rivolgervi ai Centri Antiviolenza Mascherona». Il tutto supportato da relativa app e da numero a cui scrivere per tempestivo intervento. Ma non finisce qui. Hanno fornito anche un form anonimo, attivo dal 7 maggio con relativo link, «per le segnalazioni di molestie». E il messaggio prosegue. «L’adunata non è neutra», scrivono ancora, «la città verrà occupata da un’associazione di ex militari in un’Italia sempre più militarizzata». Quindi nessun «fascino della divisa» che «indora il suo scopo, quello di essere pronti a combattere in nome della Patria e degli interessi nazionali. Anche questo è patriarcato». Intanto sui muri genovesi sono apparsi dei nuovi manifesti contro l’adunata. Recitano la scritta «saluti da Genova» e poi un fotomontaggio che mostra alcuni soldati davanti alla cattedrale, in fiamme, di San Lorenzo. A corredo la scritta «alpini assassini». Il viceministro delle infrastrutture e dei trasporti, Edoardo Rixi, è intervenuto contro questa affissione. «Un altro attacco vergognoso agli alpini. Chi prova a infangare- ha scritto- una storia fatta di sacrificio, solidarietà e presenza concreta sul territorio dimostra solo una cosa: totale distanza dalla realtà e dalla memoria collettiva di questo Paese. Criticare è legittimo. Ma distorcere, generalizzare e delegittimare un intero corpo è qualcosa che non ha nulla a che fare con il confronto civile». Ma non sono i soli cartelli affissi. In un altro leggiamo: «Ma quindi ste mer*e di alpini vanno nell’umido o nel secco???». Delicatissimi. Intanto, però, qualcuno è tornato sui propri passi. L’Associazione Nazionale Alpini ha diffuso la lettera dell’ex candidata di Avs, in comune, e Direttore della Procura della Repubblica di Genova, Lorena Lucattini. Quest’ultima aveva definito l’adunata una «pagliacciata». Ma ora si è ravveduta. «Nel porgere dunque le mie scuse con tutto il cuore - afferma - ribadisco che non era mia intenzione offendere né i singoli alpini né il corpo degli alpini, e spero che l’incontro con la città di Genova dimostrerà ancora di più il mio torto». L’editore e saggista, vicino a Fdi, Andrea Lombardi vede «questo clima, seppur frutto di una minoranza, impensabile nella precedente adunata genovese del 2001». Un clima che va «ricondotto in generale ai due passati decenni dove la “cultura” woke è cresciuta esponenzialmente divenendo mainstream». Un appello, adesso, lo lanciamo noi. Davanti a tutto questo, alpini non lasciateci soli con gli antifascisti. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47564313]]
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