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Groenlandia, "visita inopportuna": la situazione deflagra
01-04-2025, 09:35
Non è mai stata così al centro del mondo, la Groenlandia. Contesa da Donald Trump e la Danimarca, divisa tra Stati Uniti e Unione europea, con Cina e Russia minacciosamente alla finestra. Il ritiro dei ghiacci, le enormi risorse del sottosuolo, una posizione strategica che potrebbe influenzare nei decenni a venire il controllo del circolo polare artico e diventare logisticamente cruciale nella sfida tra America e Asia. Anche per questo la Casa Bianca non ha escluso l'uso della forza militare per "convincere" i pochi abitanti dell'isola a scegliere di mollare Copenaghen (mai amata) e sposare Washington. Anche per questo le tensioni politiche sono evidenti. "Trump dice che gli Stati Uniti ‘avranno la Groenlandia'. Sia chiaro: gli Stati Uniti non l'avranno. Non apparteniamo a nessun altro. Siamo noi a decidere il nostro futuro", è la risposta a Donald data da Jens Frederik-Nielsen, il neo-primo ministro in carica da poche ore. "Non dobbiamo reagire con la paura. Dobbiamo reagire con calma, dignità e coesione ed è attraverso questi valori che dobbiamo dimostrare in modo chiaro, distinto e discreto al Presidente americano che la Groenlandia è nostra. Così è stato ieri. Così è oggi. E così sarà anche in futuro". In un video pubblicato sui social la scorsa settimana, Trump aveva parlato del "destino" della Groenlandia: rientrare nella sfera d'influenza americana. "Otterremo la Groenlandia al 100%, c'è una buona possibilità che possiamo farcela senza ricorrere alla forza militare ma non escludo nulla", aveva poi aggiunto il presidente in una intervista alla Nbc, decisamente più minaccioso. Lo stesso ministro degli Esteri Lars Lokke Rasmussen aveva aperto a una maggior presenza militare americana sull'isola, anche come forma di deterrenza nei confronti di russi e cinesi. Ma da qui a parlare di controllo totale ce ne passa. Nel frattempo il premier danese Mette Frederiksen sarà in visita sull'isola per 3 giorni a partire da mercoledì. Una missione malvista dalla Groenlandia, dove il partito indipendentista Naleraq è stato escluso dalla maggioranza di governo. La ministra degli Esteri della Groenlandia, Vivian Motzfeldt, ha definito "inappropriata" la prossima visita della Frederiksen a, perché il nuovo governo non è ancora stato ufficialmente approvato dal parlamento. "soprattutto considerando come in passato abbia criticato il governo degli Stati Uniti per aver fatto lo stesso". Frederiksen visiterà la Groenlandia questa settimana. Il suo viaggio segue da poco la visita del vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance e di sua moglie Usha, che hanno raggiunto l'isola venerdì scorso. Il primo ministro Nielsen ha dichiarato sui social media di essere in attesa della visita di Frederiksen e di aspettarsi un dialogo costruttivo sulla futura cooperazione con Copenaghen. Ha aggiunto che la dichiarazione di Motzfeldt non rispecchia la posizione del suo futuro governo.
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