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Il vigile morto a Milano: già ai domiciliari l'albanese che bucò l'alt
Oggi 27-06-26, 06:03
Finisce ai domiciliari Genti Berisha, il 26enne albanese arrestato martedì dopo l’inseguimento in cui ha perso la vita l’agente della polizia locale Francesco Imprezzabile, nel quartiere Ponte Lambro, a Milano. Ieri, dopo l’interrogatorio che si è svolto in mattinata, il gip Giulia Masci ha convalidato l’arresto e ha disposto i domiciliari con braccialetto elettronico. Berisha potrà lasciare il carcere di San Vittore, dove è detenuto, solo quando arriverà il dispositivo di controllo e tornare così nella sua abitazione a Monza. Una decisione presa considerando la gravità del fatto e le esigenze cautelari. «Riteniamo doveroso mantenere il massimo rispetto per il dolore della famiglia di Francesco Imprezzabile, che sta affrontando una perdita irreparabile. Non è il tempo delle polemiche né delle valutazioni emotive sulle decisioni dell'autorità giudiziaria, che vanno sempre rispettate» ha dichiarato l’avvocato di Berisha, Fabrizio Cardinali. CONFESSIONE Il pubblico ministero ha modificato la richiesta di carcere in domiciliari, anche perché l’uomo ha confessato e i familiari hanno messo a disposizione una casa. Il gip non può andare oltre la richiesta del pm sulle misure cautelari. Il giovane è accusato di fuga pericolosa e il giudice ha riqualificato il reato di omicidio stradale in morte come conseguenza di altro reato. Per la procura Imprezzabile avrebbe perso il controllo del mezzo su una curva a una velocità di circa 180 chilometri orari mentre inseguiva per 2,5 chilometri, da zona Ponte Lambro a Peschiera Borromeo l’albanese che non si era fermato all’alt. Berisha - ha sottolineato il suo legale, sintetizzando i punti salienti dell’interrogatorio che si è svolto ieri al carcere di San Vittore davanti al gip Masci - si è assunto «la piena responsabilità di aver fatto questo gesto istintivo, sconsiderato, valutando male la situazione proprio da soggetto immaturo». Si è detto «dispiaciuto, veramente emotivamente provato» e ha chiesto ancora «scusa». Sempre secondo l’avvocato, il ragazzo si è reso conto che «se avesse ragionato, non sarebbe andato via e non si è accorto che il povero agente era caduto». Ed è pronto anche a fare «un gesto riparatorio nei limiti delle sue possibilità», a risarcire il danno. In sostanza, come spiegato da Cardinali, Berisha ha ribadito i contenuti dell’interrogatorio reso davanti al pm Francesca Crupi nelle indagini della Polizia locale. Ha chiesto scusa, ha negato che ci sia stato un urto tra il suv che guidava e la moto dell’agente e ha spiegato di non aver visto Imprezzabile cadere. Ha raccontato di non essersi fermato all’alt, in zona Ponte Lambro, perché aveva della droga con sé, non valutando, però, ha aggiunto il legale, che con «tre grammi di marijuana non sarebbe successo comunque niente». ESEQUIE Il 26enne ha detto ancora che in auto quella sera «c’erano altre persone, un amico e altri amici di questo amico» ma che non ha voluto fare i loro nomi perché, ha sostenuto, «già li ho messi in pericolo con questo gesto e non voglio che vengano coinvolti, anche perché sono io che ho fatto tutto». Intanto è stata fissata la date per il funerale di Imprezzabile: si celebrerà giovedì 2 luglio nella chiesa parrocchiale della Madonna della Medaglia, in zona viale Lucania. Le esequie non saranno in Duomo come si era ipotizzato inizialmente. «Non si riuscirà per motivi organizzativi» ha spiegato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che per giovedì ha proclamato il lutto cittadino. In un primo momento Sala aveva ipotizzato che i funerali si tenessero invece nella cattedrale: «Sarebbe veramente un bel segnale se venisse tanta gente» aveva detto il sindaco. In ogni caso Sala ha proclamato il lutto cittadino a Milano per la scomparsa di Imprezzabile, che ha perso la vita a 39 anni lunedì scorso. Ma sul funerale scoppia la polemica politica. Con Fdi che va all’attacco di Sala. «Voglio manifestare tutto il mio sdegno per coloro che hanno deciso di tenere il funerale di Francesco Imprezzabile in una chiesa di periferia. Così questa giunta tratta i suoi eroi?» si domanda il deputato di Fdi ed ex vice sindaco delle giunte di centrodestra milanesi, Riccardo De Corato. Il sindaco, aggiunge, «aveva chiaramente fatto intendere che la cerimonia, come assolutamente doveroso, si sarebbe dovuta svolgere in Duomo. Quale mancanza di rispetto per i genitori e la sorella».
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