s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
Imam tra gli studenti: la scuola pubblica deve restare laica e imparziale
Oggi 06-07-26, 06:14
La recente vicenda che ha visto un imam intervenire davanti agli studenti di un istituto scolastico ha riaperto un dibattito che riguarda il ruolo della scuola pubblica e i principi sui quali essa si fonda. Al di là delle diverse opinioni e delle inevitabili polemiche, è giusto interrogarsi su quale debba essere il confine tra il confronto culturale e la presenza di rappresentanti religiosi all’interno delle aule. La scuola italiana è un’istituzione della Repubblica. È il luogo dove si formano i cittadini di domani, dove si insegna il rispetto delle regole, della Costituzione, della legalità e della convivenza civile. È il luogo in cui gli studenti devono imparare a sviluppare il pensiero critico attraverso lo studio, il dialogo e il confronto, senza che nessuno possa sentirsi privilegiato o escluso per la propria appartenenza religiosa. Studiare le religioni è senza dubbio importante. Conoscere la loro storia, il loro impatto sulle civiltà e il loro ruolo nel mondo rappresenta un valore culturale. Tuttavia, altra cosa è invitare un rappresentante di una specifica confessione religiosa a rivolgersi direttamente agli studenti. In questi casi è fondamentale che ogni iniziativa sia valutata con grande attenzione, affinché siano sempre rispettati il principio di laicità dello Stato e la libertà di coscienza di ogni alunno. Il dibattito riguarda anche il rapporto tra religione e istituzioni. In diversi ordinamenti ispirati a interpretazioni della legge islamica, religione e Stato non sono separati secondo il modello della laicità previsto dalla Costituzione italiana. Proprio per questo ritengo che la scuola pubblica debba tutelare con particolare attenzione il principio di laicità, che rappresenta uno dei pilastri della nostra Repubblica e garantisce la libertà di tutti, credenti e non credenti. La scuola deve rimanere un ambiente aperto a tutti, nel quale nessuno possa avere la percezione che una determinata fede riceva uno spazio privilegiato rispetto ad altre. Proprio la neutralità delle istituzioni è ciò che garantisce la libertà di tutti, credenti e non credenti.Per questo motivo è comprensibile che episodi come quello riportato dagli organi di informazione suscitino un confronto pubblico e richiedano eventuali approfondimenti da parte delle autorità competenti, affinché sia sempre garantito il rispetto delle regole che disciplinano l’attività scolastica. La mia convinzione è semplice: la scuola deve continuare a essere il luogo della cultura, dell’istruzione e dell’educazione civica. Deve insegnare il rispetto reciproco, il valore della democrazia e delle istituzioni, senza diventare terreno di predicazione religiosa. La scuola non rappresenta una moschea dove un imam può professare la propria religione. È un’istituzione dello Stato che appartiene a tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro fede o dalle loro convinzioni personali. Proprio per questo deve rimanere imparziale, nel pieno rispetto della Costituzione, affinché ogni studente possa sentirsi libero, rispettato e uguale davanti alle istituzioni.
CONTINUA A LEGGERE
3
0
0
Libero Quotidiano
09:13
Angelo Bonelli fuori controllo: Meloni killer della natura
Libero Quotidiano
09:09
Teheran, folla al corteo funebre di Khamenei, cartelli contro Trump
Libero Quotidiano
09:04
Milano, "le coltellate per caso? Ho rischiato anch'io": il racconto choc
Libero Quotidiano
08:53
Lo scontrino folle dell'estate: 3 euro per il neonato
Libero Quotidiano
08:48
Dumfries-Real, ora è ufficiale Il Barcellona torna su Leao
Libero Quotidiano
08:45
