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Inter, la pagelle dello scudetto: Pio Esposito è il futuro, Bastoni nella bufera
Ieri 03-05-26, 20:45
Non era scontato, dopo una Champions persa in malo modo contro il Psg e una stagione thrilling finita nel peggiore dei modi, con l’addio (tra le polemiche) di Simone Inzaghi. Cristian Chivu, però, ha ripreso in mano un’Inter confusa e nervosa, sapendola compattare e portandola verso un 21° Scudetto che a conti fatti è meritato, perché né Milan di Max Allegri né il Napoli di Antonio Conte — anche se falcidiato dagli infortuni — sono riusciti a tenere il passo dei nerazzurri. Quali sono stati i giocatori che hanno contribuito in maniera decisa al titolo e quali meno? Vediamoli. I TOP Salvatore Pio Esposito 8,5- La vera sorpresa di questa stagione, in tutto e per tutto. Alzi la mano chi si aspettava subito un impatto subito così importante. Al primo anno con i nerazzurri, dopo un ottimo Mondiale per Club in estate, ha mostrato la sua esperienza in mezzo al campo allontanando il pensiero di chi temeva fosse troppo acerbo. Ha saputo dialogare bene con i compagni, segnando gol pesantissimi come il 2-1 alla Juve a San Siro o concedendo assist tipo quello a Lautaro a Bergamo. La Nazionale ha un attaccante certo per il futuro. Federico Dimarco 9- I numeri parlano chiaro: 6 gol e 18 assist prima della sfida contro il Parma. Ad averceli esterni così, imprescindibile per le sue sgasate in un campionato tattico come quello di Serie A. Chapeau. Manu Akanji 8- Ha portato solidità alla difesa, abile soprattutto in fase di costruzione, giocatore insomma di altro livello per la Serie A. Nel mezzo anche due gol con Sassuolo e Lecce. L’Inter si sfrega le mani, dopo averlo soffiato nel “derby” di mercato contro il Milan in estate. Hakan Calhanoglu 7,5- Come dice Montella, c.t. della Turchia, il “vero regista della Seria A”. Quando c’è lui gira tutta la squadra, e si vede. Dopo il litigio messo da parte in estate con Lautaro Martinez, nonostante il periodo di stop per infortunio ad adduttori e polpaccio che lo ha tenuto fermo tra gennaio e febbraio, il turco è ritornato alla grande. Il gol che ha sbloccato in positivo il match di San Siro contro la Roma ha portato una vittoria che ha definitivamente lanciato l’Inter verso il 21° titolo. Ora l’ex Milan valuta il rinnovo di un contratto che scade nel 2027, dopo aver pensato di tornare in patria, al Galatasaray, la scorsa estate. Lautaro Martinez 8,5- “Capitano mio capitano”, diceva Robin Williams ne “L’attimo fuggente”. Anche in questa stagione ha saputo togliere diverse castagne dal fuoco ai suoi compagni. Sedici gol e quattro assist, nonostante lo stop da febbraio per lo stiramento del polpaccio. Pesantissimi diversi gol, come quelli al Pisa — vittoria pesantissima arrivata dopo il derby perso contro il Milan — al Genoa o nel 5-2 alla Roma. Lunga vita al “Toro”. I FLOP Davide Frattesi 4,5- La sensazione è che sarebbe stato meglio venderlo in estate. Fuori dal progetto e dalle considerazioni di Chivu, sceso nelle gerarchie dietro a Susic e Diuof, appare lontano da Milano. Quest’anno sono mancati anche i suoi gol da subentrato, come quello nel (polemico) finale del gennaio 2024 contro il Verona. Luis Henrique 5,5- Giocatore incognita. Pulito tecnicamente in uscita dalla fase difensiva, ma per lui si contano diverse disattenzioni sulla fascia come quella che ha permesso a Estupiñián di decidere il derby di ritorno di campionato. Timido, tenta poco la giocata, insomma, per i soldi spesi dall’Inter nel prenderlo dal Marsiglia (23 milioni più bonus) ci si aspettava di più. Il paragone con Dumfries è insomma impietoso: una differenza che si è vista anche nel 3-4 a Como. Yann Sommer 5- A fine corsa, e probabilmente a fine carriera. Se l’anno scorso aveva contribuito con diversi miracoli a portare l’Inter di Simone Inzaghi in finale di Champions, quest’anno è stato non perfetto su diversi gol subiti, come il tiro da fuori di Saelemakers nel derby d’andata. La qualità con la palla tra i piedi non si discute, anche se pure in questo caso ha sbagliato (vedasi il gol di Moreo in Inter-Pisa). Piero Ausilio guarda già al portiere del futuro, dato che serve cambiare. Alessandro Bastoni 5- Fino alla polemica partita contro la Juve aveva dato il suo contribuito. Dopo la simulazione e il rosso di Pierre Kalulu — con conseguenti fischi presi in tutti gli stadi di A — ci si è messo anche il cartellino rimediato con la Nazionale in Bosnia, che ha contribuito di più a colpirlo mentalmente in negativo. Come molti gli consigliano —vedasi la colonna nerazzurra Beppe Bergomi — qualche anno all’esterno, per riprendersi, potrebbe fare al caso suo. Che l’anno prossimo vesta la maglia del Barcellona? Francesco Acerbi 5- Inizia da titolare la stagione, poi perde la titolarità nei confronti di Akanji, che nel complesso ha viaggiato al doppio della sua velocità. Sia lui, sia Stefan de Vrij sembrano destinati a lasciare Milano dopo aver fatto il loro tempo, ma negli occhi dei tifosi nerazzurri resta il gol che al Barcellona: quello che ha fatto la storia.
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