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Inter, le 5 partite decisive per lo scudetto: Juventus e veleni, il colpo in casa Fabregas
Ieri 03-05-26, 20:51
È lo Scudetto della rinascita, in una stagione che doveva essere di transizione — dopo la debacle in Champions League l’anno scorso e l’addio di Simone Inzaghi — ma che alla fine si è trasformata in una cavalcata in campionato senza troppe storie, anche quando il Milan la tallonava e il Napoli dell’ex Antonio Conte, falcidiato dagli infortuni, scendeva sempre più giù. Quel momento in ogni annata in cui una squadra capisce di poter vincere davvero, l’Inter lo ha costruito passo dopo passo, dentro partite molto diverse tra loro: alcune sporche, altre spettacolari, altre ancora cariche di tensione. Cinque sono i momenti che hanno portato questo 21° Scudetto, dei momenti chiave che hanno permesso alla squadra di Cristian Chivu di farcela. Ecco quali. 1) Inter-Fiorentina 3-0 Fine ottobre, nona giornata. L’Inter arrivava da settimane in cui alternava prove convincenti a passaggi a vuoto, con una classifica ancora corta e il peso di un avvio non perfetto. Dopo il k.o. in casa contro l’Udinese e qualche difficoltà anche contro squadre abbordabili, serviva una risposta chiara. Contro la Fiorentina non era solo una partita: era un esame mentale. E l’Inter lo ha superato con autorità, mettendosi alle spalle le sconfitte nei big match in casa di Juve e Napoli. Non solo per il risultato, ma per il modo in cui gestisce i momenti della gara. Niente frenesia, niente paura di sbagliare. È stata la prima vera prova di maturità della stagione. Da lì in poi la squadra ha cambiato atteggiamento: meno frenesia, più controllo. È il punto in cui la crisi è finita davvero, non solo nei risultati ma nella testa. E soprattutto, è il momento in cui i nerazzurri hanno iniziato a dare continuità, cosa che fino a quel momento era mancata: nelle 10 partite seguenti solo il k.o. nel derby contro il Milan, rispetto a nove vittorie. 2) Pisa-Inter 0-2 All’interno del filotto positivo nerazzurro, il k.o. nel derby d’andata contro il Milan sembrava aver riportato nuove incertezze. Il gol di Pulisic, la parata di Maignan dopo il rigore di Calhanoglu: insomma, nuove scorie mentali, all’apparenza. Scorie che, però, l’Inter non ha mai avuto in testa, dato che a Pisa i nerazzurri sono ripartiti con un convincente 2-0. Il 4-0 al Como la settimana segue ha lanciato poi definitivamente i nerazzurri in un filotto importantissimo, trionfando contro Genoa, Lecce, Atalanta, Bologna e Parma. Quindi il pari con il Napoli in casa, poi altre vittorie contro Udinese, Pisa, Cremonese, Sassuolo, Juve, Lecce e Genoa. Da squadra incostante a squadra dominante nel giro di due partite, insomma: quella all’Arena Garibaldi e a San Siro contro la squadra di Cesc Fabregas. È stata la fase in cui l’Inter ha smesso di inseguire e inizia a dettare il passo. 3) Inter-Juventus 3-2 La vittoria contro la Juventus è stata probabilmente la partita simbolo della stagione. Non solo per il peso dell’avversario, ma per tutto quello che succede in campo. È stato il match della tensione, delle polemiche, dell’episodio che cambia tutto: la simulazione di Alessandro Bastoni su Pierre Kalulu che ha portato al doppio giallo per il difensore bianconero. Una gara sporca, nervosa (la lite Giorgio Chiellini-Damien Comolli nel tunnel degli spogliatoi), ma proprio per questo decisiva. L’Inter l’ha portata a casa mostrando la qualità che spesso decide i campionati: la capacità di vincere anche quando il gioco non è fluido. La capacità di trovare il 3-2 dopo essere stata rimontata per due volte, col gol del più insospettabile in avanti: Piotr Zielinski. È il momento in cui la squadra ha capito di essere più forte anche mentalmente. Dopo quella partita, la percezione è cambiata: non è più solo una candidata, ma la squadra da battere. E dentro lo spogliatoio è scattato qualcosa di definitivo. 4) Inter-Roma 5-2 Il 5-2 contro la Roma è stata la partita che ha mandato un messaggio chiaro a tutta la Serie A. Non è solo una vittoria, è una dimostrazione. L’Inter ha travolto una diretta concorrente nel momento più caldo della stagione, quando la pressione è aumentata e ogni errore è pesato il doppio. E invece i nerazzurri hanno giocato con leggerezza, segnato, dominato, si sono divertiti. È la gara in cui si è percepito che il campionato ha preso una direzione precisa. Le rivali hanno iniziato a perdere terreno, l’Inter ha accelerato. Non è ancora matematica, ma è stata la sensazione più forte di tutta la stagione: lo Scudetto era proprio lì, a portata di mano. Da quel momento in poi è cambiata anche la gestione delle partite, più matura, più consapevole. Un 5-2 senza storie, nel quale non è bastato il pari di Gianluca Mancini per riprendere un’Inter scatenata, tornata negli spogliatoi con la perla di Calhanoglu valsa il 2-1, prima di dilagare nel secondo tempo. La polemica partita dello scorso campionato (il gol di Soulé), probabilmente valsa lo Scudetto per il Napoli, è stata così definitivamente messa da parte. Como-Inter 3-4 La vittoria al Sinigaglia, sul campo del Como, è risultata meno spettacolare, ma forse ancora più importante. È stata la classica partita trappola, contro una squadra organizzata e in fiducia, come quella di Cesc Fabregas. Eppure l’Inter l’ha vinta, confermando una qualità che alla lunga ha fatto la differenza: la continuità. Lo fa dopo essere finita sotto per 2-0 nel primo tempo, riuscendo a ribaltarla nella ripresa, sfruttando gli spazi concessi dai lariani, prima che Da Cunha realizzasse il 3-4 su rigore e il recupero regalasse due occasioni alla squadra di Nico Paz, poi uscita perdente. È il successo che ha permesso l’allungo decisivo in classifica, quello che ha spezzato definitivamente l’equilibrio con le inseguitrici, che non hanno vinto e così perso ulteriore terreno: il Napoli fermato a Parma (1-1), il Milan k.o. contro l’Udinese in casa per 0-3. Non c’è stato più bisogno di dimostrare, ma solo di gestire. E l’Inter lo ha fatto con lucidità, senza concedere nulla. È la vittoria che ha trasformato il vantaggio in certezza. Da lì in poi, il campionato non è stato più una corsa, ma un conto alla rovescia verso il titolo. Complimenti all’Inter: Scudetto meritato.
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