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Iran, la giornata di guerra. Lo spiraglio: altri negoziati in Pakistan. Cina-Usa, alta tensione
14-04-2026, 20:47
Prosegue il conflitto iniziato il 28 febbraio scorso con l'attacco di Usa e Israele all'Iran, anche se regge il cessater il fuoco di due settimane sottoscritto lo tra il 7 e l'8 aprile (al netto degli attacchi Idf in Libano). Da lunedì 13 aprile è in vigore il blocco navale nello stretto di Hormuz. Ma si potrebbero aprire nuovi spiragli: secondo Reuters, i negoziati tra Usa e Iran potrebbero riprendere a Islamabad in settimana, anche se Trump esclude un ritorno in Pakistan. Sullo sfondo gli echi dall'attacco del presidente Usa a Papa Leone. Il racconto della giornata di guerra. Costa alla Cnn: "Nel Golfo per rafforzare i rapporti con l'Ue" Il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, in un'intervista rilasciata alla Cnn, ha spiegato di essersi recato nell'area del Golfo con l'obiettivo di trasmettere "tre messaggi" ai partner della regione: dal "ringraziamento" per la tutela dei cittadini europei alla "solidarietà e al sostegno" di fronte agli attacchi iraniani, guardando anche alle prospettive future. "È evidente che dobbiamo consolidare i rapporti tra Unione europea e Paesi del Golfo", ha affermato. L'Ue si è detta inoltre pronta a "contribuire alla sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz", ricordando l'impegno già assunto da Francia e Regno Unito. Costa ha poi evidenziato come gli Stati membri stiano fornendo "assistenza militare" ai partner, in particolare nei sistemi di difesa aerea e anti-drone. Bruxelles, ha aggiunto, può offrire supporto anche sul dossier nucleare, grazie all'esperienza maturata con l'accordo sull'Iran e al contributo di Euratom. Bbc: "Due imbarcazioni collegate all'Iran tornano sui propri passi dopo Hormuz" Secondo i dati di monitoraggio analizzati dalla Bbc, due navi riconducibili all'Iran che avevano attraversato lo Stretto di Hormuz dopo il blocco imposto dagli Stati Uniti hanno successivamente invertito la rotta. La petroliera Rich Starry, sanzionata da Washington e dichiarata carica, era partita da Sharjah, negli Emirati Arabi Uniti, dirigendosi verso est e transitando nello stretto durante la notte, per poi cambiare direzione. Le rilevazioni mostrano inoltre che anche la portarinfuse Christianna, transitata lunedì dopo il blocco e passata per Bandar Imam Khomeini in Iran, ha fatto marcia indietro. Il Comando centrale degli Stati Uniti ha riferito che sei navi commerciali sono state invitate a invertire la rotta e che tutte hanno rispettato l'indicazione. Londra: "Serve una soluzione diplomatica, anche per il Libano" Il governo britannico ribadisce la necessità di una via negoziale per porre fine al conflitto, includendo anche il Libano. "L'obiettivo è arrivare rapidamente a una cessazione delle ostilità che sia stabile e duratura, attraverso il dialogo diplomatico", ha dichiarato il portavoce dell'ambasciata del Regno Unito a Roma, Pierluigi Puglia. Le parole sono state pronunciate a margine di un evento a Villa Wolkonsky, dove è stata inaugurata la mostra fotografica "A riveder le stelle", dedicata alla visita di Stato in Italia di re Carlo e della regina Camilla, avvenuta un anno fa. "È essenziale garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e il Regno Unito è in prima linea negli sforzi internazionali per raggiungere questo obiettivo", ha aggiunto. Raid israeliani nel sud del Libano: colpite diverse località Proseguono i bombardamenti israeliani nel Libano meridionale, in particolare nell'area di Tiro e lungo le zone di confine, mentre negli Stati Uniti si tengono colloqui diretti tra i rappresentanti diplomatici di Israele e Libano. Secondo quanto riferito dai corrispondenti di Al Jazeera, un attacco aereo ha colpito la città di Haneen, nei pressi del confine, mentre un altro raid ha interessato la periferia di Al-Abbasiyya, vicino a Tiro. Segnalati inoltre bombardamenti su Tayr Debba, Zibqin e Sarafand, sia lungo la costa sia nelle aree interne. Teheran replica a Trump: "Nessuna ragione per colpire l'Italia" "Perché mai dovremmo attaccare l'Italia?". Con queste parole, diffuse su X, l'ambasciata iraniana in Thailandia ha replicato indirettamente alle dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, che in un'intervista al Corriere della Sera aveva criticato la premier Giorgia Meloni, affermando che "non le interessa se l'Iran possiede un'arma nucleare e può distruggere l'Italia in pochi minuti". Nel messaggio, la rappresentanza diplomatica ha espresso apprezzamento per il nostro Paese: "Amiamo gli italiani, il calcio, la cucina e città come Roma, Rimini, Pisa, Milano, Venezia, Firenze, Napoli, Genova e Torino, così come la Sardegna, la Sicilia e tutto il resto". Pahlavi a Roma: "Incontri con esponenti politici ed economici italiani" Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo scià di Persia, ha annunciato su X il suo arrivo nella capitale italiana, dove prevede una serie di incontri con rappresentanti politici e del mondo imprenditoriale. "Mi impegnerò affinché la voce del popolo iraniano venga ascoltata e discuterò quella che considero l'unica strada verso pace, sicurezza e prosperità globale: la fine della Repubblica Islamica in Iran", ha dichiarato. Trump: "Per colloqui con Iran stiamo pensando ad altro luogo, non Pakistan" "Abbiamo in mente un altro luogo" per i colloqui con l'Iran. Lo ha detto Donald Trump in un'intervista al New York Post. "Si stanno muovendo delle cose ma non credo che sarà lì che faremo il nostro prossimo incontro", ha aggiunto il presidente riferendosi al Pakistan. Trump: "Nei prossimi due giorni potrebbe accadere qualcosa a Islamabad" Nei prossimi due giorni in Pakistan "potrebbe accadere qualcosa" riguardo ai negoziati tra Stati Uniti e Iran. Lo ha detto Donald Trump parlando con l'inviato del New York Post a Islamabad. "Dovreste restare lì, davvero, perché potrebbe accadere qualcosa nei prossimi due giorni, e siamo più propensi ad andare in quella direzione", ha detto il presidente. "È più probabile; sapete perché? Perché il feldmaresciallo sta facendo un ottimo lavoro", ha aggiunto Trump in riferimento al capo di Stato Maggiore pakistano, Asim Munir, che ha definito "fantastico". Quanto all'indicazione di Ginevra come un'altra potenziale sede per i colloqui di pace, Trump è sembrato smentire questa possibilità. "Perché dovremmo andare in un Paese che non c'entra nulla?", ha affermato il presidente. Usa: "Sei navi mercantili fermate dal blocco di Hormuz" Sei navi mercantili hanno invertito la rotta e fatto ritorno ai porti iraniani dopo essersi imbattute nel blocco navale Usa in vigore da ieri. Lo ha detto il Comando centrale americano in un post sui social media. Oltre 10.000 militari americani e 12 navi della US Navy sono impegnati nel blocco dei porti iraniani, che viene attuato "nei confronti di navi di tutte le nazioni" in entrata o in uscita dai porti dell'Iran, ha precisato il Comando. Libano, al via i colloqui con Israele e Washington Sono iniziati a Washington i colloqui diretti tra Israele e Libano, i primi in oltre 30 anni, in cui svolge il ruolo di mediatore il segretario di Stato americano Marco Rubio. Lo riportano i media americani. Presenti l'ambasciatore israeliano negli Usa, Yechiel Leiter, e l'ambasciatrice libanese Nada Hamadeh. Cina, su blocco Usa di hormuz: "Mossa pericolosa e irresponsabile" La Cina ha definito "una mossa pericolosa e irresponsabile" la decisione statunitense di bloccare lo Stretto di Hormuz. "Con l'accordo di cessate il fuoco temporaneo ancora in vigore, gli Stati Uniti hanno intensificato il dispiegamento militare e fatto ricorso a un blocco mirato. Questo non farà che aggravare il confronto, aumentare la tensione, indebolire il cessate il fuoco già fragile e compromettere ulteriormente il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz. Si tratta di una mossa pericolosa e irresponsabile", ha scritto su X il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lin Jian. Vance: “La palla è nel campo di Teheran” "La palla è nel campo dell'Iran". Lo ha dichiarato il vice presidente degli Stati Uniti, JD Vance, commentando l'esito dei negoziati con Teheran dello scorso fine settimana, che si sono conclusi senza un accordo. In un'intervista a Special report with Brett Baier, Vance ha spiegato che Washington ha deciso di lasciare i colloqui a Islamabad dopo aver constatato che i negoziatori iraniani presenti non avevano l'autorità per finalizzare un'intesa. "Sarebbero dovuti tornare a Teheran, dalla Guida Suprema o da qualcun altro, per ottenere l'approvazione dei termini che avevamo proposto", ha spiegato. Il vice presidente ha comunque evidenziato che i colloqui hanno prodotto "molti progressi, consentendo agli Stati Uniti di chiarire le proprie condizioni, i margini di flessibilità e i punti ritenuti imprescindibili per un accordo. "Abbiamo fatto passi avanti e avuto buone conversazioni", ha affermato, ribadendo che il presidente Donald Trump resta aperto a una normalizzazione dei rapporti con l'Iran, ma a precise condizioni. Bbc: quattro navi legate a Teheran hanno attraversato Hormuz dall’inizio del blocco Almeno quattro navi legate all'Iran hanno attraversato lo Stretto di Hormuz dopo l'inizio del blocco navale annunciato dagli Stati Uniti a partire dalle 16 di ieri ora italiana. Lo riporta laBbc, citando un'analisi dei dati di tracciamento marittimo. Secondo MarineTraffic, due delle imbarcazioni hanno fatto scalo in porti iraniani. Tra queste, la portarinfuse Christianna, che ha attraversato lo stretto ieri dopo aver attraccato a Bandar Imam Khomeini. La Rich Starry, sanzionata dagli Stati Uniti per traffici legati all'Iran, ha invece navigato verso est da Sharjah, negli Emirati Arabi Uniti, transitando nello stretto durante la notte. La petroliera Murlikishan, anch'essa sotto sanzioni Usa, ha attraversato Hormuz in direzione ovest dopo essere salpata dal porto cinese di Lanshan: l'ultima posizione segnalata la colloca a est dell'isola iraniana di Qeshm. Un'altra petroliera, la Elpis, è passata oggi in direzione est dopo aver lasciato il porto iraniano di Bushehr. Anche questa nave è soggetta a sanzioni statunitensi e la sua destinazione è sconosciuta. Non si esclude, sottolinea laBbc, che alcune di queste navi possano aver trasmesso dati di posizione falsi, una pratica nota comespoofing, per mascherare i propri movimenti. Pakistan: “Al lavoro per nuovi colloqui, possibile incontro imminente” IlPakistanè pronto a ospitare l'intero processo per riportare la pace, tutti i round di colloqui necessari dopo quelli dello scorso fine settimana tra delegazioni di Usa e Iran a Islamabad. Lo ha detto alla tv satellitareal Jazeeraun funzionario pakistano coperto da anonimato. I contatti diplomatici proseguono, ha aggiunto. Il Pakistan continua a cercare di riportare Iran e Usa al tavolo dei negoziati ed è in corso un lavoro per estendere la tregua, hanno detto all'agenzia Afp due fonti pakistane. "Èin corso un lavoro per riportare entrambe le parti al tavolo dei negoziati. Ovviamente auspichiamo vengano a Islamabad, ma la sede non è stata ancora definita - ha affermato una fonte all'agenzia - L'incontro potrebbe tenersi presto". "Lavoriamo anche - ha aggiunto - per una proroga del cessate il fuoco in modo da avere più tempo a disposizione". L'altra fonte ha precisato all'agenzia che non è escluso nuovi colloqui si tengano prima della scadenza della tregua, la prossima settimana. Meloni: “Riaprire lo Stretto di Hormuz è fondamentale” In merito alla situazione internazionale "bisogna continuare a lavorare per mandare avanti i negoziati di pace, fare ogni sforzo possibile per stabilizzare la situazione, riaprire lo Stretto" di Hormus "che per noi è fondamentale. Chiaramente non solo per i carburanti, ma anche per i fertilizzanti, altro elemento fondamentale per il settore del quale parliamo oggi". Lo ha detto la premierGiorgia Melonia margine di Vinitaly. Colpita una nave nel Golfo dell’Oman: incendio a bordo Una nave portarinfuse è stata colpita da due proiettili non identificati nel Golfo dell'Oman, a circa 112 miglia nautiche a sud-est di Ras Al Hadd. Lo ha riferito l'Ukmto su X, spiegando che a bordo dell'imbarcazione colpita è scoppiato un incendio e una nave della marina pakistana ha prestato assistenza. Al momento non è ancora chiaro chi possa aver sferrato l'attacco. Iran: “Colloqui con gli Usa questa settimana o la prossima” Un funzionario dell'ambasciata iraniana inPakistan, rimasto nell'anonimato, ha confermato all'agenzia di stampaReutersche il prossimo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran potrebbe svolgersi questa settimana o all'inizio della prossima. Reuters: “Possibile ripresa dei colloqui a Islamabad in settimana” Quattro fonti hanno informato laReutersche le delegazioni di Iran e Usa potrebbero tornare a Islamabad in settimana per riprendere i colloqui di pace. Pechino: “Irresponsabile il blocco navale Usa” Pechino condanna il blocco statunitense dei porti iraniani nel Golfo Persico e nel Golfo dell'Oman, definendolo "pericoloso e irresponsabile". "Gli Stati Uniti hanno intensificato le operazioni militari e imposto un blocco mirato, che non farà altro che esacerbare le tensioni, destabilizzare ulteriormente un accordo di cessate il fuoco già fragile e compromettere la sicurezza del passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz. Si tratta di un comportamento pericoloso e irresponsabile", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun. Xi presenta un piano in 4 punti per la pace al principe emiratino Bin Zayed Il presidente cineseXi Jinpingha presentato una proposta in quattro punti volta a promuovere la pace e la stabilità in Medio Oriente a Khaled bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan, principe ereditario di Abu Dhabi, Emirati Arabi Uniti, durante un incontro avvenuto a Pechino. Lo riporta Xinhua. La proposta prevede il rispetto del principio della coesistenza pacifica, il rispetto del principio della sovranità nazionale, il rispetto del principio dello Stato di diritto internazionale e il rispetto del coordinamento tra sviluppo e sicurezza. Axios: Rubio presente oggi ai colloqui tra Israele e Libano Marco Rubio, segretario di Stato statunitense, parteciperà oggi ai colloqui tra Israele e Libano, ospitando un incontro tra gli ambasciatori dei due Paesi a Washington con l'obiettivo di dar vita a negoziati diretti tra i due Paesi. Lo rende notoAxios. Secondo alcune fonti a conoscenza della questione al centro dell'incontro ci sarà un'ipotesi di cessate il fuoco, disarmo di del gruppo libanese Hezbollah e su un accordo di pace tra Tel Aviv e Beirut. Hezbollah: "Non rispetteremo accordi tra Libano e Israele" Hezbollah dice no a qualsiasi eventuale accordo tra Libano e Israele. Il gruppo militante libanese, attraverso un suo membro, ha fatto sapere alGuardianche non rispetterà alcun compromesso tra Tel Aviv e Beirut.Wafiq Safa, esponente di alto rango del Consiglio politico di Hezbollah, ha parlato con il quotidiano britannico alla vigilia dei colloqui previsti oggi a Washington tra gli ambasciatori libanese e israeliano negli Stati Uniti. Petroliera cinese attraversa lo Stretto di Hormuz dopo il blocco Usa La petroliera “Rich Starry”, di proprietà cinese e con bandiera del Malawi, ha quasi completato l'attraversamento dello Stretto di Hormuz dopo il blocco imposto dagli Stati Uniti. È quanto appare dai dati di tracciamento navale del sito MarineTraffic. La nave, lunga 188 metri e larga 29 metri, è partita ieri dall'ancoraggio di Sharjah (Emirati Arabi Uniti) e naviga (velocità 8 nodi) a pieno carico, con un pescaggio segnalato di 11,3 metri, indicando la Cina come destinazione. Ieri aveva fatto dietro-front e rinunciato a uscire dal Golfo Persico, mentre ora sta facendo ingresso nel Golfo dell'Oman. Vance: “Dall'Iran terrorismo economico contro il mondo intero” Il vicepresidente americanoJD Vancecondanna duramente il "terrorismo economico" dell'Iran contro il mondo intero. "L'unica cosa che gli iraniani sono riusciti a fare - non ci hanno certo sconfitti militarmente e le loro forze armate sono state decimate - è stata quella di non riuscire a prevalere sul piano delle armi da guerra. Ciò che hanno fatto, invece, è stato compiere questo atto di terrorismo economico contro il mondo intero", ha accusato Vance parlando a un programma diFox News. Il vicepresidente ha ammesso che i prezzi dell'energia, "dolorosi" nel contesto della guerra in Iran, non dureranno per sempre: "Sappiamo che il popolo americano sta soffrendo; ecco perché stiamo negoziando con tanta determinazione nel tentativo di farli scendere i prezzi. Continueremo a lavorare in tal senso", ha aggiunto.
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