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Iran, la giornata. "L'Iran mina lo stretto di Hormuz". Trump: "Conseguenze mai viste"
Oggi 10-03-26, 19:52
Nella sua prima conferenza stampa in persona da quando Usa e Israele hanno attaccato l'Iran, il presidente Donald Trump prima ha detto che la guerra "finiràmolto presto" e dichiarato che le forze iraniane "hanno perso tutto, non hanno più niente, non hanno più leadership", ma poi, rispondendo alle domande dei giornalisti, Trump è tornato a essere minaccioso, dicendo che l'attacco statunitense "potrebbe diventare ancora più aggressivo" se i leader iraniani cercheranno di interrompere l'approvvigionamento energetico mondiale. E non a caso, la giornata è stata quella in cui si sono registrati gli attacchi più duri all'Iran dall'inizio della guerra. Italia, Gran Bretagna e Germania collaborano per la difesa dello stretto di Hormuz. Smentito il fatto che una petroliera sarebbe stata scortata dagli Stati Uniti. Sempre allo stretto di Hormuz, le voci sulle mine iraniane e la durissima reazione di Trump. Ore 21.13 - Isfaham, il raid: colpito consolato generale russo L'edificio del consolato generale russo a Isfahan è stato danneggiato durante un attacco sulla città iraniana lo scorso 8 marzo. Diversi dipendenti sono stati travolti dalla onda d'urto, ma non si sono registrate vittime o feriti gravi. Questo è quanto ha riferito in una nota la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. Lo riporta la Tass. Ore 21.01 - Trump: mine a Hormuz? Conseguenze mai viste per l'Iran "Se l'Iran ha messo mine nello Stretto di Hormuz, di cui non abbiamo segnalazioni, le rimuova immediatamente. Altrimenti le conseguenze militari daranno a livelli mai visti prima. Se le rimuove, invece, sarebbe un passo nella giusta direzione". Così Donald Trump sul social Truth. "Se l'Iran facesse qualcosa che fermasse il flusso di petrolio nello Stretto di Hormuz, verrebbe colpito dagli Stati Uniti d'America venti volte più forte di quanto non sia stato colpito finora. Inoltre, elimineremo obiettivi facilmente distruggibili che renderebbero virtualmente impossibile per l'Iran ricostruirsi di nuovo come nazione. Morte, Fuoco e Furia regnerebbero su di loro. Ma spero, e prego, che ciò non accada! Questo è un regalo degli Stati Uniti d'America alla Cina e a tutte quelle nazioni che sfruttano intensamente lo Stretto di Hormuz. Spero che sia un gesto che sarà molto apprezzato", ha concluso Donald Trump. Ore 20.52- Cnn, Iran piazza mine nello Stretto di Hormuz L'Iran ha iniziato a piazzare mine nello Stretto di Hormuz. Lo hanno riferito alla Cnn due fonti a conoscenza dei rapporti dell'intelligence americana, secondo cui alcune decine di mine sarebbero state posizionate negli ultimi giorni. Una fonte ha sottolineato che l'Iran dispone ancora tra l'80% e il 90% delle sue piccole imbarcazioni e dei suoi posamine, quindi potrebbe facilmente piazzarne centinaia. Ore 20.37 - Casa Bianca: benzina, a lungo termine il prezzo calerà "Assicuriamo al popolo americano che il recente aumento dei prezzi di petrolio e gas è temporaneo, e che questa operazione porterà a prezzi più bassi a lungo termine": così la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, che non ha però specificato quanto tempo ci vorrà per vedere scendere i prezzi energetici che in questi 10 giorni hanno avuto un'impennata. Leavitt ha però insistito nel sostenere che l'amministrazione sta lavorando per combattere lo choc energetico provocato dalla guerra che Usa e Israele hanno avviato contro l'Iran, facendo riferimento alla possibilità di scortare le petroliere nello stretto di Hormuz e a sanzioni collegate al petrolio. "I militari americani stanno preparando operazioni aggiuntive su ordine del presidente per continuare a tenere Hormuz aperto, io non mi metterò a comunicare apertamente quali siano queste opzione, ma vi basti sapere che il presidente non ha paura di usarle", ha concluso Ore 20.12 - Casa Bianca non esclude invio truppe di terra "Donald Trump non esclude alcuna opzione nella guerra con l'Iran, compreso l'invio di truppe statunitensi nel Paese": lo afferma la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, rispondendo ai commenti del senatore democratico Blumenthal, che ieri, lunedì 9 marzo, ha affermato dopo un briefing sull'Iran che "sembra che ci stiamo dirigendo verso l'invio di truppe statunitensi sul terreno in Iran per raggiungere eventuali obiettivi potenziali. Per quanto riguarda le truppe sul terreno, il presidente ne ha parlato più volte. Saggiamente, non esclude alcuna opzione come comandante in capo. Quindi, ancora una volta, esiterei a confermare qualsiasi cosa dica un democratico al Capitol Hill riguardo al pensiero del presidente", ha concluso la Leavitt. Ore 19.57 - Usa chiedono a Israele di fermare gli attacchi alle infrastrutture energetiche Gli Stati Uniti hanno chiesto a Israele di fermare gli attacchi contro le infrastrutture energetiche dell'Iran. A rilanciare l'indiscrezione è il sito Axios, che cita fonti secondo le quali si tratta della prima circostanza in cui l'amministrazione Trump cercherebbe di limitare il raggio d'azione di Israele da che è iniziata la guerra. Ore 19.43 - Casa Bianca: "Usa non hanno scortato petroliera in Stretto Hormuz" Gli Stati Uniti "non hanno scortato una petroliera" nello Stretto di Hormuz. Lo ha chiarito la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, dopo che un post del segretario all'Energia Usa Chris Wright, poi rimosso, affermava invece il contrario. Ore 19.30 - Casa Bianca: "Distrutte 50 navi iraniane, aumento petrolio è temporaneo" Gli Stati Uniti hanno distrutto 50 navi iraniane. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, ribadendo che il recente aumento dei prezzi del petrolio è "temporaneo". "Dopo l'operazione in Iran, i prezzi caleranno. Donald Trump e la sua squadra stanno seguendo da vicino i mercati", ha messo in evidenza. Ore 19.23 - Iran: "Nessuna nave americana ha osato avvicinarsi allo stretto di Hormuz" L'Iran afferma che nessuna nave americana "ha osato" avvicinarsi allo stretto di Hormuz. Lo dicono i Guardiani della rivoluzione. Ore 19.10 - Herzog: "Se Hezbollah prosegue ostilità non capisce cosa l'aspetta" Il presidente israeliano Isaac Herzog ha avvertito che il Paese è determinato a distruggere Hezbollah se il gruppo sciita libanese continuerà le ostilità. "Se Hezbollah anche solo pensa di continuare a molestare o minacciare, significa che non capisce cosa lo attende", ha dichiarato Herzog durante una visita a una batteria di difesa aerea lungo il confine con il Libano, aggiungendo che Israele è pronto a "smantellare una volta per tutte" il movimento. Ore 18.43 - Usa hanno scortato una petroliera nello Stretto di Hormuz Una nave della Marina americana ha scortato una petroliera attraverso lo Stretto di Hormuz "con successo". Lo afferma il segretario all'Enerigua Chris Wright. "Il presidente mantiene la stabilità energetica globale durante le operazioni militari in Iran", ha aggiunto. Ore 18.20 - Media: "4 diplomatici iraniani uccisi in raid sul Libano" Quattro diplomatici iraniani sarebbero stati uccisi in un attacco israeliano su un hotel di Beirut nella giornata di domenica. Lo scrive al Jazeera citando il quotidiano iraniano Nour News. L'ambasciatore iraniano presso le le Nazioni Unite, Amir-Saeid Iravani, avrebbe inviato una lettera in merito in cui definisce l'aggressione come "un deliberato attacco terroristico". Ore 18.14 - Spari contro consolato Usa a Toronto Colpi d'arma da fuoco sono stati esplosi nella notte contro il consolato degli Stati Uniti a Toronto, in quello che le autorità canadesi definiscono un possibile "incidente di sicurezza nazionale". Secondo la polizia cittadina e la Royal Canadian Mounted Police (Rcmp), gli spari sarebbero stati esplosi intorno alle 4.30 del mattino. Nessuno è rimasto ferito, anche se all'interno dell'edificio - rigidamente sorvegliato - si trovavano diverse persone. Secondo quanto riferito dal Toronto Star, gli investigatori stanno cercando due sospetti arrivati davanti al consolato a bordo di una Honda CR-V bianca: i due uomini sarebbero scesi dal veicolo e avrebbero sparato contro l'edificio con quella che appare una pistola, prima di fuggire. L'indagine, condotta con il supporto dell'Fbi statunitense, non ha ancora chiarito né il movente né se l'episodio sia collegato al conflitto in corso tra Stati Uniti e IRAN. Nel frattempo le autorità hanno rafforzato le misure di sicurezza attorno alle sedi diplomatiche statunitensi e israeliane a Toronto e alle ambasciate nella capitale Ottawa. Il premier dell'Ontario, Doug Ford, ha condannato l'accaduto definendolo "un atto di violenza e intimidazione assolutamente inaccettabile contro i nostri amici e vicini americani". Ore 18.09 -La nave britannica Dragon è salpata per il Mediterraneo La Hms Dragon, un cacciatorpediniere britannico di ultima generazione, ha lasciato dopo vari giorni di rinvii la base della Royal Navy a Portsmouth, nel sud dell'Inghilterra, alla volta del Mediterraneo orientale per difendere l'isola di Cipro presa di mira dall'Iranin seguito agli attacchi di Usa e Israele contro Teheran. La Dragon era stata al centro di polemiche contro il governo laburista del premier Keir Starmer per l'impreparazione militare mostrata del Regno Unito, rispetto ad altri Paesi alleati che avevano inviato le loro navi in tempi rapidi. Ore 17.32 - Witkoff: "Se iraniani vogliono parlare, Trump è disposto ad ascoltare" "Risolveremo la situazione in un modo nell'altro, quindi vediamo se gli iraniani vogliano parlare. Se lo fanno, sono sicuro che il presidente sarebbe disposto ad ascoltarli". Lo ha detto a Cnbc l'inviato speciale di Donald Trump, Steve Witkoff. "Ma al momento conta solo la pace attraverso la forza - ha aggiunto - Gente come gli iraniani capisce solo una cosa: un'alternativa peggiore se non fanno come chiede il presidente Trump". Ore 17.20 - Telefonata fra Putin e Pezeshkian: "A favore di rapida de-escalation" Il presidente russo Vladimir Putin ha parlato telefonicamente con il suo omologo iraniano, Masoud Pezeshkian. Lo ha reso noto il Cremlino. I due leader si erano già sentiti lo scorso 6 marzo. Nel corso dell'attuale conversazione- si legge in una nota riportata dalla Tass - "è proseguita la discussione sulla situazione in Medioriente in relazione all'aggressione israelo-americana contro l'Iran". "Il presidente russo ha ribadito la sua posizione di principio a favore di una rapida de-escalation del conflitto e della sua risoluzione attraverso mezzi politici", ha riferito l'ufficio stampa del Cremlino. Ore 16.43- Aie, riunione straordinaria sulle scorte strategiche di petrolio L'Agenzia Internazionale per l'Energia (Aie) ha convocato una "riunione straordinaria" dei suoi governi membri per valutare una possibile "decisione" sull'utilizzo delle riserve strategiche per arginare l'impennata dei prezzi del petrolio: lo annuncia il direttore esecutivo, Fatih Birol. La riunione, che segue una quella dei ministri dell'energia del G7 su iniziativa della Francia, "valuterà l'attuale stato di sicurezza dell'approvvigionamento e le condizioni di mercato, al fine di orientare una successiva decisione sul possibile rilascio sul mercato delle riserve di emergenza dei paesi dell'Aie", conclude Birol in una nota. Ore 16.33 - Media: ucciso il capo delle forze paramilitari iraniane Basij Asadollah Badfar, capo delle forze paramilitari Basij presso lo stato maggiore delle forze armate iraniane, è stato ucciso in un attacco nell'operazione congiunta Usa-Israele contro la Repubblica islamica. Lo conferma Iran International, rimarcando che la morte non è stata annunciata ufficialmente dalle autorità di Teheran ma ieri si è tenuto il suo funerale a Qom. Ore 16.20 - Iran: "30 arresti con l'accusa di spionaggio tra cui uno straniero" Il ministero dell'Intelligence iraniano ha annunciato oggi l'arresto di 30 persone accusate di spionaggio, tra cui uno straniero. Lo straniero, la cui nazionalità non è stata rivelata, "stava svolgendo attività di spionaggio per conto di due paesi del Golfo Persico in nome del nemico americano-sionista" ed è stato arrestato nel nord-est dell'Iran, ha affermato il ministero in una nota pubblicata dal portale di notizie online della magistratura Mizan. Ore 16.05 - Qatar: "Con attacchi a nostri siti gravi conseguenze a livello mondiale" Il Qatar mette in guardia le parti del conflitto iraniano contro attacchi a siti civili e infrastrutture energetiche. “Questa regione non può sopportare questo tipo di attacchi alle sue strutture", ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri, Majed Al-Ansari, citato da Times of Israel. “Vedremo una catastrofe umanitaria. Abbiamo visto questo tipo di attacchi da entrambe le parti del Golfo", ha aggiunto, indicando sia l’Iran sia gli Stati Uniti e Israele. “Gli attacchi alle infrastrutture energetiche, che si sono verificati anch’essi da entrambe le parti, costituiscono un pericoloso precedente. Quello che sta accadendo in questo momento avrà gravi conseguenze per l’economia internazionale", ha avvertito Ansari. Ore 15.23 - "Gb-Italia-Germania lavorano a opzioni per proteggere navi a Hormuz" "Lavorare insieme a una serie di opzioni per proteggere le navi commerciali nello Stretto di Hormuz, in risposta alle crescenti minacce dell'Iran". È quanto hanno concordato in telefonate separate i leader d'Italia, Regno Unito e Germania, Giorgia Meloni, Keir Starmer e Friedrich Merz, di cui dà conto Downing Street. È stata inoltre sottolineata "l'importanza vitale della libertà di navigazione" e concordato uno stretto coordinamento nei prossimi giorni. Le telefonate sono avvenute nella tarda serata di ieri e hanno riguardato l'attuale situazione nel Medio Oriente a fronte del conflitto iniziato dopo gli attacchi di Usa e Israele contro l'Iran. Il portavoce del premier Starmer ha ribadito oggi che Londra sta "lavorando a stretto contatto" coi Paesi alleati sulle opzioni a sostegno della navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz "mentre il quadro delle minacce evolve", ma senza entrare nel merito delle misure a cui si sta pensando. Ore 14.35 -Merz, "Usa e Israele non hanno un piano per concludere il conflitto" Il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, ha criticato la condotta del conflitto in Iran da parte di Stati Uniti e Israele. "Pur condividendo molti degli obiettivi di entrambi i Paesi, sono preoccupato per il fatto che apparentemente non esista un piano comune su come questa guerra possa essere risolta in modo rapido e convincente", ha affermato Merz a margine di un incontro con il premier ceco Andrej Babis a Berlino. Allo stesso tempo, il cancelliere ha invitato l'Iran a "porre immediatamente fine ai suoi attacchi indiscriminati contro gli Stati della regione". Ore 13.59 - Pezeshkian a Erdogan, "Non abbiamo lanciato noi i missili" L'Iran ha negato di avere lanciato missili contro la Turchia. Il presidente Massoud Pezeshkian lo ha assicurato al suo omologo turco, Recep Tayyp Erdogan durante una telefonata. Lo riferisce l'agenzia Tasnim. "Durante la conversazione, il presidente iraniano ha respinto le accuse diffuse da alcuni media secondo cui l'Iran ha lanciato attacchi missilistici contro la Turchia", si legge in una nota ufficiale. Pezeshkian ha proposto di formare un team congiunto per esaminare le accuse, "per impedire che la propaganda ostile influenzi le relazioni tra i due paesi". Ore 13.25 - "Questo non è il 2003.Non molleremo" In Iran "stiamo vincendo. Non molleremo fino a quando il nemico non sarà completamente sconfitto. Questo non è il 2003". Lo ha detto il capo del Pentagono Pete Hegseth. Ore 13.21 - "Oggi il giorno degli attacchi piùintensi" Oggi "saràil giorno di attacchi piùintensi" contro l'Iran dall'inizio della guerra, il 28 febbraio. "Il maggior numero di caccia, bombardieri e attacchi", ha dichiarato il Segretario Hegseth durante la conferenza stampa al Pentagono. Ore 13.15 - "Gli Usa stanno vincendo la guerra, Teheran è rimasta sola" Gli Stati Uniti "stanno vincendo" la guerra contro l'Iran, dove una bomba nucleare non saràmai consentita dal presidente americano Donald Trump. Lo ha detto Pete Hegseth, il segretario americano alla Difesa, durante una conferenza stampa al Pentagono. Secondo lui l'Iran "èrimasto solo e sta perdendo malamente". Per Hegseth "i vicini dell'Iran e, in alcuni casi, ex alleati nel Golfo li hanno abbandonati e i suoi proxy (gli Houti, Hezbollah, Hamas) sono distrutti, inefficaci o messi da parte". Il capo del Pentagono ha promesso che "non ci arrenderemo finchéil nemico non saràcompletamente e totalmente sconfitto". Ore 12.41 - Trump, "potrebbe essere possibile tornare a parlare" Trumpha detto al corrispondente di Fox News che "potrebbe essere possibile parlare" con gli iraniani. "Se ci pensi bene, in un certo senso non dobbiamo piùparlare, ma èpossibile", ha affermato. Ore 12.24 - "Non credo Mojtaba Khamenei possa vivere in pace" Il presidente americano, Donald Trump, parlando con il corrispondente di Fox News ha ribadito di "non essere felice" della nomina di Mojtaba Khamenei a Guida suprema dell'Iran e ha aggiunto: "Non credo possa vivere in pace". Ore 11.55 -Ohana a Qalibaf, "Vi si offre solo resa incondizionata" "Tutto ciòche vi èstato offerto èla resa incondizionata". Cosi' ha risposto, in persiano, Amir Ohana, presidente del Parlamento israeliano, al suo omologo iraniano Mohammad Baqer Qalibaf, dopo che quest'ultimo aveva negato che la Repubblica islamica stia cercando un cessate il fuoco. "Crediamo che l'aggressore debba essere colpito in faccia affinchéimpari la lezione e non pensi mai piùdi attaccare il nostro amato Iran", ha scritto Qalibaf in un post su X, provocando la reazione di Ohana. Ore 11.34 - Turchia, "violazione dello spazio aereo inammissibile" Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha comunicato all'omologo iraniano Abbas Araghchi che la violazione dello spazio aereo turco è inaccettabile e che Ankara adotterà misure di risposta. Lo ha riferito una fonte del ministero degli Esteri turco citata dai media russi. Secondo la fonte, nel corso di una conversazione tra i due capi della diplomazia Fidan ha sottolineato che la violazione dello spazio aereo turco è inaccettabile e che la Turchia continuerà a prendere tutte le misure necessarie in risposta. Secondo la stessa fonte, Araghchi ha assicurato a Fidan che Teheran condurrà un'indagine approfondita sull'abbattimento del missile avvenuto sopra il territorio turco. Ore 11.29 - Peskov, "pronti a contribuire a ridurre le tensioni" Mosca è pronta e disposta a contribuire ad allentare le tensioni in Medio Oriente, dove continua la guerra all'Iran, giunta al suo 11mo giorno. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, secondo cui "la Russia è pronta a fornire assistenza al meglio delle sue capacità e sarà lieta di farlo". "Ma - ha aggiunto - sapete che questo richiede un'ampia comprensione e un ampio accordo, quindi dovremo avere un po' di pazienza". Il portavoce ha ricordato che il presidente Vladimir Putin ha in precedenza proposto opzioni di mediazione russa che potrebbero contribuire a ridurre le tensioni in Medio Oriente. "Fin dall'inizio di questa situazione, ancor prima dell'inizio della fase militare, Putin ha proposto diverse opzioni per la nostra mediazione e i nostri buoni uffici, che potrebbero contribuire a ridurre le tensioni. Molte di queste proposte sono ancora sul tavolo, come ha effettivamente affermato il presidente ieri", ha detto Peskov. (Pap/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 10-MAR-26 11:45 NNNN Ore 11.10 - "Petroliera esplode al largo di Abu Dhabi" Una petroliera èesplosa al largo di Abu Dhabi. Lo riferisce il Tehran Times. Ore 10.37 - Teheran a Von der Leyen: "Ipocrita. Suo silenzio complice" L'Iran ha duramente criticato la presidente della commissione europea, Ursula Von der Leyen, per un post pubblicato ieri su X in cui esprimeva solidarietàagli iraniani e ai paesi del Golfo. "Per favore, risparmiate l'ipocrisia. Avete costruito la vostra carriera stando dalla parte sbagliata della storia, dando il via libera all'occupazione, al genocidio e alle atrocità, e ora riciclando i crimini di aggressione e i crimini di guerra commessi da Stati Uniti e Israele contro gli iraniani", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei. "Dov'era la sua voce quando piùdi 165 innocenti piccoli angeli iraniani sono stati massacrati nella cittàdi Minab? Perchénon dice nulla quando ospedali, siti storici, impianti petroliferi, sedi diplomatiche di polizia, stazioni dei vigili del fuoco e quartieri residenziali vengono presi di mira in modo spietato?", ha incalzato. "Il silenzio di fronte all'illegalitàe all'atrocitànon èaltro che complicità", ha insistito. "Scorra le risposte sotto il suo post e scopriràcosa pensa veramente la gente del suo 'insabbiamento dei crimini", ha aggiunto. Ore 10.11 - Macron convoca nuovo Consiglio Difesa oggi alle 18:30 Il presidente Emmanuel Macron ha convocato una nuova riunione del Consiglio di Difesa e Sicurezza Nazionale questa sera alle 18:30 "sulla situazione in Iran e in Medio Oriente". Lo ha annunciato l'Eliseo, all'indomani della visita di Macron a Cipro e alla portaerei Charles de Gaulle nel Mediterraneo orientale. Il presidente francese ha giàtenuto una serie di riunioni di crisi dall'inizio del conflitto, innescato il 28 febbraio dagli attacchi israeliani e americani contro l'Iran. Ore 9.51 - Il premier iracheno a Rubio, "Non usate il nostro Paese come base per attacchi" Il primo ministro iracheno Mohammed Shia Sabbar Al Sudani ha detto al segretario di Stato statunitense Marco Rubio che l’Iraq non dovrebbe essere utilizzato come trampolino di lancio per attacchi nella guerra in Medioriente. Lo riporta Al Jazeera citando l'ufficio stampa del premier. Al Sudani ha sottolineato, in una telefonata con Rubio, "l’importanza di garantire che lo spazio aereo, il territorio e le acque irachene non vengano utilizzati per alcuna azione militare diretta contro i paesi vicini o la regione". Al Sudani ha respinto "qualsiasi tentativo di trascinare il paese nei conflitti in corso”, così come “le violazioni del suo spazio aereo da parte di qualsiasi soggetto". Ore 9.25 - La Turchia schiera il sistema di difesa aereo Patriot Un sistema di difesa aerea Patriot è stato schierato a Malatya, nell'area sud-orientale della Turchia. Lo ha annunciato il ministero della Difesa turco in un comunicato. "Le Forze armate turche sono pienamente impegnate a garantire la sicurezza del nostro Paese e dei nostri cittadini. Alla luce dei recenti sviluppi nella nostra regione, stiamo adottando le misure necessarie per proteggere i nostri confini e il nostro spazio aereo, e stiamo tenendo consultazioni con la Nato e i nostri alleati. Oltre alle misure nazionali che abbiamo adottato, la Nato ha potenziato le sue misure di difesa aerea e missilistica. In questo contesto, un sistema Patriot è stato schierato a Malatya per supportare la protezione del nostro spazio aereo", si legge nel comunicato. Il ministero turco ha sottolineato che, mantenendo le capacitàdi difesa e sicurezza "al massimo livello", il Paese "continueràa valutare gli sviluppi nella cooperazione e nelle consultazioni con la Nato e gli alleati", nonche' "a impegnarsi per la pace e la stabilita' regionale". Ore 8.28 - "Colpito albergo Manama che ospitava militari Usa" L'Iran ha confermato di aver colpito un albergo di Manama, in Bahrein, che ospitava militari americani. Il Tehran Times ha pubblicato il video del bombardamento con un drone e dell'incendio divampato nell'edificio. Ore 8.01 - Pasdaran, colpita base militare Usa nel Kurdistan iracheno Il corpo delle guardie della rivoluzione islamica ha annunciato di aver colpito il quartier generale dell'esercito statunitense presso la base aerea di Harir a Erbil, nel Kurdistan iracheno. E' quanto si legge in una nota dei Pasdaran, ripresa da Al Jazeera, secondo cui il sito è stato preso di mira con cinque missili. Ore 7.31 - Iran, "non consentiremo export petrolio finché c'è la guerra" "L'Iran non permetterà l'esportazione di nemmeno un litro di petrolio dalla regione fino a nuovo avviso al nemico ostile e ai suoi partner, finché continuerà l'aggressione degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran e le sue infrastrutture civili": lo ha detto il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie Mohammad Ali Naeini. Riferendosi alle dichiarazioni del presidente Donald Trump, secondo cui la potenza militare dell'Iran è diminuita, Naeini ha affermato che sono le forze statunitensi a indebolirsi. "Ora, gli americani cercano una fine onorevole della guerra, poiché tutte le loro infrastrutture militari sono state distrutte nella regione del Golfo Persico", ha aggiunto, citato da Tasnim. Ore 6.53 - Il consigliere di Khamenei:"Non c'è più spazio per la diplomazia con gli Usa" L'Irannon vede più alcun margine per una soluzione diplomatica alle ostilità con gli Stati Uniti e si prepara a un conflitto di lunga durata. Lo ha dichiarato Kamal Kharazi, consigliere per la politica estera della Guida suprema iraniana, in un'intervista concessa all'emittente televisiva statunitense Cnn. "Non vedo piùspazio per la diplomazia", ha affermato Kharazi, accusando il presidente statunitense Donald Trump di "aver ingannato gli interlocutori e non aver mantenuto le promesse" durante precedenti negoziati. Ore 6.34 - Nuovo attacco dall'Iranverso gli Emirati arabi Gli Emirati Arabi Uniti hanno dovuto affrontare un nuovo attacco da parte di droni e missili iraniani, nell'undicesimo giorno del conflitto in Medio Oriente, ha comunicato il ministero della Difesa, stando a quanto riporta Afp. "Le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti stanno attualmente rispondendo alle minacce missilistiche e di droni provenienti dall'Iran", ha scritto il ministero su X. Ore 6.13 - Trump, "Iran colpito 20 volte più forte se ferma il flusso di petrolio" "Se l'Iranfacesse qualcosa che fermasse il flusso di petrolio nello Stretto di Hormuz, verrebbe colpito dagli Stati Uniti d'America venti volte piùforte di quanto non sia stato colpito finora". Lo scrive il presidente Usa Donald Trump su Truth, aggiungendo che "inoltre, elimineremo obiettivi facilmente distruggibili che renderebbero virtualmente impossibile per l'Iranricostruirsi, come nazione, di nuovo, morte, fuoco e furia regnerebbero su di loro, ma spero, e prego, che ciònon accada! Questo è un regalo degli Stati Uniti d'America alla Cina e a tutte quelle nazioni che sfruttano intensamente lo Stretto di Hormuz. Spero - conclude - che sia un gesto che saràmolto apprezzato". Ore 5.45 - I Pasdaran: "Saremo noi a decidere la fine della guerra" I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno affermato che "decideranno la fine della guerra", in risposta a Donald Trump che aveva dichiarato che la guerra contro l'Iransarebbe "finita presto". "Saremo noi a decidere la fine della guerra - ha dichiarato il portavoce dei Pasdaran in un comunicato pubblicato da diversi media iraniani - l'equilibrio e il futuro status della regione sono ora nelle mani delle nostre forze armate. Le forze americane non porranno fine alla guerra". Ore 5.20 -Australia, schierati aereo sorveglianza e missili per il Golfo L’Australia invierà un aereo da sorveglianza E-7A Wedgetail e circa 85 militari per quattro settimane per contribuire a proteggere lo spazio aereo del Golfo. Lo ha annunciato martedì il primo ministro Anthony Albanese.Il governo australiano fornirà inoltre agli Emirati Arabi Uniti “missili aerei avanzati a medio raggio” su richiesta del Paese. Albanese ha precisato che la misura è finalizzata esclusivamente alla difesa dello spazio aereo, mentre il ministro della Difesa, Richard Marles, ha sottolineato l’esigenza di proteggere decine di migliaia di australiani residenti nella regione.
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