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Iran, la guerra nel Golfo in diretta. Trump: "Il piano europeo per riaprire Hormuz? Molto triste"
15-04-2026, 14:24
"Penso che sia quasi finita. Voglio dire, la considero molto vicina alla fine". Lo ha detto, in merito alla guerra in Iran, Donald Trump in un'intervista a Fox News, come riferisce su X Maria Bartiromo, che ha intervistato il presidente. "Se me ne andassi adesso, ci vorrebbero 20 anni per ricostruire quel paese. E non abbiamo ancora finito. Vedremo cosa succederà. Credo che vogliano a tutti i costi raggiungere un accordo", ha aggiunto Trump. Di seguito, le principali notizie della giornata sulla guerra nel Golfo: Capo di Stato maggiore pachistano a Teheran per consegnare messaggio Usa Il capo di Stato maggiore dell'esercito pachistano, Asim Munir, è a Teheran per consegnare un nuovo messaggio degli Stati Uniti e pianificare un secondo round di colloqui tra le parti. Lo riferisce Press Tv. Starmer: “Non cedo a minacce Trump, non è nostra guerra” "La mia posizione sulla guerra con l'Iran è stata chiara fin dall'inizio: non ci faremo trascinare in questa guerra. Non è la nostra guerra". Così il primo ministro britannico Keir Starmer, durante il question time ai Comuni. Replicando a una domanda del leader dei Liberaldemocratici Ed Davey, che ha citato le minacce di Donald Trump di stracciare l'accordo commerciale con il Regno Unito a causa della posizione del governo britannico sulla guerra, Starmer ha ribadito la posizione di Londra. "Non è la nostra guerra - ha detto il premier britannico - e ho subito molte pressioni affinché intraprendessi una strada diversa, e tra queste pressioni rientrava anche quanto accaduto la scorsa notte", ha aggiunto riferendosi alle parole di Trump. "Non cambierò idea. Non cederò. Non è nel nostro interesse nazionale entrare in questa guerra, e non lo faremo", ha aggiunto. Trump: “Cina è felice che sto aprendo in modo permanente Hormuz” "La Cina è molto felice che io stia aprendo permanentemente lo Stretto di Hormuz. Lo sto facendo per loro, e per il mondo". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth, sottolineando che il presidente Xi Jinping "mi darà un grande abbraccio quando arriverò fra qualche settimana". Trump: “Piano europeo per riaprire Hormuz? Molto triste” Il presidente americano Donald Trump ha definito "molto triste" il presunto piano europeo per riaprire lo Stretto di Hormuz senza il coinvolgimento degli Stati Uniti, rivelato in anteprima dal Wall Street Journal. "Lo Stretto di Hormuz si sta già riaprendo, ci sono navi che entrano ed escono - ha detto a Fox News - Ma come si fa a stare con un gruppo di Paesi con quest'atteggiamento? Guardate alla Groenlandia: ci serviva per proteggere il mondo dalla Russia e la Cina". Il presidente francese Emmanuel Macron e il premier britannico Keir Starmer presiederanno venerdì a Parigi una conferenza dei paesi "non belligeranti" desiderosi di "ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz". Armi cinesi all'Iran, Trumpscrivea Xi - Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato di aver scambiato lettere con l'omologo della Cina, Xi Jinping, sul presunto ruolo di Pechino nei rifornimenti di armi all'Iran. Lo ha detto in un'intervista alla rete televisiva "Fox Business" che verràtrasmessa oggi, 15 aprile. "Ho sentito dire che la Cina stava fornendo armi all'Iran", ha spiegato Trump, aggiungendo di aver scritto a Xi e di aver ricevuto una risposta. Il presidente statunitense non ha precisato quando sia avvenuto lo scambio epistolare. Pechino ha negato le indiscrezioni su una fornitura di armi e tecnologia militare a Teheran. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, ha dichiarato questa settimana che la Cina adotta sempre un atteggiamento prudente e responsabile nell'esportazione di materiale militare, esercitando un controllo rigoroso in conformitàcon le proprie leggi sul controllo delle esportazioni e con gli obblighi internazionali. "Molto possibile che la guerra termini entro aprile" - "È possibile, molto possibile, li abbiamo pesantemente battuti". Così Donald Trumpha risposto in un'intervista telefonica con Sky News alla domanda se sia possibile raggiungere un accordo che metta fine al conflitto con l'Iran prima della visita di Re Carlo negli Stati Uniti, dal 27 al 30 aprileprossimi. "Gli Usa invieranno circa 10mila soldati" - Gli Stati Uniti stanno inviando circa 10.000 militari e diverse navi da guerra in Medio Oriente per aumentare la pressione sull'Iran. Lo hanno rivelato al Washington Post funzionari americani, secondo cui la mossa rappresenta il cuore della nuova strategia dell'amministrazione guidata da Donald Trump, che rafforza la propria presenza nella regione mentre restano in bilico i negoziati con Teheran. Il dispiegamento - che include portaerei e unità dei Marines - si aggiunge ai circa 50.000 soldati statunitensi già operativi nell'area, offrendo a Washington più opzioni in caso di fallimento delle trattative, inclusi possibili attacchi o persino operazioni di terra. Tra le forze in arrivo - scrive il quotidiano - figurano circa 6.000 uomini a bordo della portaerei Uss George H.W. Bush e del suo gruppo navale, oltre a circa 4.200 militari del Boxer Amphibious Ready Group con l'11ª Marine Expeditionary Unit. Il rafforzamento militare coincide con la scadenza, prevista per il 22 aprile, della fragile tregua di due settimane e si integra con le unità già presenti, tra cui le portaerei Uss Abraham Lincoln e Uss Gerald R. Ford. Hormuz, "8petroliere legate all'Iran costrette a invertire la rotta" - La Marina degli Stati Uniti ha costretto otto petroliere legate all'Iran a invertire la rotta dal 13 aprile, dato in cui e' entrato in vigore il blocco navale imposto da Washington nello Stretto di Hormuz. Lo riferisce il "Wall Street Journal", precisando che unita' della Marina Usa hanno contattato via radio le imbarcazioni in entrata e in uscita dai porti iraniani, ordinando loro di fare marcia indietro. Tutte le petroliere hanno rispettato le istruzioni e non si e' reso necessario alcun abbordaggio, aggiunge il quotidiano. Centcom, blocco navale completamento attuato in 36 ore - Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha affermato che il blocco navale contro l'Iran è stato "completamente attuato" entro 36 ore dal suo avvio. Lo si legge in un post su X che cita il capo Brad Cooper. Le forze armate statunitensi hanno assicurato di aver bloccato completamente gli scambi commerciali via mare tra l'Iran e altri Paesi attraverso un blocco navale, dichiarando di aver raggiunto la "superioritàmarittima" in Medio Oriente. Mosca offre aiuto all'Iran nella crisi energetica causata dalla guerra -La Russia è pronta a "compensare" il deficit energetico subito da molti Paesi a causa della guerra in Medio Oriente, ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov durante la sua visita odierna a Pechino. "La Russia può senza dubbio compensare il deficit di risorse che si è creato, sia per la Repubblica Popolare Cinese sia per tutti i Paesi disposti a collaborare con noi in modo equo e reciprocamente vantaggioso", ha affermato Lavrov in una conferenza stampa separata dal suo incontro con il presidente cinese Xi Jinping. FT, "satellite spia cinese per attacchi contro basi Usa" - Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) ha utilizzato un satellite di fabbricazione cinese per coordinare attacchi di precisione contro basi aeree americane in Medio Oriente e infrastrutture civili. Lo rivela un'inchiesta del Financial Times, sottolineando che i Pasdaran hanno compiuto un importante passo avanti nelle sue capacita' di attacco regionale, impiegando segretamente un satellite spia di Pechino per orchestrare attacchi contro installazioni militari statunitensi nel conflitto in corso. Il satellite, identificato come TEE-01B, sarebbe stato trasferito alla Forza Aerospaziale dell'Irgc attraverso un sofisticato schema di "consegna in orbita" dopo il suo lancio avvenuto alla fine del 2024 dal suolo cinese.
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