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Islam, "i capelli delle donne": l'ultima vergogna Ue, quanti soldi buttiamo
Oggi 16-01-26, 02:53
"Un milione e 600mila euro di fondi europei per un progetto di ricerca sui capelli delle donne musulmane". Questo è solo un rivolo degli euro-sprechi messi neri su bianco da Silvia Sardone,vicesegretario ed europarlamentare della Lega, da sempre in prima fila sia contro l'immigrazione incontrollata sia contro le derive woke e i progressivi cedimenti culturali di fronte all'Islam estremo. "Ho scoperto che Bruxelles sta buttando via quasi due milioni di euro dei contribuenti per studiare 'capelli, identità, bellezza e identitàpersonale nel contesto musulmano: paesaggi emotivi e femminilitàin evoluzione oltre il velo", scrive la Sardone in una nota. "Un progetto portato avanti dall'Universitàdi Gent in Belgio che analizza come i capelli delle donne musulmane influenzino la vita quotidiana. E' l'ennesima dimostrazione della distanza siderale tra le prioritàdei cittadini europei e le ossessioni ideologiche della Commissione europea" continua la leghista. "Spulciando i finanziamenti dell'Unione Europea emerge uno scandalo dopo l'altro: quasi 3 milioni di euro per progetti dai titoli eloquenti come 'Alleanze sostenibili contro l'odio anti-musulmano', 'Un modello verso una cultura non discriminatoria', 'Segnalazione e documentazione del razzismo anti-musulmano'. In Italia èstato finanziato perfino un progetto per 'affrontare la sottovalutazione dei discorsi di incitamento all'odio contro le donne musulmane'". In pratica, incalza la leghista, "soldi pubblici dati ad associazioni e realtàuniversitarie per dirci cosa possiamo o non possiamo dire sull'islamismo e sull'immigrazione, trasformando ogni legittima critica in odio e mettendo sotto accusa la libertàdi espressione. Tra l'altro nulla viene fatto per l'odio anti-cristiano che è in crescita in tutto il mondo". "Da tempo denuncio questi sprechi: in passato ho segnalato i 10 milioni destinati a progetti universitari sul cosiddetto Corano europeo e i 17 milioni per iniziative legate all'islam, alla sharia, alla cultura e alle tradizioni islamiche. Basta con questa sudditanza culturale- conclude -. Le prioritàdevono essere il sostegno alle famiglie, la sicurezza dei cittadini, la competitivitàdelle imprese, non i progetti sui capelli oltre il velo e le campagne per zittire chi difende l'identitàeuropea. E' ora di dire stop a questa follia ideologica pro-Islam finanziata con i soldi dei contribuenti".
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