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Jannik Sinner? "Idioti, non andrà da nessuna parte": chi è il "fesso" del decennio
Oggi 30-11-25, 09:31
Quando Steve Johnson, sconfitto e incredulo, pronunciò una frase destinata a tormentarlo per anni – "questo qui non andrà da nessuna parte"– non poteva immaginare quanto clamorosamente si sarebbe sbagliato. È il 2019, Roma, e Jannik Sinner è solo un ragazzino, magro e dall'aspetto curioso, il suo ranking è 262 del mondo. Oggi, sei anni dopo, è il super-campione che tutti conosciamo. Ma torniamo a quel match che Johnson ha deciso di raccontare per la prima volta nei dettagli. Il 12 maggio di quell’anno, grazie a una wild card, Sinner aveva ottenuto l’accesso al tabellone principale degli Internazionali d’Italia. Sul Centrale, contro lo statunitense, sembrava destinato a sconfitta sicura. Nel set decisivo era sotto 2-5, ma riuscì a ribaltare il punteggio e a vincere. Un incontro che per molti fu solo una sorpresa da copertina, ma che per Johnson si trasformò in una piccola ferita sportiva difficile da archiviare. L’ex tennista americano è tornato su quella giornata nel podcast Nothing Major, ospite di John Isner, Sam Querrey e Jack Sock, rivelando tutto ciò che quella partita ha comportato: "Non so se vi sia mai capitato: giochi contro una wild card locale o un ragazzino di casa e provi sensazioni diverse. Entro in campo e questo ragazzo è tipo 1,90 per 50 chili, super magro, e ti viene da pensare: Oh, potrebbe finire male. Devi vincere, ok?Perché sarebbe una figuraccia sul Centrale. Le aspettative non riguardavano solo la classifica o l’esperienza, era una questione di orgoglio. Arriva il terzo set e penso: Ti prego, vinci. Devi vincere, trova un modo. Ho servito per il match, ho avuto match point, e poi ho perso 7-5. Quella sconfitta non fu una semplice eliminazione al primo turno", ammette Johnson. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:45196383]] Lo statunitense non nasconde quanto quella partita lo avesse scosso: "Dopo il match ho chiamato il mio agente e gli ho detto: Ho appena perso contro questo ragazzino, è terribile. Giuro che smetto di giocare a tennis. Ho parlato con un paio di altri coach, e loro mi hanno detto: Aspetta un po’. Questo ragazzo sarà fortissimo. Gli dico: Siete degli idioti, questo qui non andrà da nessuna parte. Avrà una sola vittoria, ed è contro di me. Non cambierà mai. Non sapevo che quattro anni dopo avrebbe vinto il suo primo Slam e sarebbe diventato il n. 1 del mondo”, ammette. Già, mai valutazione fu più errata... [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:45193979]]
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