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La Spezia, la sinistra falce e coltello: chi (e perché) dice no al giro di vite
Ieri 17-01-26, 14:22
«Una tragedia che colpisce l’intero Paese», la definisce il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara. La morte del 18enne accoltellato a morte da un compagno tra le mura dell’istituto “Chiodo-Einaudi” di La Spezia investe la politica come un tornado. «È una di quelle notizie che non vorremmo mai sentire. Non possiamo che esprimere il più sincero cordoglio, a nome nostro e di tutta La Regione, alla famiglia e agli amici della giovanissima vittima di questa insensata tragedia», dice il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci. C’è commozione ma anche rabbia. «Sconvolgente, doloroso, assurdo. Troppa violenza, troppi coltelli anche tra i giovanissimi. Nel pacchetto sicurezza abbiamo già previsto una stretta contro le lame, ma oltre alla legge servono prevenzione ed educazione. Tolleranza sottozero con i violenti di ogni razza e colore», attacca il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini. «Una tragedia ingiustificata che ha motivi culturali inaccettabili. Noi istituzioni dobbiamo fare di più, ma di fronte a questi comportamenti diventa difficile», spiega il sindaco della città ligure, Pierluigi Peracchini. Il nuovo pacchetto sicurezza del governo, che prevede una stretta proprio sul porto delle lame, è atteso quasi con ansia specie dopo quest’ultimo fatto: «Sono assolutamente favorevole, anzi sarei più drastico perché la situazione sta sfuggendo di mano. Metal detector a scuola? Sarebbe anche giusto. Purtroppo c’è una cultura nell’uso di questi coltelli che è veramente inaccettabile. Siamo una città con 20mila stranieri su quasi 100mila abitanti. Tutti lavorano. Ma è chiaro che l’uso dei coltelli arriva solo in certe etnie», commenta il sindaco. Eppure, per il Pd, la stretta securitaria del governo non serve praticamente a nulla. «Ancora coltellate, in una scuola a La Spezia. Ci poniamo il tema come comunità? Oppure ci facciamo bastare l’ennesimo, inutile pacchetto sicurezza per dire quanto siamo duri? È una tragedia. Sotto i nostri occhi. Ogni giorno», dice il senatore del Pd, Filippo Sensi. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:45884984]] DELIRI PROGRESSISTI «Naturalmente quello che viene in mente è l’esigenza di sicurezza, che ci sia una giusta punizione per chi ha commesso questo gravissimo atto di atrocità. Però io credo che bisogna anche interrogarsi sul perché. Al di là delle facili ricette, degli slogan ad effetto, al di là anche delle strumentalizzazioni: questa vicenda rischia di essere utilizzata anche in una discussione all’interno della maggioranza di governo sulle norme più utili per il contrasto al crimine», è il pensiero di Andrea Orlando, consigliere regionale dem in Liguria. E poi sentite i rossoverdi di Alleanza Verdi Sinistra. «Il fallimento del governo sul tema della violenza giovanile è sotto gli occhi di tutti. Dovrebbero fermarsi, valutare i risultati e pensare prima di scrivere nuovi decreti che come quelli vecchi contengono solo una lunga lista di nuovi reati. Abbiamo tante proposte, ma questo governo purtroppo non vuole discutere di come risolvere i problemi, perché pensa solo a fare una spiccia propaganda: a soffrire le conseguenze di questa incapacità è una intera generazione», spiega la deputata Elisabetta Piccolotti. «È molto cinico, come fa La Lega, strumentalizzare un gravissimo fatto di cronaca per giustificare l’arrivo di nuove norme restrittive. Se c’è una lezione che la destra dovrebbe imparare è che la repressione non garantisce sicurezza, per la quale occorrono azioni complesse e politiche sociali lontane dalle intenzioni di Meloni e Piantedosi», aggiunge il collega Filiberto Zaratti. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:45885033]] LE NUOVE NORME I coltelli facili, ormai un accessorio obbligatorio per maranza e affini, sono uno dei punti focali del nuovo “pacchetto sicurezza” varato dal governo. Cosa prevede? Le lame più lunghe di cinque centimetri saranno assolutamente vietate da tenere in tasca senza giustificato motivo. Le sanzioni penali prevedranno la reclusione fino a tre anni e se il reato avviene nei pressi di luoghi pubblici sensibili come banche, scuole, parchi e stazioni le pene vengono aumentate di un terzo. Non solo: saranno previste anche sanzioni accessorie, come la sospensione della patente e del passaporto, la revoca della licenza commerciale e l’inibizione al rilascio del permesso di soggiorno. Per i commercianti che tra i propri articoli hanno coltelli, ci sarà l’obbligo di tenere i registri delle vendite e il divieto totale di vendere lame ai minori (quelli sorpresi armati potranno essere arrestati in flagranza), anche tramite piattaforme online. Le sanzioni legate alla vendita non autorizzata possono raggiungere i 12.000 euro e includere la revoca della licenza. E pure le famiglie dei ragazzi dal coltello facile rischiano grosso: multe fino a mille euro se i figlioli se ne infischiano delle regole. Questione di responsabilità. Nella serata di ieri, il sottosegretario all’Interno, Nicola Molteni, ha annunciato che il nuovo pacchetto sarà «un decreto affinché se ne anticipi l’entrata in vigore». «Il pacchetto sicurezza intercetta questo disagio che oggi è il principale fenomeno di allarme sociale nelle nostre città», ha sottolineato.
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