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Lodi, due tossici massacrano macchinista: come lo hanno ridotto
Ieri 10-01-26, 13:38
Preoccupazione tra i sindacati di categoria dopo l’ennesima aggressione nei confronti di un dipendente Trenord. Un’aggressione avvenuta solo poche ore dopo l’omicidio di Alessandro Ambrosio, il 34enne dipendente di Trenitalia colpito a morte da una coltellata vicino alla stazione di Bologna. Secondo quanto denunciato da Christian Colmegna, Segretario Regionale di FIT-CISL Lombardia, il 7 Gennaio 2026 verso le 15.35 un macchinista di Trenord in divisa è stato aggredito nella stazione di Lodi mentre era in attesa del treno diretto a Piacenza dove avrebbe dovuto prendere servizio poco dopo. «Il collega è stato avvicinato da due individui che all’apparenza sembravano essere dei tossicodipendenti in evidente stato di alterazione» spiega Colmegna. «Pochi istanti dopo sono arrivati gli insulti e il pugno in faccia». Il sindacalista racconta che a questo punto il macchinista ha contattato l’azienda che a sua volta ha allertato i soccorsi. «Si è reso necessario il trasporto al pronto soccorso in ambulanza» spiega Colmegna avvertendo che dopo questo «ennesimo e inaccettabile episodio» il sindacato valuterà le eventuali azioni da intraprendere. E infatti nella giornata di ieri FIT-CISL Lombardia, in accordo con altre sigle sindacali tra le quali UGL Ferrovieri e FIT-CGIL, ha diramato un comunicato stampa intitolato “Trenord: la sicurezza non è uno slogan ma un obbligo contrattuale”. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:45768549]] Nel testo si chiede in particolare di attivare subito il piano di sicurezza previsto dal contratto di servizio 2023–2033 tra Regione Lombardia e Trenord. «Abbiamo scritto all’azienda e attendiamo una convocazione entro 5 giorni», interviene nuovamente Colmegna avvertendo che in caso contrario partiranno le così dette “procedure di raffreddamento”, parte integrante dell’iter che porta all’azione di sciopero vera e propria. Trenord dal canto suo fa sapere che la sicurezza è una priorità ma è una questione di controllo sociale e territoriale. E che le persone che arrivano a delinquere sul treno sono soggetti che spesso vivono in situazioni disagiate in prossimità delle stazioni. «Una condizione che permette loro di arrivare agevolmente sui convogli dove poi si verificano quegli episodi di aggressione al centro delle cronache» spiegano da Trenord sottolineando allo stesso tempo di collaborare con le prefetture, con le forze di pubblica sicurezza e con le istituzioni per cercare di trovare sempre nuove soluzioni. Trenord racconta di avere proposto nel 2023 un Protocollo di sicurezza, sottoscritto da tutte le Organizzazioni Sindacali. «Un testo per aumentare la sicurezza dei propri dipendenti e dei viaggiatori, in collaborazione con le Autorità di pubblica sicurezza», sottolineano dall’azienda. «Risultati tangibili già ottenuti grazie a questo Protocollo sono l’adozione dell’App Focal Point Security, che consente al personale di inviare in tempo reale segnalazioni al Focal Point Security attivo 24/7» continuano da Trenord parlando di «esperienza positiva diventata un modello di riferimento per il settore». «Sono stati anche previsti dei presìdi congiunti con le forze dell’ordine su linee e in stazioni mirate, mettendo in campo personale di Security, di assistenza e di bordo con coordinatori di Capitreno e macchinisti», dichiarano poi dalla sede di piazzale Cadorna sottolineando come si sia anche conclusa l’immissione in servizio dei nuovi treni dotati di sistemi di videosorveglianza evoluta. Un’emergenza quella delle aggressioni al personale delle ferrovie che riguarda anche le altre aziende. Come dimostra quanto accaduto lo scorso anno quando si sono registrate diverse aggressioni nei confronti dei dipendenti. Episodi come quello del 17 marzo quando a bordo di un treno partito da Piacenza un passeggero ha mandato al pronto soccorso un macchinista 31enne e un capotreno 26enne dipendenti di Ferrovie dello Stato dopo essersi rifiutato di pagare il biglietto. E mentre l’aggressore veniva fermato dai carabinieri all’interno del convoglio la corsa del treno era a sua volta cancellata. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:45753668]] Con la conseguenza che il binario rimaneva occupato provocando ritardi e variazioni d’orario anche per altri treni. Il 6 ottobre poi un capotreno e un macchinista in servizio sulla Milano Cadorna-Seveso venivano aggrediti da un numero imprecisato di persone mentre intorno alle 24.50 il convoglio si trovava nella stazione di Bovisio Masciago. Causa dell’incidente un banale alterco sull’apertura delle porte che però ha costretto i due impiegati Trenord a ricorrere alle cure dei medici all’ospedale di Desio. Senza contare poi che anche quando le forze dell’ordine intervengono rischiano di essere malmenati. Come alla stazione di Como Camerlata l’11 agosto. Il capotreno, durante un normale controllo, scopriva che un 28enne di origini straniere non aveva il biglietto e lo invitava a scendere. La reazione dell’uomo era stata da subito violenta tanto che dopo avere insultato il capotreno aveva preso a calci anche gli agenti della polizia di stato chiamati in soccorso ferendone uno al ginocchio.
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