s
Estero
Mariela Magallanes, "chi critica Trump non sa nulla": lezione alla sinistra
Ieri 04-01-26, 16:39
María Corina Machado, Nobel per la pace e leader dell’opposizione alla dittatura chavista, ha detto che è giunta l’ora della libertà, con una dichiarazione in cui afferma che il presidente Nicolás Maduro «da oggi in poi dovrà affrontare la giustizia internazionale per crimini atroci», invitando al contempo i cittadini a rimanere «vigili, attivi e organizzati» per avanzare verso una transizione democratica. I fatti venezuelani riguardano anche la politica italiana e a una cittadina sia venezuelana sia italiana abbiamo chiesto di chiarire cosa sta accadendo. Mariela Magallanes è un deputato dell’Assemblea Nazionale venezuelana che è dovuta fuggire nel nostro paese dopo essersi rifugiata nella nostra ambasciata a Caracas. Rappresentante dell’Assemblea Nazionale in Italia, è stata membro delle delegazioni dell’opposizione che hanno tentato col regime il negoziato per arrivare a quelle elezioni il cui risultato però poi Maduro non ha rispettato. Le abbiamo chiesto un commento sugli ultimi sviluppi in Venezuela, con l’operazione per cui Nicolás Maduro e la moglie sono stati arrestati e portati negli Stati Uniti. «La mattina del 3 gennaio ci siamo svegliati per informazioni che arrivavano direttamente dal Venezuela su esplosioni e anche altre situazioni che si stavano verificando. Nel trascorso della giornata, Trump ha informato prima che c’era stato un attacco militare alle basi militari del Venezuela; successivamente che avevano preso Nicolás Maduro con la moglie, e li avevano portati via. Il regime ha fatto un pronunciamento ufficiale in cui ha condannato questo attacco, lo ha denunciato alla comunità internazionale e ha esortato il popolo a scendere in strada per difendere la patria. Ma non ha risposto all’appello quasi nessuno. In questo momento in Venezuela c’è una calma tesa; la gente aspetta la possibile disarticolazione del regime di Nicolás Maduro». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:45691866]] Ma qual è l’atteggiamento dell’opposizione? «In un momento come questo, come opposizione stiamo cercando di essere molto cauti, anche per la responsabilità di quello che rappresentiamo. Cerchiamo di seguire quello che sta succedendo in questi momenti. In qualche modo questi sviluppi ce li aspettavamo, ma quello che è successo ora ci prende di sorpresa. Ovviamente, non è che avvisi prima di fare queste operazioni. Ma si possono dare avvertimenti e avvertimenti erano stati dati». Giorgia Meloni ha detto che è legittimo intervenire contro il narcotraffico. La sinistra ha criticato il blitz, pur con sfumature fra PD, ASV e M5s. «Deve essere chiaro che l’attacco degli Stati Uniti e dell’amministrazione Trump in Venezuela non è stato un attacco alla popolazione civile, ma un attacco diretto al regime di Maduro, come leader di un cartello della droga, che è terminata con la cattura di Nicolás Maduro e sua moglie. A chi fa dichiarazioni di rifiuto o di non appoggio a questa operazione, schierandosi di fatto a favore del regime di Nicolás Maduro, bisogna ricordare sempre che non è un presidente legittimo. Èil leader di un narco-Stato e che tra l’altro il 28 luglio 2024 ha rubato l’elezione e la possibilità di uscire democraticamente dal potere. Per chi legge questa intervista è importante capire come da 26 anni noi venezuelani stiamo lottando. C’è stato un esodo di oltre nove milioni di persone che sono dovute scappare perché la situazione di insicurezza politica, economica e sociale si è fatta sempre più grave. Un popolo è dovuto fuggire per poter sopravvivere. Questi nove milioni di esuli venezuelani sono la prova evidente che il petrolio, le risorse e le ricchezze del Venezuela con il regime chavista hanno cessato di essere fonte di benessere». C’è anche la questione di detenuti politici... «Il caso dell’italiano Alberto Trentini fa vedere come agisce il sistema di giustizia del regime, come strumento per controllare il potere. La detenzione di questo operatore umanitario dimostra come il regime considerava una minaccia qualsiasi voce indipendente o attività non controllata dallo stato. Dobbiamo ricordare che tutti gli operatori umanitari ancora attivi in Venezuela erano sotto minaccia del regime. In tanti hanno dovuto scappare dal Paese, perché venivano praticamente a decifrare la realtà non solo delle violazioni dei diritti umani dei prigionieri politici, ma anche della situazione umanitaria che vive in Venezuela». Viene spontaneo un paragone con l’Operazione Giusta Causa contro Noriega a Panama, a fine 1989. Stavolta poi abbiamo un intervento apparentemente chirurgico, in cui non si parla di morti o pochi. «Fino ad ora non si contano vittime umane. Non ne parlano i nostri contatti in Venezuela, ne parla solo il regime. Si vede che è stata un’operazione molto organizzata, con obiettivi specifici. Quello che sta accadendo si può dire è anche inedito. C’è un regime di narcos che si è impadronito del potere, sequestrando milioni di venezuelani, e con un terzo della popolazione che ha dovuto scappare». Ma che succederà ora? «Difficile dirlo. Per ora non c’è ancora niente da celebrare, ma sicuramente c’è molta speranza. Ovviamente, assieme a molta cautela e molta prudenza da parte della gente. Ma c’è la possibilità certa di una transizione alla democrazia pacifica e ordinata. Non c'è il popolo a difendere Maduro, ma è il popolo in resistenza che aspetta di ricevere la libertà e la democrazia in Venezuela». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:45691852]] E cosa pensate dell’annuncio di Trump che ora saranno gli Stati Uniti a pensare al Venezuela? «$ chiaro che per una transizione ordinata e pacifica, non bastano le forze dei venezuelani. Per restaurare la democrazia ci sarà bisogno di un processo di transizione che dovrà essere garantito da qualcuno. Bisogna poi capire che Maduro al potere era pericoloso perché la situazione del Paese è complessa». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:45690893]]
CONTINUA A LEGGERE
1
0
0
Guarda anche
Libero Quotidiano
Maduro e i 15mila guerriglieri: incubo rosso, cosa può accadere
Libero Quotidiano
18:38
Il figlio di Maduro: tonerà in Venezuela, non abbiate dubbi
Libero Quotidiano
18:31
Incendio Crans-Montana, Ciciliano "Un ferito italiano resta ancora in Svizzera"
Libero Quotidiano
18:29
Nicolas Maduro, la pagliacciata in aula: "Sono una persona perbene"
Libero Quotidiano
18:14
Jannik Sinner, la rivelazione di Binaghi: "Stava per finire in ospedale"
Libero Quotidiano
18:01
Addio a Gianluigi Armaroli, il giornalista aveva 77 anni: lutto al Tg5
Libero Quotidiano
18:00
