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Mario Adinolfi mago delle truffe? "Cristo Regna", il suo piano B
Oggi 10-07-26, 04:00
Il paladino della famiglia tradizionale agli arresti domiciliari. Mario Adinolfi è finito al centro di un'inchiesta della Procura di Roma che gli contesta una presunta truffa ai danni di decine di persone e un'evasione fiscale stimata in circa 400mila euro. Le indagini, affidate alla Guardia di Finanza, ruotano attorno alla cosiddetta "Scommessa Collettiva", un sistema di raccolta di denaro tra privati promosso attraverso i social, nel quale venivano prospettati rendimenti legati alle scommesse sportive. Secondo gli investigatori, alcuni partecipanti avrebbero affidato all'ex-parlamentare somme forti, anche fino a 150mila euro. Il gip descrive “la scaltrezza, la pervicacia, la spregiudicatezza nella complessiva elaborazione ed attuazione del progetto criminoso”, elementi che dimostrerebbero “una specifica volontà, oltre che abilità, nella movimentazione dei rilevanti flussi di denaro, che evidenziano una spiccata propensione all'occultamento dei flussi reddituali e all'elusione dei controlli dell'amministrazione finanziaria”. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48470100]] L'attività, denunciata dalle presunte vittime, si sarebbe protratta “per un lungo arco temporale”. I versamenti sarebbero avvenuti con modalità analoghe, attraverso condotte che, per il giudice, “per sistematicità denotano una evidente pervasiva pericolosità sociale”, aggravata “dalla notorietà del personaggio e dalla sua esposizione mediatica”. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48474518]] Nell'ordinanza viene inoltre richiamato “l'atteggiamento intimidatorio assunto da Adinolfi” nei confronti di chi avrebbe cercato di contrastarlo. La Guardia di Finanza sostiene che l'indagato promettesse “rendimenti elevati e in termini percentuali ben oltre i tassi offerti sul mercato finanziario”, assicurando l'impiego di “algoritmi e una strategia di scommessa infallibile”. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48476647]] Negli ultimi cinque anni (a cospetto di un’attività lunga 15-20 anni) sarebbero transitati oltre 4,7 milioni di euro. Solo una parte sarebbe stata destinata alle scommesse, mentre gran parte del denaro avrebbe finanziato spese personali, tra case, beni di lusso, viaggi, imbarcazioni e orologi. Per gli inquirenti, pur risultando intestatario soltanto di un'auto, Adinolfi avrebbe sostenuto “ingenti somme» per acquisti di pregio (viaggi alle Maldive e in Egitto). “Risulterebbero inoltre conti correnti all'estero (Lituania, ndr)”, scrive il gip, secondo cui esiste “il concreto e attuale pericolo di reiterazione di condotte di reato”. Da qui il riferimento anche al suo Piano B, vale a dire l'iniziativa "Cristo Regna", che, sempre secondo il giudice, potrebbe riproporre lo stesso schema di raccolta di capitali. Fin qui sono stati raccolti già oltre 3.000 euro.
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