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Nicole Minetti, la doccia gelata dall'Uruguay che smonta Travaglio e Ranucci
Ieri 03-05-26, 14:54
Ogni giorno che passa il “Caso Minetti” si sgonfia sempre più. Anche dall’Uruguay continuano ad arrivare notizie che smontano le ricostruzioni del Fatto Quotidiano di Marco Travaglio. L’ultima smentita alle “indiscrezioni” del quotidiano arrivano dall’allora capo dell’Inau (l’agenzia uruguaiana che si occupa di adozioni) Pablo Abdala, oggi deputato del Partido Nacional, all’opposizione nel Paese. «L’adozione da parte della coppia Minetti-Cipriani è stata condotta con successo e nel rispetto della legge», ha spiegato il parlamentare ai media sudamericani. «Sul caso sono intervenuti diversi magistrati, poiché ad un certo punto era stato persino presentato un ricorso per tutela costituzionale». Insomma, secondo l’ex direttore dell’Inau «c’è stato un intervento della magistratura in merito all’affidamento provvisorio del bambino alla famiglia adottiva e la sentenza che ha decretato la separazione dalla famiglia biologica e l’adozione piena». E ancora: «Sono stato presidente dell’Inau dall’aprile 2020. Questa situazione ha avuto inizio nel 2018 quando il bambino è stato dichiarato adottabile ed è stato affidato all’ente. Nel corso del 2019, poi, si è instaurato un legame tra il bambino e la famiglia adottiva, accompagnato da sentimento di affetto reciproco». Questo, sempre secondo Abdalka, è quanto emerge «dalla sentenza che ha portato al processo d’adozione». Infine l’ex diretto dell’Inau ha chiarito che «il legame è nato in seguito alla visita della coppia alla casa famiglia dell’istituto nel 2019» e che «i bambini ospitati nella casa famiglia andavano a trovare i genitori adottivi nel loro ranch, dove trascorrevano un pomeriggio, accompagnati dagli educatori e dal personale della casa famiglia. Questa- ha concluso Abdala - è una pratica comune per i bambini affidati all’Inau nell’ambito di vari progetti». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47512709]] A smontare ulteriormente le polemiche di questi giorni arriva anche un’inchiesta fatta dal giornale uruguaiano Observador, che ha ricostruito la vicenda relativa all’adozione e alla presenza di un’altra coppia pronta a prendere con sé il bambino e che, secondo le ricostruzioni fatte da alcuni media italiani, sarebbero stati “sorpassati” da Nicole Minetti. L’Observador conferma la presenza di questa seconda famiglia che avrebbe ottenuto un parere favorevole all’omissione, ma aggiunge un dettaglio non certo irrilevante, che riguarda il fatto che a carico dell’uomo della coppia sarebbe emersa una denuncia per violenza domestica, che sarebbe stata presentata da una ex compagna. Secondo la ricostruzione sarebbe stata la direttrice del dipartimento per le adozioni, Valeria Caballo a rendere nota la denuncia. Subito dopo la procedura di adozione di quella coppia si sarebbe arenata a favore di Cipriani-Minetti. Sebbene non vi siano tracce nel fascicolo di questa denuncia, la ricostruzione sembra credibile. Non si capirebbe altrimenti come mai i genitori che si sono visti sorpassati non abbiano presentato ricorso contro l’adozione alla coppia italiana, della quale avrebbero appreso solo per telefono. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47520092]] A proposito di ricorsi, nella ricostruzione si fa riferimento anche alla condanna italiana di Minetti per sfruttamento della prostituzione. Una circostanza che in un primo momento sembrava aver bloccato la pratica, che si è però sbloccata definitivamente grazie a un ricorso presentato dagli avvocati Santiago Martinez e Lucìa Lorente, nel quale si sosteneva che il reato di sfruttamento della prostituzione non dovesse essere valutato tale in Uruguay, ai fini dell’adozione, perché in quel Paese la prostituzione è legale. Un’argomentazione che fece breccia nei giudici che l’accettarono, facendo ripartire l’iter per l’adozione. E così, secondo i media uruguaiani, a parità di carichi pensali pendenti, i giudici hanno optato perla coppia italiana, probabilmente anche a fronte della diversa situazione economica che avrebbe consentito al minore di avere maggiori possibilità. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47523610]] In serata su questa vicenda è arrivata anche la nota dei legali italiani di Cipriani-Minetti, Emanuele Fisicaro e Antonella Calcaterra, nella quale si legge che «nel complessivi procedimento di adozione sono stati rappresentati in maniera trasparente i procedimenti penali italiani di Nicole Minetti; la scelta dei giudici uruguayani di dare il bambino in adozione alla coppia Minetti e Cipriani è stata assunta sulla base dell’istruttoria svolta dalle autorità competenti sui contesti famigliari dei richiedenti; si è trattato quindi di una valutazione comparativa ben ponderata basata su risultanze oggettive». I legali smontano anche «le illazioni» riguardanti l’avvocata trovata carbonizzata e indicata come legale dei genitori biologici del bambino: «Non lo è mai stata, ma era il tutore del minore - scivono i legali - e in tale veste aveva espresso un approfondito e motivato parere positivo all’adozione dal bambino da parte della coppia Cipriani e Minetti». Sul fronte degli approfondimenti sulla grazia, richiesti dal Quirinale in accordo col ministro Nordio, è giunta in Uruguay, tramite l’Interpol, una richiesta di informazioni riguardante la procedura d’adozione. La richiesta - si apprende dal media uruguaiano Telenoche - include anche informazioni sulla madre biologica del bambino.
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