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Prezzi pazzi con l'estate: ecco quanto arrivano a costare le bottigliette d'acqua
Oggi 30-06-26, 01:21
I furbetti del caldo. Ché noi siam qui, a boccheggiare da una settimana (tra parentesi: oggi dovrebbe essere l’ultimo giorno di picco per questa ondata di afa africana, con temperature ancora su oltre i 40 gradi in almeno diciotto città da bollino rosso, dopodiché cominceranno i temporali e le perturbazioni nord atlantiche, col conseguente riaccendersi delle discussioni climatiche ma all’incontrario, ché i tempi son quelli che sono e i polemisti del meteo avverso non ne perdono una per colpire un po’ a casaccio politica, giornali e sensi di colpa), e invece loro, i profittatori dell’emergenza, i maneggioni dell’anticiclone, gli speculatori che sperano in el niño, fanno affari d’oro. Non proprio giustificati, anzi pure un po’ smaliziati. Ci provano, hanno l’occhio lungo, giocano sul fatto che noialtri, sprovveduti, non ce la facciamo proprio più: giriamo in città con l’ombrellino aperto come abbiamo visto fare nei film, ci trasciniamo dentro ai super solo per via dell’aria condizionata (indugiamo più del solito nel reparto congelati) e per un cono stracciatella e tiramisù (anche senza panna, meglio, via, si squaglia subito e quella manco è fredda) siamo disposti a spendere senza guardare al portafoglio. Appunto. RINCARO PRODOTTI ESTIVI Dice il Codacons, che è il Coordinamento a difesa dei consumatori, che «i prodotti tipicamente estivi stanno registrando in tutta Italia sensibili incrementi dei prezzi» in questi dì di solleone senza tregua. Dice Assoutenti, che è l’Associazione a tutela dei consumi, che le notti subtropicali nelle quali dormiamo persino a fatica comportano una maggiorazione delle tariffe dei condizionatori e dei ventilatori per «una maggiore spesa energetica stimabile tra più 50 e più 100 euro al mese a famiglia». Dice il buonsenso (e qui basta fare un giro nei bar, tra gli ambulanti al parco, nei chiringuiti fronte spiaggia per quelli fortunati che si possono permettere già un fine settimana al mare per rendersene conto) che forse stiamo passando il segno. Della serie: sulla base degli ultimi dati Istat, il costo del pesce è aumentato (in media) del 4,2%. Quello della frutta ha subito un rialzo da montagne russe: le albicocche son schizzate su del 14,4%, le pesche e le nettarine del 13,7%, le ciliegie del 6,9%, i mirtilli del 17,2% (umamma), l’uva del 9,5%, i meloni del 7,9%, i pomodori (i santissimi, buonissimi, gustosissimi pomodori che in questa stagione ci fai di tutto, dal gazpacho fresco di frigo all’insalata salva cena senza accendere i fornelli) addirittura del 18,4%. I prezzi dei gelati, cono o coppetta due gusti serviti, vanno tra «i 3,5 euro e i 5 euro nelle principali città». L’acqua minerale (d’altronde lo ripetono tutti: prima regola, idratarsi), nei luoghi a forte vocazione turistica, sarà che ci sono anche tanti operatori abusivi che se ne approfittano mannaggia a loro, «può arrivare fino a 3 euro per la bottiglia da mezzo litro». Un furto, insomma, con l’aggravante magari ti fregano pure perché non è nemmeno ghiacciata. NON SONO CASI LIMITE Casi limite, allarmismo esagerato? Macché. In Puglia è già scoppiato il “caro bottiglietta” con richieste che oscillano tra gli 1,2 e i 2,5 euro. A Bologna c’è chi si è lamentato (giustamente) per aver speso 4,5 euro per 50 centilitri (roba che neanche la benzina e quella, grazie al lavoro sulle accise del governo, paradossalmente regge) mentre andava a un concerto. A Roma, due turiste americane, hanno pagato 24 euro per due coni maxi: forse era cioccolato, sicuramente era un po’ salato. Sul fronte frutta, poi, va pure peggio perché oltre al danno c’è da registrare anche la beffa: a monte, o meglio in magazzino, il caldo, le tariffe, le fa scendere e non salire. Dato che angurie, banane e limoni con le temperature eccessive rischiano di andare a male prima del tempo perché maturano e poi le devi buttare, le loro quotazioni sul mercato all’ingrosso in questi giorni sono crollate (i cocomeri, per esempio, sono diminuiti fino ad arrivare a circa 80 centesimi al chilo, in una settimana hanno perso il 15,6%: epperò sul banco del market sotto casa, quando ci passiamo spingendo il carrello, sono un salasso). [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48356493]] Se a questo punto, ai lestofanti dell’aumento con la scusa del refrigerio, ci si aggiungono i consumi maggiorati per necessità (è vero che è bisogna bere di più e quindi comprare più acqua, con questo caldo usiamo anche più la doccia, quando possiamo andiamo in piscina, se dobbiamo spostarci preferiamo la macchina della bicicletta perché lì almeno c’è l’aria condizionata), lo scontrino finale è una mazzata da brividi. Non che sia una consolazione, ma almeno quelli, ecco. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48357606]]
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