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Romano Prodi, l'incontro del 16 maggio che fa tremare il Pd
Oggi 08-05-26, 04:00
Nella galassia del centro che guarda a sinistra, qualcosa torna a muoversi. La data cerchiata in rosso è il 16 maggio all’Auditorium Antonianum di Roma, quando, nella sala a due passi da San Giovanni Laterano, si ritroverà gran parte del mondo ex popolare, cattolico democratico. Lontani dalla destra, ma scomodi anche dentro il Pd. Sono quelli che, una volta, erano nella Margherita, molti nell’Ulivo, alcuni nel Pd, tanti, poi, persi per strada. Il titolo dell’iniziativa è “Costruire Comunità” (sottotitolo: «Visioni condivise e pratiche territoriali per il futuro della democrazia») ed è un seguito ideale dell’appuntamento di un anno fa a Milano, a cui poi sono seguite altre iniziative. A rendere l’iniziativa qualcosa di più rispetto alle tante che si susseguono da mesi è, però, l’ospite annunciato e confermato: Romano Prodi. Ma interessante sono anche le sigle che la promuovono. L’iniziativa nasce da Paolo Ciani, deputato eletto nelle liste del Pd, ma sotto la sigla di Demos, realtà vicina alla Comunità di Sant’Egidio, e da Graziano Delrio, deputato del Pd, che di recente ha creato l’associazione Comunità democratica. Tra i promotori compaiono poi alcune realtà territoriali che si muovono sempre nell’ambito del cattolicesimo democratico: Basilicata Comune, la lista creata da Angelo Chiorazzo per le passate elezioni regionali, Campo Base, lista sempre di area cattolica che ha eletto quattro consiglieri nelle elezioni della provincia di Trento, e infine PER, associazione campana fondata nel 2020 da Nicola Campanile, già responsabile regionale dell’Azione Cattolica, uno dei principali animatori della cosiddetta Rete Trieste, network nato dopo la 50esima Settimana sociale della Chiesa italiana, a cui aderiscono mille amministratori locali di ogni parte d’Italia. E sempre Campanile è tra i promotori della Rete Civica Solidale nazionale, esperienza che raduna movimenti politici e civici di ispirazione cristiana e sociale. Alle ultime regionali Campanile si era presentato da solo. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47348058]] In sintesi, è un raduno che prova a chiamare a raccolta quel mondo cattolico - fatto di associazioni, movimenti, esperienze di liste territoriali - che una volta si riconosceva nella Margherita o nell’Ulivo, ma ora fatica a trovare un riferimento. «Costruire comunità forti e capaci di cooperare può rivelarsi lo strumento più efficace per combattere le malattie della guerra, le crisi energetiche e democratiche in cui siamo immersi», si legge nell’invito arrivato agli aderenti delle varie sigle promotrici. I temi che fanno da collante a questo ritrovo sono da una parte la pace (si parla di «un’Europa più unita e capace di contribuire alla pace») dall’altra l’ambiente (l’altra prospettiva citata è quella di «potenziare le energie rinnovabili e la loro produzione per autoconsumo», «non possiamo dipendere da combustibili fossili importati: dobbiamo potenziare la nostra produzione interna di energia pulita e accessibile»). [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47553997]] L’appello che si fa è quella a una «mobilitazione di tutte le risorse della società, culturali e politiche», così da costruire, «specie nelle esperienze civiche e di territorio di ispirazione cristiana — alleanze per battaglie comuni, come stimola a fare la Chiesa italiana per perseguire un’ecologia integrale, che affronti insieme le crisi antropologiche, ambientali, sociali ed economiche». L’obiettivo è di riunire queste realtà che gravitano nel mondo dell’associazionismo cattolico. Il problema è per andare dove. E, altro dettaglio non da poco, con chi. Al momento, infatti, non c’è un rapporto tra questo mondo e quello che sta provando a costruire Matteo Renzi, né con Ernesto Ruffini o con Alessandro Onorato e il suo Progetto Civico, o con Vincenzo Spadafora, ex sottosegretario del M5S che, dopo il flop con il partito creato con Luigi Di Maio, ha creato l’associazione Primavera. Prodi spinge perché si crei un soggetto di centro ma alleato del Pd. Finora, però, nessuno se la sente. E resta irrisolto il nodo Renzi, con cui tutti hanno rapporti cordiali, ma con cui le strade restano divise.
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