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Silvia Salis rompe gli indugi: "Cosa vedo nel mio futuro politico"
Oggi 15-05-26, 03:45
"Voglio occuparmi della mia città il più a lungo possibile, ho da fare questo mandato e poi non è detto che non abbia l'onore di farne un altro". Dal palco della prima delle nove tappe di Repubblica Insieme, Silvia Salis rispedisce al mittente gli inviti di chi la vorrebbe come nuovo leader del centrosinistra a livello nazionale e si dichiara concentrata esclusivamente sulla propria città. All'evento che celebra i cinquant'anni di Repubblica, la sindaca di Genova ha detto di voler sfruttare la grande attenzione di cui gode in tutto il Paese per attirare interesseverso il capoluogo ligure. "L'ho già detto molte volte che sono stata eletta sindaca di Genova ed è il lavoro che voglio fare, al quale sto dedicando tutta la mia vita", ha detto. "L'attenzione che ha Genova in questo momento a livello nazionale e internazionale è grande. Voglio usare - continua - il Comune per attrarre interesse verso questa città. Credo che fare il sindaco sia la palestra per quanto riguarda occuparsi di politica a tutti i livelli, questo soprattutto in una città grande e complessa come Genova. Mi sono occupata per molti anni di politica, chi pensa che il Coni non abbia contatti con la politica o non sia compreso in dinamiche di politica nazionale è una persona che non sa cos'è il Coni. Quindi devo dire che ogni esperienza può dare e aggiungere qualcosa". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47658229]] "Mi chiedono ogni giorno che cosa farò, - continua la sindaca rispondendoalla vicedirettrice di Repubblica Stefania Aloia e Luigi Pastore, il caporedattore della redazione genovese - ma fare il mio mestiere è come fare un figlio, non puoi sapere quello che ti aspetta. Parlando da atleta, credo che fare il sindaco sia una sorta di decathlon della politica: ti prepara su tutti i temi, tiene in contatto diretto con i problemi e le opportunità. È un lavoro molto pratico, forse il più interessante. Da donna, poi, sento sempre quel dovere di dover dimostrare qualcosa in più: un Paese senza donne che lavorano è più povero". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47675237]]
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