s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
Estero
Usa, punite le suore che non curano con l'agenda lgbt: lo scandalo
Oggi 14-04-26, 01:45
Se la notizia non fosse uscita sul prestigioso Wall Street Journal penseremmo a uno scherzo di pessimo gusto. Invece è tutto vero e il giornalista è talmente chiaro che non si resiste alla tentazione di riportare la prima riga: «Perché i Democratici se la prendono con le suore cattoliche che compiono opere di carità?». Chi scrive ha qualche idea in proposito, ma qui conviene attenersi ai fatti, gravissimi, per i quali ci si augura l’intervento della Santa Sede. Perché a quanto pare dove comandano i Democratici ai cattolici per fare opere di carità serve il bollino progressista. Ecco i fatti: le suore domenicane a New York gestiscono, a titolo gratuito, una casa di cura con quarantadue posti letto in cui ospitano malati di cancro indigenti, offrendo loro cure gratuite. Si chiama carità cristiana ed è doppiamente lodevole in un luogo in cui se non hai un’assicurazione sanitaria e ti ammali, ti trovi letteralmente in braghe di tela. Ebbene le sorelle del Rosary Hill, così si chiama la struttura, sono state costrette a intentare causa allo Stato di New York presso un tribunale federale, dopo che il Dipartimento di Salute dello Stato – che in questo frangente ricorda un po’ il Comitato di Salute Pubblica di Robespierre, che però passava direttamente alle vie di fatto – ha imposto loro l’agenda Lgbt. A un controllo è risultato che le regole del Rosary prevedono che gli uomini usino i bagni degli uomini, le donne quelli delle donne. Inoltre queste sono indicate con pronomi femminili, gli uomini con quelli maschili. Insomma, fanno quello che si è fatto dall’alba dei tempi, per di più con il placet dottrinale del cattolicesimo, il quale notoriamente riconosce due sessi soltanto. Come la natura, del resto, ma vallo a spiegare alla Democratica Kathy Hochul, avvocato (o dobbiamo forse scrivere avvocata, alla Boldrini, calpestando Dante Alighieri?) e grande amica di Barack Obama, che bontà sua dovrebbe controllare cosa fanno le sue fantomatiche “autorità di controllo statali” che sembra stiano violando le libertà di coscienza e religiose. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:45805654]] Perché imporre a delle suore un corso obbligatorio di «competenza culturale incentrato sui residenti che si identificano come lesbiche, gay, bisessuali o transgender» sotto la minaccia di multe, revoca della licenza e addirittura la prigione è una violenza. Peggio: una bestemmia. Una follia che poteva essere tramutata in realtà distopica solo nel magico mondo del giacobinismo anticristiano in salsa gay pride. Con i fiori e le bandiere arcobaleno, il contorno di carri blasfemi e altre amenità, ma pur sempre giacobinismo. Se le suore non lasciano vestire da donna gli uomini e non si riferiscono loro con il pronome politicamente corretto, «anche quando i pazienti non sono presenti» finiscono insomma al tribunale speciale Lgbt e rischiano «multe, ingiunzioni, la revoca della licenza e perfino la prigione». Fa una certa impressione, ammettiamolo. Da parte loro, le sorelle non si piegano né lo faranno. Se il grande fratello Democratico pensa di piegare i cristiani si sbaglia di grosso. Non c’è riuscito Nerone, figuriamoci se la spunta Kathy Hochul. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:45985528]]
CONTINUA A LEGGERE
5
0
0
Guarda anche
Libero Quotidiano
03:45
Jannik Sinner, la profezia di Paolo Bertolucci: "Cosa accadrà dopo Barcellona"
Libero Quotidiano
03:15
Fiorello show: un gioiello Rai
Libero Quotidiano
03:00
Cinque Minuti, Bruno Vespa sfonda tra i giovani
Libero Quotidiano
03:00
L'aria che tira, così Parenzo ha fatto crollare Ilaria Salis: "Allora oggi..."
Libero Quotidiano
01:45
Usa, punite le suore che non curano con l'agenda lgbt: lo scandalo
Libero Quotidiano
00:45
