s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
Estero
Vittoria di Libero ritirato il modulo anti-ebrei
Ieri 19-07-26, 09:17
«Spiacenti, il file richiesto è stato eliminato». Neanche ventiquattr’ore dopo la denuncia di Libero, il modulo per la “mappatura del turismo sionista” non esiste più. Diciamocelo subito, è una bella notizia: primo perché di liste di proscrizione non ne sentiva il bisogno nessuno (almeno nessuno che abbia a cuore il vivere civile in uno Stato democratico e occidentale e tollerante); secondo perché, se chi ha lanciato in rete quell’iniziativa dal (non) vago retrogusto antisemita ha provato anche solo un tantinello di imbarazzo (ma ci si accontenta della mera preoccupazione per conseguenze sul piano giuridico), significa che c’è rimasta la speranza. Il buongusto no, quello è finito con le manifestazioni a senso unico sul Medioriente, ma forse a un minimo di fiducia nel sentimento colletti vo possiamo ancora aggrapparci. D’altronde qualcuno che ha preso posizione sulla vicenda c’è. C’è (per esempio) il sottosegretario di Stato Alessandro Morelli (Lega) che ha dichiarato di aver trovato «aberrante il questionario in cui si invita a segnalare i luoghi in cui si trovano gli ebrei» e si è detto «pronto a presentare una denuncia contro ignoti perché i responsabili non devono rimanere impuniti: questo clima orribile che riporta ai tempi bui del nazifascismo in Italia non è tollerato e mai lo sarà». Ci sono i meloniani nel consiglio regionale della Lombardia (Giacomo Zamperini e Marco Bestetti, altro esempio) che hanno ipotizzato un’eventuale costituzione di parte civile del Pirellone qualora si arrivasse a una causa sulla faccenda e «dovesse venir fuori che dietro a questa non lodevole iniziativa ci sia una matrice lombarda». C’è addirittura la Sinistra per Israele che, per una volta, è uscita dal suo torpore e ha condannato «con la massima fermezza» quanto accaduto (sì, certo, loro non han perso l’occasione per sottolineare che «criticare il governo israeliano e denunciare eventuali reati è pienamente legittimo», epperò va riconosciuto che hanno chiosato invitando i propri compagni di «tutte le organizzazioni democratiche, a cominciare da quelle della sinistra e di solidarietà con i palestinesi, a prendere nettamente le distanze»). È qualcosa. È l’indignazione che evita l’indifferenza. L’auspicio, ovvio, è che la polizia postale ora vada a fondo sulla questione la quale non deve (e non può) essere cancellata col facile click nello schermo di un computer, tanti saluti e grazie. Ma il fatto che provando ad accedere, oggi, a quel link della vergogna, si apra una pagina Google che rimanda al niente, è già un risultato. Il grosso sarà far capire a chi magari ha compilato quel modulo pensando che fosse come andare a una manifestazione pro-Pal in piazza al grido di from-the-river-to-the-sea (e in un certo senso è davvero la stessa cosa) perché è sbagliato. Ma è la vera sfida dei tempi moderni.
CONTINUA A LEGGERE
2
0
0
Guarda anche
Libero Quotidiano
Paolo Romano, una calda mattinata in tv tra minacce e rinunce
Libero Quotidiano
Inter, Palestra-Khalaili: quel doppio grosso guaio per i nerazzurri
Libero Quotidiano
Balivo e De Grenet: amore, figli e altri disastri
Libero Quotidiano
Bonaccini da record: due figuracce al prezzo di una
Libero Quotidiano
Lino Banfi, orgoglio tricolore: "Sono uno spot vivente dell'Italia"
Libero Quotidiano
13:23
Farmaceutica, da Alfasigma un nuovo piano di investimenti per il polo di Pomezia
Libero Quotidiano
13:20
La Barba al Palo - Grande vittoria della giovane Spagna
Libero Quotidiano
13:11
Roma, sequestro preventivo da 1,5 mln a imprenditori socialmente pericoloso
Libero Quotidiano
11:47
Maxi-operazione contro baby gang in 44 province, 539 arresti
Libero Quotidiano
11:08
Venezia, borseggiatore bloccato dai turisti a Rialto: tensione alle stelle evitato il linciaggio
Libero Quotidiano
11:07
