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Cultura e Spettacolo
Vittorio Messori, addio al "cronista della Fede": la vita scandita da due misteri inspiegabili
04-04-2026, 12:35
Se n'è andato il venerdì di Pasqua, Vittorio Messori.Una coincidenzatemporale, la morte del grande cronista avvenuta il 3 aprile, che sembra racchiudere in séun simbolo potente, quasi una sintesi della sua intera esistenza: quella di un uomo che ha dedicato la vita a raccontare, indagare e difendere il mistero cristiano con gli strumenti del giornalismo. Aveva 84 anni ed èmorto nella sua casa di Desenzano del Garda, dopo una lunga malattia: fatale un attacco cardiaco, nonostante convivesse da anni con un pacemaker. Messori non è stato soltanto uno scrittore di successo, ma una figura unica nel panorama culturale italiano: un "cronista della fede", capace di applicare il metodo dell'inchiesta - fatto di documentazione, verifica e rigore - alle domande piùprofonde del cristianesimo. Il suo libro piùcelebre, Ipotesi su Gesù, pubblicato nel 1976, èdiventato un vero best seller internazionale (oltre un milione di copie vendute in Italia), tradotto in 20 lingue e capace di riportare il dibattito su Cristo al centro della cultura contemporanea. In quelle pagine, Messori affrontava la figura di Gesùnon con devozione sentimentale, ma con l'approccio critico del giornalista, giungendo a una conclusione netta: la fede puòessere anche ragionevole. Ugualmente importante e di successo il successivo suo libro Ipotesi su Maria. La sua carriera è stata segnata da incontri straordinari. Fu infatti il primo laico a intervistare un Papa, Giovanni Paolo II, dando vita al libro-intervista Varcare la soglia della speranza. Ma giàprima aveva dialogato a lungo con il cardinale Joseph Ratzinger, allora prefetto dell'ex Sant'Uffizio, nel celebre Rapporto sulla fede. Due opere che hanno segnato un'epoca e contribuito a definire un nuovo modo di comunicare il pensiero della Chiesa. Accanto al rigore intellettuale, la vita di Messori èattraversata da episodi che sembrano sfiorare il mistero, a partire da una misteriosa telefonata ricevuta da ragazzo e che dopo aver fatto tante congetture finìper attribuire all'aldilà. Nato in una famiglia anticlericale a Sassuolo (Modena) il 16 aprile 1941 (avrebbe quindi compiuto 85 anni tra pochi giorni), Messori da ateo si convertìal cattolicesimo dopo la lettura dei Vangeli. Da giovane giornalista, in un momento di profonda tristezza, si ritrovòa camminare lungo i Murazzi di Torino, osservando le acque del Po. Un anziano lo avvicinò, temendo un gesto estremo, e lo dissuase con parole semplici ma profonde, invitandolo poi a casa per un tè. Quando, tempo dopo, Messori tornòa cercarlo per ringraziarlo, scoprìche quell'abitazione era disabitata da anni. Un episodio che egli stesso avrebbe ricordato come una sorta di "segno", coerente con la sua visione di una realtàin cui il visibile e l'invisibile si sfiorano. Negli ultimi anni, Messori aveva continuato a riflettere pubblicamente sui temi che gli erano piùcari, soprattutto nella pagina Vivaio tenuta per anni su Avvenire, il quotidiano della Cei. In particolare, ha spesso ribadito la centralitàdella figura di Maria, dichiarando a Stefano Lorenzetto in un'intervista al Corriere, che la sua presenza lo accompagnava ogni giorno e che sarebbe stata lei ad accoglierlo dopo la morte. Allo stesso modo, ha molto insistito sul significato del cristianesimo come accettazione di un Dio che si dona fino al sacrificio, soprattutto nel mistero del Giovedìe del VenerdìSanto. Per lui, non c'era spazio per visioni alternative come la reincarnazione: la veritàultima era l'amore di Dio. Fino alla fine, Messori ha difeso con convinzione la storicitàdei Vangeli e l'esistenza reale di Gesù, considerandola non solo una veritàdi fede, ma anche una conclusione sostenibile sul piano storico. In questo senso, il suo lavoro puòessere visto come un ponte tra fede e ragione, tra teologia e giornalismo, tra spiritualitàe cultura. La sua ereditàèquella di un uomo che ha cercato di rendere la fede comprensibile senza banalizzarla, accessibile senza svilirla. Un "inviato speciale della fede", come èstato definito, che ha raccontato il cristianesimo non dall'alto di una cattedra, ma con lo sguardo curioso e onesto di chi indaga la realtà.
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