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Estero
Ai negoziati di Ginevra nessun accordo sui temi chiave
Oggi 18-02-26, 15:11
AGI - L'ultimo round negoziale tra Russia e Ucraina a Ginevra, tenutosi il 17 e 18 febbraio sotto la mediazione degli Stati Uniti, non ha prodotto progressi significativi. La seconda e ultima giornata dei negoziati nella città svizzera è stato tre volte più breve del precedente: due ore invece di sei. Al termine, il capo della delegazione russa, Vladimir Medinsky, ha definito il dialogo "difficile" e ha tenuto una breve conferenza stampa in cui ha di fatto evitato quasi tutte le domande, riporta il Moscow Times. Nei colloqui - che si sono svolti in formato sia bilaterale che trilaterale su diversi tavoli di lavoro all'InterContinental Hotel - si è discusso di questioni relative ai territori e alle "strutture infrastrutturali", ha riferito il presidente Volodymyr Zelensky, accennando chiaramente al destino del Donbass e della centrale nucleare di Zaporizhzhia. "Le posizioni delle parti rimangono diverse e non si sono ancora registrati progressi significativi", tranne sul piano militare, ha dichiarato il leader di Kiev. "I militari sanno come monitorare un cessate il fuoco e la fine della guerra, a patto che ci sia la necessaria volontà politica", ha sottolineato. "In linea di massima, hanno raggiunto un accordo su quasi tutto", ha riferito Zelensky, "il monitoraggio coinvolgerà sicuramente la parte americana. Lo considero un segnale costruttivo". La prospettiva di Kiev e il piano americano Anche Kiev, col capo negoziatore Rustem Umerov, ha dichiarato che ci sono stati "progressi", ma che "in questa fase" non è possibile divulgarne i "dettagli". Le parti hanno lavorato sulla base del Piano americano presentato diversi mesi fa, che include in particolare concessioni territoriali da parte dell'Ucraina, in cambio di garanzie di sicurezza occidentali. Lo stallo sul Donbass e il ruolo dell'Europa I negoziati sono in stallo, in particolare per quanto riguarda il destino del Donbass, il principale polo industriale dell'Ucraina orientale di cui il 20% è ancora in mano di Kiev: Mosca chiede che le forze ucraine si ritirino dalle aree che ancora controlla nella regione di Donetsk, una richiesta che Zelensky, appoggiato dall'Europa, rifiuta. Al tavolo di Ginevra non sedevano i Paesi europei; Germania, Francia, Regno Unito e Italia, però, hanno inviato in Svizzera loro rappresentanti per incontrare, a margine, i delegati ucraini e americani. "Riteniamo che la partecipazione dell'Europa a questo processo sia indispensabile per la riuscita attuazione di accordi pienamente praticabili", ha dichiarato Zelensky. Scetticismo di Zelensky e la posizione di Mosca Il presidente ucraino - che accusa il Cremlino di voler "prolungare" il negoziato - ha ripetutamente messo in dubbio la volontà del Cremlino di accettare un cessate il fuoco e negoziare, e ha escluso, in questa fase, di cedere territorio alla Russia. Secondo il sito Axios, i colloqui di Ginevra si sono arenati già ieri per le posizioni di Medinsky, il consigliere di Vladimir Putin che aveva già partecipato ai primissimi colloqui con Kiev nel 2022. Il fatto che Putin abbia inviato di nuovo Medinsky ai colloqui ha fatto pensare a molti che Mosca non ha alcuna intenzione di scendere a compromessi.
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