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Cultura e Spettacolo
Al via l'anno sociale della Fondazione Bellisario, storie di leadership oltre gli stereotipi
Ieri 09-02-26, 21:43
AGI - Le istituzioni, il cinema, l'informazione: c'è un filo conduttore che lega tre elementi e non è il premio della Fondazione Marisa Bellisario che tre esponenti di ciascun settore hanno ricevuto lo scorso anno. Daria Perrotta, ragioniera generale dello Stato, l'attrice Claudia Gerini e Rita Lofano, direttore dell'Agi, si ritrovano a distanza di alcuni mesi nella sede della Fondazione per una tavola rotonda moderata dalla fondatrice e presidente Lella Golfo. Se il premio Marisa Bellisario si è imposto come un riconoscimento a donne che si sono distinte nelle professioni, nella vita culturale, politica e sociale, chi lo riceve si impegna a promuovere i valori che ispirano il premio stesso, a difendere i diritti delle donne per il raggiungimento di una parità di genere che non sia una vuota definizione. "È il primo appuntamento dell'anno sociale - spiega Lella Golfo - e lo abbiamo voluto per conoscere meglio i percorsi affrontati dalle donne per raggiungere gli obiettivi professionali, per essere di riferimento per le altre donne nella realizzazione dei loro percorsi di carriera e nell'affermazione di condizioni di pari opportunità". La serata, in un salone affollato, si dipana come un lungo racconto di esperienza, di difficoltà ma anche di successi non soltanto professionali, non solo personali. Le sfide professionali di Daria Perrotta "Ogni giorno mi presentavo in ufficio con l'idea di dover dimostrare sempre qualcosa - confida Daria Perrotta, che da molti anni è protagonista dietro le quinte della stesura della legge di Bilancio - rispetto a colleghi uomini, che non hanno di queste preoccupazioni. Ed è una caratteristica soprattutto delle donne delle nuove generazioni: sempre più determinate, sempre più impegnate a far dimenticare agli altri che sono donne". Informazione, intelligenza artificiale ed empatia secondo Rita Lofano Il contributo di umanità e di sensibilità è un elemento che richiama anche Rita Lofano, una lunga esperienza all'estero sui grandi temi internazionali prima di assumere la guida di un'importante agenzia di stampa. "L'informazione vive un momento difficile, per la pressione continua di social e ora anche dell'intelligenza artificiale. Il modo di cercare, elaborare e diffondere le notizie è cambiato, ma l'intelligenza artificiale non potrà mai sostituire l'intelligenza emotiva. L'empatia ci permette di contestualizzare le notizie, di filtrarle anche alla luce delle motivazioni etiche". La parità di genere secondo Claudia Gerini Ma c'è anche un risvolto ironico nella lotta per la parità di genere. Tocca a Claudia Gerini sottolinearlo con leggerezza. Partendo da definizioni. "Ho sentito spesso parlare di 'regista donna' - racconta - mentre non si dice mai 'regista uomo'. Ecco: quando si smetterà di dire 'regista donna' avremo raggiunto un risultato".
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