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Araghchi lascia Islamabad (ma ritornerà). Trump annulla la missione dei negoziatori Usa: "...
Ieri 25-04-26, 22:51
AGI - Sfuma il secondo giro di colloqui tra Usa e Iran in Pakistan. Il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi ha lasciato Islamabad senza aspettare la delegazione americana. E a stretto giro Donald Trump ha cancellato la missione dei negoziatori statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner. Il ping pong diplomatico si è concluso, dunque, senza colloqui diretti tra le parti. In attesa delle prossime mosse, resta nelle mani del Pakistan la risposta di Teheran alle proposte degli Stati Uniti. Araghchi ha espresso dubbi sulla reale serietà degli Stati Uniti in materia di diplomazia dopo che Trump ha cancellato la missione dei suoi inviati in Pakistan per i negoziati con l'Iran. Su X, Araghchi ha affermato che la sua visita in Pakistan è stata "molto fruttuosa" e ha elogiato "l'impegno e gli sforzi fraterni" di Islamabad per contribuire a ristabilire la pace nella regione, esprimendo al contempo dubbi sulla serietà dell'impegno diplomatico degli Stati Uniti. Il ministro ha riferito di aver condiviso la posizione dell'Iran su un "quadro praticabile per porre fine in modo permanente alla guerra contro. Devo ancora vedere se gli Stati Uniti prendono davvero sul serio la diplomazia", ha scritto. Dopo aver lasciato Islamabad, Araghchi si trova a Muscat, la capitale dell'Oman. Le sue dichiarazioni arrivano dopo gli incontri a Islamabad con il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif e il capo dell'esercito Asim Munir, mentre il Pakistan continua gli sforzi di mediazione tra Teheran e Washington. Secondo l'agenzia di stampa Irna, Araghchi, dopo la visita in Oman, ritornerà in Pakistan. Parte della sua delegazione è rientrata a Teheran, ha aggiunto l'agenzia, "per consultarsi e ottenere le istruzioni necessarie su questioni relative alla fine della guerra, e dovrebbe ricongiungersi ad Araghchi a Islamabad domani sera". Trump annulla la missione dei negoziatori Usa Il presidente Donald Trump ha dichiarato alla corrispondente della Casa Bianca di Fox News, Aishah Hasnie, che i negoziatori statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner non si recheranno più in Pakistan per i colloqui con l'Iran. Trump ha affermato che non vale la pena per la delegazione statunitense affrontare un volo di 18 ore per il Pakistan, dato che gli Stati Uniti hanno in mano tutte le carte nel conflitto con l'Iran. Ha aggiunto che gli iraniani possono chiamare gli Stati Uniti in qualsiasi momento lo desiderino. "Ho detto ai miei collaboratori poco fa che si stavano preparando a partire, e ho detto: 'No, non farete un volo di 18 ore per andare laggiù. Abbiamo tutte le carte in regola. Possono chiamarci quando vogliono, ma non farete più voli di 18 ore per stare seduti a parlare del nulla'", ha detto Trump. Il capo della Casa Bianca ha dichiarato che la cancellazione del viaggio dei suoi inviati a Islamabad per i colloqui con l'Iran non significa automaticamente che la guerra riprenderà, nonostante la battuta d'arresto negli sforzi di pace. Alla domanda se la cancellazione significasse che sarebbero ripresi i bombardamenti, Trump ha risposto ad Axios: "No. Non significa questo. Non ci abbiamo ancora pensato". In post su Truth Trump ha poi ribadito di aver annullato il viaggio dei suoi rappresentanti a Islamabad, in Pakistan, per incontrare gli iraniani. "Troppo tempo sprecato in viaggio, troppo lavoro! Oltretutto, c'è un'enorme lotta intestina e confusione all'interno della loro leadership'", ha scritto nel post sul suo social. "Nessuno sa chi sia al comando, nemmeno loro", ha proseguito il capo della Casa Bianca, "inoltre, noi abbiamo tutte le carte in mano, loro nessuna! Se vogliono parlare, non devono far altro che telefonare!!!". Parlando alla stampa prima di salire sull'Air Force One, il presidente americano ha detto: "L'Iran ci ha consegnato un documento che non era abbastanza e, dopo che ho cancellato" il viaggio degli inviati Usa in Pakistan, "in dieci minuti ce ne ha mandato un altro migliore". Teheran consegna al Pakistan la risposta alle proposte Usa Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha consegnato al Pakistan la risposta di Teheran alle proposte degli Stati Uniti, mentre il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha confermato che il blocco navale ordinato da Trump resta pienamente operativo, nonostante la proroga del cessate il fuoco e l'imminente ripresa dei negoziati in Pakistan. L'esercito USA ha diffuso le immagini del cacciatorpediniere USS Rafael Peralta impegnato nell'intercettazione di un mercantile battente bandiera iraniana. Dall'inizio delle operazioni, lo scorso 13 aprile, sono almeno 29 le imbarcazioni dirette o provenienti dai porti iraniani costrette a interrompere la navigazione. Teheran: "Gli Usa ci assediano per alimentare il malcontento del nostro popolo" Il presidente Massoud Pezeskhian ha accusato gli Stati Uniti di avere colpito infrastrutture energetiche iraniane per alimentare il malcontento popolare. "I nemici stanno attaccando le nostre infrastrutture e ci stanno assediando affinché la popolazione si senta insoddisfatta e l'insoddisfazione si trasformi in malcontento", ha dichiarato a quanto riportato dall'agenzia Tasnim. Ma "la gente non deve permettere che si creino le premesse per il malcontento", ha avvertito, "al momento non abbiamo bisogno di sacrifici, ma dobbiamo controllare i consumi. A casa, invece di tenere accese 10 luci, teniamone accese due, qual è il problema?". La Germania invia il dragamine 'Fulda' per la missione a Hormuz La Germania invierà presto un dragamine nel Mediterraneo per una possibile missione nello Stretto di Hormuz dopo la fine della guerra tra Stati Uniti e Iran. Lo ha dichiarato una portavoce del ministero della Difesa. Il dragamine "Fulda" della Marina tedesca sarà schierato "nei prossimi giorni", ha affermato la portavoce. L'obiettivo è quello di fornire un "contributo significativo e visibile a una coalizione internazionale che si impegna a proteggere la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz", ha aggiunto la stessa fonte. I dragamine sono navi specializzate utilizzate per individuare e far brillare le mine navali. La nave sarà stazionata con un equipaggio di circa 45 persone. Tuttavia, qualsiasi dispiegamento nello stretto avverrà solo dopo "una cessazione definitiva delle ostilità" e l'approvazione della Camera bassa del Parlamento tedesco, ha sottolineato la portavoce. Usa: blocco paralizza il 90% del commercio marittimo iraniano Il bilancio dei sequestri confermati include una nave cargo, catturata con l'uso della forza, e una petroliera sospettata di trasportare greggio. Secondo il Dipartimento del Tesoro americano, il blocco è in grado di paralizzare il 90% del commercio marittimo di Teheran, una misura che le autorità iraniane hanno equiparato a un vero e proprio "attentato" alla sicurezza nazionale. In questo clima di estrema tensione, gli inviati speciali della Casa Bianca, Steve Witkoff e Jared Kushner, sono attesi oggi a Islamabad per tentare una nuova mediazione. Tuttavia, il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baqaei, ha raffreddato le aspettative ribadendo via social che "non è previsto alcun incontro bilaterale" diretto con la delegazione statunitense. "Il ministro degli Esteri Araghchi incontrerà alti funzionari pakistani in linea con la loro mediazione in corso e i buoni uffici per porre fine alla guerra di aggressione imposta dagli americani e al ristabilimento della pace nella nostra regione", ha detto. Media, Araghchi consegna a Pakistan risposta per Usa Com'era stato preannunciato, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha consegnato al Pakistan la risposta di Teheran alle proposte degli Stati Uniti per i negoziati in corso. A quanto riporta Irib news, Araghchi ha trasmesso le osservazioni al capo di Stato maggiore Asem Munir, mediatore tra Teheran e Washington. Il testo e' "esaustivo" e contiene "tutte le considerazioni di Teheran", spiega l'emittente di Stato. Sicurezza e trasporti: rimossa bomba a Yazd e riapre l'aeroporto Le autorita' iraniane hanno disinnescato e rimosso una bomba inesplosa Gbu statunitense nella provincia centrale di Yazd. L'ordigno, noto come bunker-buster, era finito a 13 metri di profondita' sotto una zona residenziale durante gli attacchi lanciati da Stati Uniti e Israele durante la guerra. Il vice governatore per gli affari di sicurezza di Yazd, Ismail Dehestani, ha riferito all'agenzia Isna che si e' trattato di un'operazione come "ad alto rischio", visto il tipo di munizione e la posizione in cui era caduto. La Gbu pesa oltre 13 tonnellate e puo' penetrare fino a 60 metri nel terrano o nel cemento prima di esplodere. Nel frattempo, l'aeroporto internazionale Imam Khomeini ha ripreso i voli internazionali. A quanto ha riferito la tv di Stato, i primi passeggeri sono partiti alla volta di Medina, Muscat e Istanbul, e si prevede che l'attivita' aumenti nei prossimi giorni. La strategia della "Massima Pressione" di Trump Dalla Casa Bianca, Donald Trump ha ribadito che non ha fretta di chiudere un accordo, ritenendo che il tempo giochi a favore di Washington. La strategia Usa esclude l'impiego di testate atomiche ma punta su una pressione militare ed economica senza precedenti. Durante una conferenza stampa nello Studio Ovale, Trump ha ribadito che la priorità assoluta resta la denuclearizzazione della Repubblica Islamica.
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