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Artemis II per 40 minuti perderà i contatti con la Terra
Ieri 04-04-26, 19:08
AGI - In una missione spaziale di per sé straordinaria come Artemis II ci sarà un momento in particolare che terrà il mondo con il fiato sospeso. Tra domenica e lunedì, per 40 minuti, la navicella Orion perderà ogni contatto con la Terra. Il "period of loss", come viene definito dalla Nasa, è un'evenienza ampiamente prevista e si verificherà quando, durante il sorvolo del lato nascosto della Luna, il veicolo raggiungerà una posizione tale da consentire al satellite di bloccare qualsiasi segnale radio. Durante questa fase, nessuna immagine, nessun audio, nessun dato telemetrico potrà essere trasmesso dall'equipaggio alla sala controllo e viceversa. La sfida delle comunicazioni lunari Il problema era ben noto anche agli astronauti delle missioni Apollo. Decenni dopo, i sistemi di comunicazione hanno conosciuto enormi evoluzioni, a partire dalle tecnologie laser, ma la questione rimane sempre la stessa: i segnali non possono passare attraverso la Luna. Autonomia dell'equipaggio e dei sistemi Si tratta di un momento fondamentale della missione: la sala controllo non potrà monitorare in tempo reale i dati provenienti da Orion che, a sua volta, non sarà in grado di comunicare con il pianeta. L'equipaggio dovrà quindi gestire ogni possibile criticità da solo. Non sarà messo alla prova solo il loro addestramento ma anche la capacità operativa autonoma dei sistemi di navigazione, propulsione ed emergenza della navicella, che di solito si appoggia su un flusso costante di dati dalla Terra. Gestione degli inconvenienti In assenza di problemi, una volta completata la traiettoria dietro il lato nascosto della Luna, Orion riapparirà e le comunicazioni saranno ripristinate. In caso di inconvenienti, piccoli come una fluttuazione di sistema o più seri, gli astronauti dovranno affidarsi unicamente ai sistemi di bordo e alle loro competenze. Artemis II: un test per il futuro Anche per questo Artemis II è ritenuta un test fondamentale. In futuro la Nasa intende realizzare missioni lunari sempre più lunghe, per poi guardare a Marte. E in questi scenari i blackout comunicativi diventeranno più estesi e frequenti, rendendo fondamentale verificare la performance di persone e macchine in simili condizioni.
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