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Charlie Hebdo, nessun reato: bocciata la denuncia sulla vignetta della tragedia di Crans-Montana
Oggi 24-04-26, 17:03
AGI - Una denuncia presentata in Svizzera contro la rivista satirica francese Charlie Hebdo che aveva pubblicato una vignetta sulla tragedia di Crans-Montana è stata respinta dai tribunali del cantone del Vallese. Secondo i magistrati, sebbene la vignetta possa essere "definita scioccante", non soddisfa i criteri per essere considerata una rappresentazione della violenza. Ai primi di gennaio, l'avvocato svizzero Stéphane Riand e sua moglie, la scrittrice Béatrice, avevano presentato la denuncia, sostenendo che la vignetta costituiva una rappresentazione della violenza "che ledeva la dignità umana delle vittime". La denuncia era rivolta a Charlie Hebdo e al vignettista Eric Salch. Il disegno incriminato raffigurava due sciatori coperti di bende e con la pelle annerita che sfrecciavano lungo una pista segnalata da un cartello con la scritta "Crans-Montana", accompagnato dalle didascalie "I bruciati vanno a sciare" e "Commedia dell'anno", un riferimento al film comico francese del 1979 'Les Bronzés font du ski', una specie di 'Vacanze di Natale' alla francese. La vignetta fu pubblicata il 9 gennaio, giornata di lutto nazionale in Svizzera in memoria delle vittime dell'incendio divampato in un bar di Crans-Montana la notte di Capodanno e costato la vita a 41 persone - per lo più adolescenti e tra questi 6 italiani - e il ferimento di altre 115. La decisione dei giudici e la libertà di espressione Secondo la procura, la vignetta è "stilizzata", "non realistica", non mostra atti espliciti di crudeltà o rappresentazioni di sofferenza e non costituisce, "di per sé", una rappresentazione di violenza. Inoltre, i giudici hanno stabilito che, sebbene la tempistica della pubblicazione possa aver "scioccato e offeso", "lo shock che questa vignetta può produrre non è sufficientemente intenso da nuocere alla salute mentale" delle vittime e dei testimoni della tragedia. "In Svizzera, come in Francia e in qualsiasi Paese civilizzato, un disegno non può essere equiparato alla violenza, e dobbiamo smetterla di fingere il contrario", ha dichiarato all'AFP l'avvocato di Charlie Hebdo, Richard Malka. "Un disegno può essere scioccante, considerato di cattivo gusto, ma in ogni caso, dobbiamo smetterla di cercare di vietare, proibire e censurare tutto ciò che ci disturba. Questa non è una questione di competenza dei tribunali, ma della coscienza individuale".
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