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Destituito il presidente sudcoreano, "ha violato la costituzione"
Ieri 04-04-25, 07:17
AGI - Il presidente sudcoreano Yoon Suk Yeol è stato destituito dall'incarico per aver ha "violato" la Costituzione dichiarando la legge marziale a dicembre. Lo ha deciso la Corte costituzionale nella sentenza che ha confermato l'impeachment del capo dello Stato. Yoon "non ha solo dichiarato la legge marziale, ma ha commesso atti che violano la Costituzione e la legge, tra cui la mobilitazione delle forze militari e di polizia per impedire all'Assemblea nazionale di esercitare la sua autorita'", ha affermato la corte nella sua sentenza. La decisione, presa dai giudici all'unanimità dopo 111 giorni dal momento in cui le è stato deferito il caso, apre la strada a nuove elezioni presidenziali che si dovranno tenere entro 60 giorni. Il leader dell'opposizione Lee Jae-myung è nettamente favorito. La sentenza era attesa da un Paese ancora stordito dal fallito colpo di stato di Yoon a dicembre e infiammato da mesi di tensione e colpi di scena. Eletto con il margine più risicato nella storia del Paese nel 2022, l'ex procuratore distrettuale 64enne è precipitato nell'impopolarità, arrivando persino ad attivare brevemente la legge marziale, uno stato di emergenza non più utilizzato in Corea del Sud dai tempi della dittatura militare degli anni '80. Gli otto giudici della Corte costituzionale hanno confermato la validità della mozione di impeachment votata a meta' dicembre dai deputati. Sospeso in seguito alla mozione di un'Assemblea nazionale ampiamente dominata dai suoi oppositori, Yoon Suk Yeol ha sempre difeso il suo provvedimento shock della notte tra il 3 e il 4 dicembre, sostenendo che era necessario per respingere "le forze comuniste nordcoreane" ed "eliminare gli elementi ostili allo Stato". In un parlamento circondato da soldati, alcuni dei quali in elicottero, un numero sufficiente di deputati è comunque riuscito a riunirsi per votare all'unanimità un testo che chiedeva la fine della legge marziale, abolita dal presidente sei ore dopo la sua introduzione. Privato dei suoi poteri, Yoon Suk Yeol è diventato il primo presidente sudcoreano a essere arrestato e detenuto. A febbraio è iniziato il processo penale a suo carico per insurrezione, un crimine punibile con la morte, un'altra situazione senza precedenti per un capo di Stato sudcoreano in carica. Tuttavia Yoon è stato rilasciato l'8 marzo a causa di irregolarità procedurali. Decine, a volte centinaia di migliaia di persone manifestano ogni fine settimana a Seul, a favore o contro di lui e decine di sostenitori sono rimaste accampate per settimane al freddo gelido fuori casa sua per impedirne l'arresto. Il 19 gennaio, alcuni sostenitori radicali hanno addirittura preso d'assalto il tribunale che aveva appena ordinato la proroga della sua detenzione. In vista del verdetto di oggi, la polizia ha "mobilitato tutte le risorse disponibili per garantire la sicurezza pubblica e impedire che la situazione degeneri in un grave conflitto sociale". La polizia ha isolato l'area della Corte costituzionale con una barriera e ha schierato squadre delle forze speciali. Sono stati allestiti posti medici avanzati nella zona circostante per far fronte a eventuali emergenze. Folle di manifestanti pro e contro Yoon si sono accampati durante la notte nei pressi del tribunale. Diverse ambasciate, tra cui quelle degli Stati Uniti, della Francia, della Russia e della Cina, hanno raccomandato ai propri cittadini di evitare gli assembramenti. Il partito dell'ex presidente sudcoreano Yoon Suk Yeol ha accettato il verdetto della Corte costituzionale che ha confermato l'impeachment e ha rimosso definitivamente dall'incarico il leader accusato di aver tentato un colpo di sttato. "È deplorevole, ma il People's Power Party accetta solennemente e rispetta umilmente la decisione della Corte costituzionale. Ci scusiamo sinceramente con il popolo", ha affermato il deputato ed esponente di spicco del partito Kwon Young-se. Il leader dell'opposizione, Lee Jae-myung, ha da parte sua accolto con entusiasmo il verdetto. Yoon, "che ha distrutto la Costituzione e minacciato il popolo e la democrazia con le pistole e i coltelli affidatigli dal popolo, è stato licenziato", ha affermato Lee, che secondo i sondaggi è il favorito.
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