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Cronaca
Frana di Petacciato: Meloni fa il punto con i ministri. Stop ai treni sulla linea adriatic...
Oggi 08-04-26, 15:22
AGI - La frana di Petacciato è un'emergenza nazionale. Circolazione ferroviaria sospesa sulla linea adriatica. Un tratto della A14 chiuso, che impatta con i problemi sulla statale 16 legati al crollo di un ponte sul Trigno. Puglia e Molise a rischio isolamento. Stop alle lezioni, anche universitarie, nella provincia di Campobasso. Circa 60 sfollati, ospitati anche in b&b e altre strutture, se non da parenti e amici. Sono le conseguenze della frana di Petacciato, con un fronte di smottamento di circa 4 chilometri, è il più esteso d'Europa. "È un'emergenza nazionale", ha detto il presidente della Regione Molise, Francesco Roberti. Roberti ha visitato il luogo della frana con il sindaco di Petacciato, Antonio Di Pardo. Oggi pomeriggio sarà a Roma alla riunione indetta al Mit. Riunione con Meloni, in corso verifiche tecniche sulla frana Giorgia Meloni segue costantemente - si apprende da Palazzo Chigi - la difficile situazione creata dalla frana in Molise che ha interrotto l’Autostrada A14, la Statale 16 e la linea ferroviaria Adriatica. La presidente del Consiglio, che ieri sera ha contattato telefonicamente il presidente della Giunta Regionale del Molise, Francesco Roberti, oggi - informano le stesse fonti - ha tenuto una riunione in videoconferenza a cui hanno partecipato i ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, e della Difesa, Guido Crosetto, il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, e il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. Sono in corso le verifiche tecniche sulla frana a Petacciato, necessarie per acquisire le informazioni e valutare gli interventi volti al ripristino della viabilità. Il monitoraggio e le azioni di ripristino La task force di Autostrade per l'Italia prosegue il monitoraggio del fronte franoso anche con l'aiuto di by-bridge e grazie al sistema di sensori che aveva già installato e che ha consentito di chiudere al traffico la A14 evitando una situazione di pericolo. Una volta che il fronte franoso si sarà stabilizzato, si potranno valutare tempi di riapertura tratta in A14 e le attività di ripristino, per consentire la mobilità in totale sicurezza. Anche i tecnici di Rfi sono al lavoro. Scuole e università chiuse La decisione di chiudere le scuole è stata formalizzata dalla prefettura con un'apposita ordinanza firmata ieri, con l'obiettivo di ridurre la circolazione di mezzi nel territorio e i disagi per la popolazione. Sospese anche le attività didattiche in tutte le sedi dell'Università degli Studi del Molise. "La decisione - si legge in una nota dell'ateneo - fa seguito all'ordinanza della prefettura di Campobasso conseguente alle forti criticità della viabilità regionale seriamente compromessa dagli eventi calamitosi delle ultime ore". Le cause e l'impatto sul corridoio adriatico La ripresa del movimento della frana potrebbe essere legata al maltempo, dato che nei giorni scorsi sulla zona sono caduti circa 200 millimetri di pioggia. "Dopo giorni di piogge intense, si sono riattivate le frane lungo il 'Corridoio Adriatico', isolando di fatto la Puglia e imponendo un grave blocco ai collegamenti fondamentali tra nord e sud-est del Paese - conferma Antonello Fiore, presidente della Società Italiana di Geologia Ambientale - il crollo del ponte sulla Strada Statale 16, al confine tra Molise e Abruzzo sul fiume Trigno, ha già segnato una prima ferita infrastrutturale. A questa si è aggiunta la riattivazione della frana a Petacciato, che ha imposto, per principio di precauzione, l'interruzione della ferrovia e dell'autostrada A14 nel tratto tra Vasto Sud e Termoli. Questo isolamento risulta particolarmente grave per la Puglia perché, a differenza di quanto avvenuto nel 2010 con la frana di Montaguto, non esistono valide alternative viarie e la durata della sospensione dei servizi, sia per persone che per merci, è ancora incerta. Ritardi e sfide future Nel 2021 la Regione Molise annunciava l'imminente gara di progettazione per il consolidamento idrogeologico del versante Nord-Est a valle dell'abitato, con un impegno economico complessivo di oltre 40 milioni di euro, uno dei più ingenti investimenti mai stanziati in Italia per la mitigazione dei rischi di dissesto. Tuttavia, come evidenziano anche le statistiche della Corte dei Conti, mediamente servono cinque anni dalla progettazione alla realizzazione delle opere necessarie. Nel caso di Petacciato, il bando per l'affidamento congiunto di progettazione esecutiva e realizzazione dell'intervento è stato pubblicato solo a dicembre 2025, a fronte di eventi che richiederebbero interventi ben più tempestivi. Il cambiamento climatico accelera la frequenza e l'intensità di fenomeni meteorologici estremi, primo fra tutti le piogge che provocano frane e alluvioni. Il sistema amministrativo e le procedure di pianificazione risultano dunque spesso incapaci di sostenere la rapidità con cui si manifestano i disastri, lasciando le regioni vulnerabili esposte. Questo scenario impone un urgente cambio culturale nella gestione del territorio, con una programmazione e una prevenzione più efficaci e rapide. Ciciliano: "Una frana gigantesca, ora valutazione geologica" "Stanno facendo in questo momento delle valutazioni geologiche con il centro di competenza del dipartimento della protezione civile e adesso mi porterò lì, perché per un incontro e una successiva riunione tecnica per definire le linee di azione”. Lo dice ,a margine di una appuntamento a Napoli, il capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano, facendo il punto sulla frana nel comune di Petacciato, avvenuta ieri in Molise. “In Molise c'è questa frana storica, grande, enorme, che si è riattivata - spiega Ciciliano - stiamo parlando di circa 4 km quadrati di terreno che ha purtroppo imposto l'evacuazione di una cinquantina di persone del comune di Petacciato e soprattutto ha compromesso la viabilità della strada statale 16, ma questa era già compromessa dal crollo del ponte sul fiume Trigno, dell'autostrada adriatica A14 all'altezza di un viadotto si chiama viadotto Cacchione e della viabilità ferroviaria della linea adriatica che è stata deformata dalla frana che sta scendendo verso il mare”. Per quanto riguarda le priorità, si punta al “ripristino della viabilità sia stradale che ferroviaria ma nel frattempo è necessario mettere in campo delle soluzioni alternative per evitare gli allungamenti incredibili dei tempi di percorrenza”. “Si deve fare un ragionamento sui passeggeri, quindi linea ferroviaria, trasporto leggero e trasporto pesante su gomma e - dice ancora il capo della protezione civile - ovviamente le soluzioni sono diverse perché il trasporto pesante difficilmente viene assorbito dalla viabilità locale, perché è una viabilità di piccole dimensioni e quindi si sta deviando in questo momento il flusso attraverso l'Autostrada del Sole e poi Napoli-Bari e Bari-Foggia per poter realizzare la migliore soluzione di questa contingenza”. La stessa cosa si sta facendo per le linee ferroviarie, “dove in realtà la linea è interrotta sulla Adriatica e quindi l'alta percorrenza si muove sulla direttrice Bologna-Roma, Roma-Caserta, Caserta-Foggia - aggiunge - è ovvio che però l'asse adriatico è strategico, quindi è importante fare presto. Ovviamente fare presto e fare bene”. Sui tempi, Ciciliano ritiene che “ci sarà bisogno di più di qualche giorno per ultimare le valutazioni tecniche, all'esito delle quali, se tutto va bene e viene confermato che la frana è ferma e quindi si può lavorare in sicurezza, il ripristino della viabilità ferroviaria e stradale potrà essere precoce”. “La frana è gigantesca, in realtà era prevista la realizzazione di opere idrauliche, che in realtà erano pronte in esecuzione, però la frana ovviamente ha rimesso tutto in discussione e bisogna ricominciare da qua”, conclude.
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