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Giuli, doppia revoca al ministero della Cultura. Via Merlino e Proietti
Oggi 10-05-26, 18:21
AGI - Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha revocato l'incarico al capo della segreteria tecnica, Emanuele Merlino, e alla sua segretaria particolare, Elena Proietti. È quanto ha anticipato il 'Corriere della sera'. Sarebbero già pronti i decreti di revoca, secondo la ricostruzione del quotidiano. Alla base della rottura con Merlino - viene riferito - ci sarebbe la vicenda dei fondi negati al documentario su Giulio Regeni, di cui Merlino sarebbe stato a conoscenza. Proietti, invece, il mese scorso avrebbe saltato una trasferta del ministro a New York, non presentandosi in aeroporto. Allo stato la notizia non è confermata dal ministero. Ruotolo (Pd), ancora un terremoto nel governo "Ancora un terremoto nella destra di governo. Oggi la notizia riguarda il ministero della Cultura, dove il ministro Alessandro Giuli ha deciso l'azzeramento del suo staff. Revocati gli incarichi a Emanuele Merlino, vicino al sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, e a Elena Proietti. Il primo non avrebbe vigilato sul documentario su Giulio Regeni, a cui il ministero ha negato i finanziamenti. La seconda non si sarebbe presentata all'aeroporto e non avrebbe quindi partecipato alla missione del ministro a New York lo scorso mese". Così Sandro Ruotolo, responsabile Cultura nella segreteria nazionale del Pd ed europarlamentare. "Colpisce anche ciò che emerge attorno al ministero della Cultura: uomini e figure riconducibili a una destra radicale che riporta alla memoria pagine oscurissime della storia italiana - continua -. Tra i nomi citati in queste ore c'è quello del figlio di Mario Merlino, storico esponente di Avanguardia Nazionale che si infiltro' nei gruppi anarchici e nome che attraversa una delle stagioni più buie della Repubblica: quella della strategia della tensione, delle trame nere, delle stragi e della violenza politica. Questa era la destra arrivata al governo. E oggi questa destra si sta frantumando sotto il peso delle proprie contraddizioni, delle lotte interne e dell'incapacità di governare il Paese".
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