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Gus Kenworthy minacciato di morte dopo la mia protesta anti-ICE
Ieri 09-02-26, 14:38
AGI - Lo sciatore freestyle Gus Kenworthy, vincitore di una medaglia d'argento per il Team USA nel 2014 nello slopestyle, ha denunciato di aver ricevuto messaggi "orribili" con insulti e minacce di morte dopo le sue critiche alle politiche di Donald Trump e la foto postata con la scritta fatta sulla neve con la sua urina per protestare contro l'ICE prima della sua quarta corsa olimpica a Milano-Cortina. "Gente che mi diceva di suicidarmi, mi minacciava, desiderava vedermi rompermi un ginocchio o il collo durante la mia gara, mi insultava... è folle", ha raccontato sui social il 34enne atleta originario dell'Essex (è nato da madre inglese e padre americano) che ha gareggiato per gli Usa ai Giochi di Sochi e PyeongChang prima di annunciare nel 2019 che avrebbe iniziato a sciare per la sua nazione natale. La protesta e le reazioni online "L'altro giorno ho pubblicato una foto con i miei pensieri sull'ICE e da allora quella foto è finita ovunque", ha riferito Kenworthy, "e ho ricevuto un sacco di messaggi e la maggior parte di essi, onestamente, sono stati di supporto e incoraggiamento. Ma molti dei messaggi sono stati orribili". Kenworthy, nato in Inghilterra ma che ha vissuto negli Stati Uniti per gran parte della sua vita, aveva pubblicato su Instagram una foto della scritta "f*** ICE", apparentemente fatta urinando sulla neve. L'appello politico di Kenworthy Non solo, ma Kenworthy aveva anche pubblicato un messaggio nel quale esortava i cittadini USA a fare pressione sui senatori dei loro distretti perché neghino i fondi alla controversa forza anti-immigrazione. "Persone innocenti sono state uccise, quando è troppo è troppo", aveva scritto ancora Kenworthy. Alcuni atleti olimpici, in particolare quelli provenienti dal Minnesota, hanno criticato l'ICE nei loro discorsi o indossato spille con la scritta "ICE OUT". La posizione del comitato Olimpico L'associazione olimpica britannica aveva affermato che non avrebbe adottato alcun provvedimento disciplinare nei confronti di Kenworthy in quanto quel post, peraltro condiviso al di fuori del contesto olimpico, non riguardava il Team GB. "Durante i Giochi Olimpici tutti i partecipanti hanno l'opportunità di esprimere i loro punti di vista secondo le linee guida per l'espressione degli atleti", spiega invece un portavoce del Comitato Olimpico, "il CIO non regola i post personali sulle reti sociali".
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